Il Santuario di Santa Rosalia

Ogni palermitano che si rispetti è andato a visitare almeno una volta nella sua vita il santuario di Santa Rosalia, la patrona di Palermo. Ma questo luogo tanto sacro, quanto suggestivo merita la visita di ogni turista che viene in città.

Da quando il 15 luglio del 1624 sono state trovate le ossa che si presuppone possano essere della Santuzza, il santuario di Santa Rosalia è diventato meta di pellegrini che hanno chiesto grazie, molte delle quali ottenute viste le numerose offerte votive lasciate nel santuario.

Il santuario di Santa Rosalia prima di Santa Rosalia
La storia di questo luogo sul Monte Pellegrino è piuttosto complessa ed affonda le radici sin dalle origini della stessa città di Palermo. Dopo tutto la grotta che convogliava acque piovane in un bacino naturale, era un luogo ideale per pastori, pellegrini ed in seguito eremiti che si ritiravano in preghiera.
Di queste antichità rimangono scarsi segnali impressi nella roccia della grotta e poche testimonianze storiche. Sicuramente il luogo fu, per un certo tempo, collegato al culto della Madonna e prima ancora vi si celebravano rituali pagani, testimoniato dai resti ormai irriconoscibili di un altare punico.
Che vi abbia soggiornato da eremita anche la Santuzza è una leggenda piuttosto suggestiva ed altrettanto difficile da verificare.
Il ritrovamento di ossa umane identificate con quelle di Santa Rosalia il 15 luglio 1624 ed il successivo miracolo della cessazione della peste che affliggeva la città, determinarono l’inizio del culto alla santa. Per prima cosa fu costruito un altare in marmo con le colonne in pietra misca al cui interno fu posta la statua di santa Rosalia, commissionata allo scultore Gregorio Tedeschi. Il santuario vero e proprio venne fatto erigere a partire 1625, allargando l’ingresso della grotta e spianando l’area antistante.
Successivamente fu costruito il primo convento di frati francescani dedicati alla cura dei pellegrini che si recavano al santuario. Dal 1954 il luogo sacro è affidato ai religiosi dell’opera Don Orione.

Il Santuario di Santa Rosalia
Il complesso,  include una facciata del 1600 addossata alla roccia e la grotta della santa che  si trova all’interno di un anfratto, quasi sulla cima del monte Pellegrino.
Si raggiunge il sito o seguendo il tortuoso percorso stradale o, come fanno i pellegrini soprattutto il 4 settembre per la ricorrenza festiva, attraverso un percorso a piedi. ingresso grotta di s.Rosalia
Giunti alla piazza,  si raggiunge la grotta attraverso una ripida ed ampia gradinata. Subito si vede la facciata col suo grande portale ed una bella scultura di Santa Rosalia su di una nicchia sovrastante. All’interno ci accoglie un suggestivo vestibolo che diventa scoperto dopo pochi passi, come una cupola che ha il cielo per tetto. Sulla destra, i retsi dell’altare punico e all’angolo una grande ancora in bronzo, “l’ancora di Santa Rosalia”, ex voto posta lì dopo il 1934 da alcuni marinai superstiti di un attacco di un sommergibile tedesco alla fine della prima guerra mondiale.
Un’ampia e sontuosa cancellata in ferro segna l’ingresso della cavità della grotta.
Nella parte di destra si nota un rilievo raffigurante l’incoronazione di “Rosalia” eletta protettrice di Palermo per mano di Cristo, eseguito dallo scultore “Nunzio La Mattina“.

La grotta di Santa Rosalia
Grotta santuario S. RosaliaSuperata la cancellata, si entra nel santuario vero e proprio. La grotta ha le sembianze di una chiesa a navta unica. Dietro l’altare maggiore, in un anfratto della roccia è custodita la sacra immagine della Madonna Immacolata, opera di Giuseppe Albino, detto il “Sozzo”, dalla deformità del suo aspetto. Il clima è davvero ricco di spiritualità accentuato dalla nudità delle pareti in pietra e dal silenzio rotto dal tintinnio di gocce d’acqua che dalla volta rocciosa stillano continuamente. Queste vengono incanalate da numerose grondaie di piombo collegate fra di loro da vari raccordi, raccogliendo l’acqua in una fontana dalla quale i fedeli attingono per devozione.
Sulla sinistra sorge l’altare di Santa Rosalia, ed in basso dentro un abitacolo, sorretto da colonne in marmo mischio con una balaustra finemente decorata che ne fa da cornice, giace dentro una teca la statua marmorea della Santa (lavoro scultoreo eseguito nel 1625 dal fiorentino Gregorio Tedeschi), rivestita di un meraviglioso manto tutto d’oro, dono dal re Carlo III Borbone nel 1748.

La statua di Santa Rosalia
La Santa appare distesa, con il capo appoggiato dolcemente sulla mano destra. Viene raffigurata nel momento in cui, probabilmente in estasi, viene colta di sorpresa da un giovane angelo che le offre un ramo di gigli, segno della purezza verginale. Infatti la sua mano sinistra con una posa dolce e morbida indica se stessa come sorpresa da tale dono.
L’opera originaria del Tedeschi in marmo, oggi perde in parte il suo significato originario dopo gli ornamenti che il Re Carlo III di Borbone prima e il Senato palermitano dopo donarono per abbellire ed onorare il simulacro della santa. Il saio adesso è rivestito di un abito damascato tutto in oro; il capo della vergine è adornato da una corona di rose anch’esse d’oro; tra le dita della mano sinistra un crocifisso in oro degli ordini di Ferdinando di Malta (con la chicca di un rubino conficcato nel costato ferito di Gesù); una verga d’oro viene trattenuta  sotto il polso agghindato di bracciali e gioielli di perle e di corallo e infine il teschio, il libro e il giglio dell’angelo, anch’essi tutti d’oro, completano la decorazione.statua di s.Rosalia

Santa Rosalia tra storia e leggenda
Secondo la leggenda, la Santa, visse da eremita nella grotta e lì murata, trovò la morte il 4 settembre del 1170. Ma fu solo dopo il 15 luglio del 1624, quando furono trovate le ossa della Santa, che il luogo fu trasformato in santuario a lei dedicato.
Fu in quella occasione che le sue reliquie furono condotte in solenne processione, perché cessasse la peste che affliggeva la città. Da allora ad oggi il culto non è venuto meno, e a Palermo si celebra come festa patronale, nella settimana fino al 15 luglio di ogni anno.
Il 4 settembre, giorno effettivo di Santa Rosalia secondo il calendario liturgico, Palermo onora la sua Santa con un grande pellegrinaggio popolare che prevede “l’acchianata” a piedi (salita) dei fedeli al santuario seguendo i percorsi antichi. A tratti o nella parte finale del percorso, sulle scale, ancora oggi (ma una volta molto più spesso) si possono vedere devoti che avanzano in ginocchio per grazia ricevuta. Molte sono infatti le offerte, gli ex voto che i pellegrini portano alla Santa per devozione o per le grazie loro concesse. Si possono vedere questi doni esposti nelle varie vetrine che fanno da corona alle pareti del tempio, nonché sulle pareti del corridoio che porta all’annesso convento o, i più preziosi, all’interno della teca della statua.

Orari di visita al Santuario 

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