Il ritrovamento delle ossa di Santa Rosalia

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Santa RosaliaOgni 14 e 15 luglio, a Palermo si celebra la festa di Santa Rosalia, meglio nota come “Festino”. Come molti sanno, questa data non corrisponde al giorno in cui si celebra ufficialmente la santa (ovvero il 4 settembre), bensì alla data in cui ci fu il ritrovamento delle sue ossa, a circa 450 anni dalla sua morte.

Ecco cosa avvenne (almeno secondo la leggenda).

Il ritrovamento delle reliquie di Santa Rosalia

Nel luglio 1624, mentre la peste funestava Palermo, all’interno di una grotta di Monte Pellegrino furono trovati alcuni resti ossei inglobati in una massa di pietra calcarea, formatasi per il gocciolio continuo dell’acqua. Ci volle poco a suscitare il clamore che deriva dal ritrovamento di qualche Santa Reliquia, dato che si sapeva che in quelle grotte aveva abitato Santa Rosalia durante il suo eremitaggio.

Secondo la leggenda la Santuzza era apparsa per la prima volta ad una ricamatrice di Ciminna, Girolama La Gattuta, che nel 1623 si trovava ricoverata all’Ospedale Grande di Palermo. La santa, inizialmente scambiata per una suora, promise la guarigione alla donna, chiedendole di recarsi sul Monte Pellegrino per adempiere al suo voto. Dopo qualche giorno Girolama effettivamente guarì, tuttavia non si recò sul monte come promesso.
Qualche mese dopo la malattia ritornò, in forma ancora peggiore, così la donna si ricordò del voto non rispettato e decise di rimediare. Una volta suo monte, bevuta l’acqua che sgorgava da una roccia, Santa Rosalia apparve nuovamente, questa volta per indicare un luogo preciso situato all’interno di una grotta. Lì scavando si sarebbero ritrovate le sue ossa.

Su insistenza della ricamatrice, si iniziarono i lavori di scavo, che il 15 Luglio 1624 riportarono alla luce delle ossa piccole e bianchissime. Naturalmente nessuno poteva avere la certezza che quelle reliquie appartenessero effettivamente alla Santa. Per fugare ogni dubbio il Cardinale Giannettino Doria convocò una squadra composta da sei medici per stabilire la veridicità, o quantomeno la plausibilità di quanto si credeva di avere scoperto.
Dopo innumerevoli analisi, dubbi e perplessità, i sei dottori, guidati forse più dalla fede che dalla scienza, dichiararono che quei resti appartenevano proprio a Rosalia Sinibaldi, o più semplicemente S. Rosalia.

La liberazione dalla peste

La storia però non finisce qui. La peste continuava a mietere vite umane, inclusa quella di una giovanissima donna, moglie di un “saponaro” del Capo, Vincenzo Bonello. Quest’ultimo, straziato dal dolore, decise allora di salire sul Monte Pellegrino per gettarsi da un dirupo, ma anche a lui apparve Santa Rosalia, affidandogli una profezia.
Sarebbe tornato a Palermo per far sapere al Cardinale Doria che le ossa ritrovate erano autentiche e che se portate in processione avrebbero fatto cessare immediatamente la peste.
Così, tornato in città, il Bonello andò subito a riferire l’apparizione al suo confessore, Don Pietro Lo Monaco della chiesa di Sant’Ippolito, il quale corse a conferire con il cardinale.

Sentita la storia il porporato dichiarò solennemente l’autenticità del ritrovamento e le ossa vennero portate in processione per la città. Dopo tale processione, almeno secondo i diari dell’epoca, la peste a Palermo cessò all’improvviso e la santa divenne patrona della città iniziando la palermitanissima tradizione del Festino che sussiste fino ad oggi.

Racchiuse le ossa in una preziosa urna d’argento e conservate nella Cattedrale, il popolo iniziò a venerare anche il blocco calcareo che inglobava i resti che, ridotto in polvere, veniva venduto sotto il nome di “Terra della Santa” per curare malattie, fabbricare amuleti e operare miracoli di ogni sorta. Questa venerazione proseguì fino a sfociare nella magia vera e propria, si esaurì il materiale roccioso della grotta e si iniziò ad usare quello proveniente anche dal resto della montagna. Opportunamente bagnati, o trattati, i minuscoli frammenti di pietra venivano esposti nelle finestre per scongiurare fulmini e temporali.

Curiosità

La prima processione, quella che secondo le cronache avrebbe messo fine all’epidemia, in realtà non fu lunga e sfarzosa come quella che conosciamo oggi. Si trattò di un brevissimo (seppur solenne) spostamento di poche decine di metri, dal Palazzo Arcivescovile alla Cattedrale. Negli anni poi la festa assunse toni sempre più pomposi e folcloristici, fino a diventare il grande evento che tutti conosciamo.

Un altro episodio nel 1826 causò grande scalpore. Il professore britannico William Buckland (professore di paleontologia all’università di Oxford), affermò che le ossa conservate dai palermitani come sacre reliquie, altro non erano che comunissime ossa capra.
Nel corso degli anni questa tesi è stata in parte sfatata da varie ricognizioni storiche successive, anche se, come scrivono le fonti dell’epoca, non è escluso che tra le ossa ritrovate ci fossero anche resti di animali, che gli eremiti usavano per cibarsi.

Questo cosiddetto scandalo fu spento con la ricognizione del 1987, nella quale una commissione medica sancì che i resti appartenevano senza dubbio ad un essere umano.

Fonti: R. La Duca – La città passeggiata;
G. Pitrè – Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane – 1872
Wikipedia.org – Santa Rosalia

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

4 COMMENTI

    • Sonia carissima, nun ti fari pigghiari ppi fissa: le osse di santa Rosalia furono analizzate nei primi decenni del XX secolo e si scoprì che erano osse di capra.
      I palermitani, quindi, hanno adorato ossa di capra pensando che fossero di Rosalia Sinibaldi (fonte: Bertrand Russell). Baciamo le mani a voscenza!

      • Qui mi sa che la CAPRA sei tu! William Buckland era un pazzo, visionario e pure bugiardo!

        LEGGI DEI SEMPLICI MOTIVI E CAPIRAI IL PERCHE’ DELLA FALSITA’ DI CIO’ CHE HAI BLATERATO:

        1) VARIE RICOGNIZIONI STORICHE DOCUMENTATE CON LE BOLLE DEI CARDINALI CHE SI SONO SUSSEGUITI.

        2) LE RELIQUIE SONO STATE PORTATE DAL MONTE PELLEGRINO ALLA CATTEDRALE SUBITO DOPO IL RITROVAMENTO, QUINDI IL SIG. BUCKLAND PER VEDERLE NON DOVEVA ANDARE AL SANTUARIO MA DOVEVA FARSELE APRIRE DAL CUSTODE DELLE RELIQUIE DI QUEL PERIODO (IL PARROCO) E LA COSA MI PARE MOOOOLTO DIFFICILE.

        3) ESISTE UN LIBRO DEL 1624 CHE RACCOGLIE TUTTE TESTIMONIANZE DEI MIRACOLI AVVENUTI IN PROSSIMITA’ DI QUELLE OSSA O AL PASSAGGIO DELL’URNA RELIQUIARIA IN PROCESSIONE PER LE VIE DI PALERMO. FIRMATE CON NOME E COGNOME DI OGNI SINGOLO DEVOTO.

        4) IN UN PRIMO PERIODO LE RELIQUIE SONO STATE CUSTODITE IN UNA PRIMA URNA ARGENTEA CON CRISTALLI DI VETRO DOVE SI POTEVANO OSSERVARE.

        5) NELL’ULTIMA RICOGNIZIONE DATATA 1987 ALLA PRESENZA DEL CARDINALE DI PALERMO SALVATORE PAPPALARDO è STATO ACCERTATO CHE ALL’INTERNO DELLO SCRIGNO VI SONO CIRCA 27 OSSA PRINCIPALI PIù IL CRANIO E TUTTI DI DONNA DI CIRCA 30 ANNI.

        6) FURONO RITROVATI INSIEME AL CORPO UNA CROCE D’ARGENTO, UNA CROCE IN PIETRA, UNA CIOTOLA IN TERRACOTTA E DEI GRANI DI UN CONTA PREGHIERE (L’ANTENATO DEL ROSARIO).

        IN ULTIMO, NEL 2004 E’ STATA RIAPERTA L’URNA PER PRENDERE UNA RELIQUIA DA INCASTONARE SOTTO L’ALTARE DELLA CATTEDRALE DI PALERMO.ALLA PRESENZA DEL CARDINALE SALVATORE DE GIORGI, E ALL’APERTURA SCATURì UN FORTE E INTENSO PROFUMO DI FIORI (IL PROFUMO DELLA SANTITà) CHE LASCIò A BOCCA APERTA PERSINO IL CARDINALE!!!

        QUINDI PRIMA DI SPARARE CAVOLATE E DIFFAMARE LA SANTA DEI PALERMITANI…ACCERTATI…!

        SE NON TI è CHIARO QUALCOSA VAI A VEDERE LA GALLERIA FOTOGRAFICA DELL’ULTIMA RICOGNIZIONE…
        https://www.facebook.com/SantaRosaliadiPalermo/photos/?tab=album&album_id=248844215228047

        • Gentili lettori,
          vi ringraziamo per i vostri sempre graditi interventi. Tuttavia vi invitiamo a mantenere toni pacati, affinché la conversazione sia sempre costruttiva.
          Grazie.

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