La raccolta differenziata dei rifiuti

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Ogni anno in Italia si producono oltre 30 milioni di tonnellate di RSU (Rifiuti Solidi Urbani), circa 500 Kg per ogni abitante, neonati compresi!
La Legislazione sui rifiuti prevedeva che entro il 2003 si dovesse raggiungere una quota del 35% di raccolta differenziata: nel 2005 solo 27 capoluoghi italiani raggiungevano o superavano questa quota, 22 dei quali si trovano nel settentrione. Negli ultimi due anni tuttavia la raccolta differenziata ha subito un notevole impulso su tutto il territorio nazionale, ed è sperabile che presto si raggiungano livelli intorno al 50%. Come termine di confronto, pensiamo che in Germania essa supera il 58%.

Immagine contenitori rifiuti porta a porta

Con questo articolo vogliamo spiegare bene cosa significa raccolta differenziata, ricordando che: la raccolta differenziata dei rifiuti ne consente il recupero e la riutilizzazione e ha pertanto un duplice obiettivo: evitare l’accumulo di rifiuti nell’ambiente e ridurre lo spreco di energia e di materie prime.
Per fa sì che i nostri rifiuti vengano correttamente smaltiti e quindi riciclati è necessario che siano divisi a seconda del materiale di cui sono costituiti, separando anche il rifiuto secco dal rifiuto umido.
La parte “secca” dei nostri rifiuti va poi distinta in secco riciclabile (vetro, carta, plastica, alluminio, che va posto nei cassonetti di diverso colore a seconda dei materiali) e secco non riciclabile, che va posto nei comuni cassonetti.

Il Materiale Organico
UmidoLa frazione umida dei rifiuti (7-8 milioni di tonnellate ogni anno) è spesso responsabile di problemi igienici che possono essere risolti attraverso il compostaggio: processo che consiste in un processo biologico attuato da microorganismi che, nutrendosi della sostanza organica, ne causano la decomposizione e producono una sostanza simile all’humus (componente organica del terreno, che ne aumenta la fertilità). Cassonetto Umido hdQuesto prodotto, detto compost, può essere validamente utilizzato per sostituire i normali concimi chimici, in quanto ricco di minerali e sostanze organica.
Ricordiamo che il materiale organico adatto per produrre il compost comprende: la carta, i rifiuti organici domestici (bucce. torsoli, avanzi alimentari etc), la potatura del verde pubblico, la sfalcio dei prati, i rifiuti agricoli. Il processo necessita, per il suo completamento, di 8-12 mesi se il compostaggio avviene per via naturale e di 15-45 giorni se avviene per via artificiale. Alla fine da 1 Kg di rifiuti si ottengono 300 g di compost.

Il vetro
Analizzando attentamente l’arco di vita di un normale oggetto di vetro non riciclato, come una bottiglia o un vasetto, possiamo riassumerlo nei seguenti punti:

1. Estrazione della materia prima necessaria a produrre il vetro, rappresentata per il 75% da sabbie siliciee;
2. Trasformazione della materia prima in prodotto finito, mediante l’impiego di ingenti quantità di energia, necessaria ad alimentare i forni di fusione e l’intero impianto di produzione;
3. Uso ed eliminazione del contenitore di vetro, che finisce in discarica.

Cassonetto Vetro hdCosa cambia se, invece di gettare il vetro direttamente nella discarica, lo ricicliamo, utilizzando gli appositi contenitori?
– Non è necessario estrarre ulteriore materia prima, quale la sabbia silicia,  dalle cave.
– Per la produzione un nuovo oggetto di vetro a partire da uno vecchio occorre il 30% in meno di energia.
– Non si riempiono inutilmente le discariche con materie prime.
Ricordiamo che: nei contenitori per la raccolta differenziata si possono gettare bottiglie, barattoli, vasi e contenitori di vetro puliti e privi dei tappi di chiusura, mentre non si devono gettare specchi, tubi al neon, lampade, oggetti in ceramica, oggetti in porcellana, buste di plastica e qualsiasi  altro rifiuto. Qualche piccolo consiglio utile:
– Introdurre materiali diversi dal vetro provoca grosse difficoltà in fase di recupero e riciclaggio, perciò getta negli appositi contenitori solo oggetti in vetro.
– Ricorda di non lasciare lastre di vetro fuori dai cassonetti: sono pericolose e aumentano i costi di raccolta.

La Plastica
La plastica è un materiale sintetico (non naturale) originato dal petrolio. Ne esistono molti tipi differenti ognuno dei quali è caratterizzato da una sigla (stampata su ogni oggetto realizzato con quel materiale) che lo identifica. Molti tra i più diffusi materiali in plastica non sono biodegradabili cioè rimangono inalterati nelle discariche per lunghissimi periodi. Proprio per questo, oltre che per l’enorme diffusione degli oggetti e degli imballaggi in plastica, diventano di primaria importanza sia il riciclaggio sia un utilizzo più razionale della plastica.
Se analizziamo un cassonetto per la raccolta della plastica, ci accorgiamo che il 97% dello spazio è occupato da aria e solo il 3 % da materiale perché i contenitori in plastica occupano molto volume. È necessario perciò schiacciare preventivamente i rifiuti, al fine dei ridurre il volume al minimo e rendere più economico il recupero.

cassonetti-plastica

Ricordiamo che: vanno gettati esclusivamente i contenitori che hanno il simbolo PVC, PET e PE, le bottiglie di plastica per bevande e liquidi, flaconi di plastica per l’igiene personale e per la casa.
Non si devono gettare, invece, contenitori con le sigle PP, PS, PEAD, HDPE, PEHD, PEBD, LDPE, PELD, contenitori per sostanze tossiche o infiammabili, giocattoli, bicchieri, piatti, sacchetti di plastica, cellophane, teloni agricoli, taniche, secchi per vernici e per la spazzatura, siringhe, vasetti di yogurt, gelati, polistirolo e rifiuti di altro genere.

Ecco qualche consiglio utile per ridurre l’uso della plastica.
– preferisci cibi freschi e bevande in contenitori di vetro, meglio se “a rendere” con cauzione
– passa dai prodotti in plastica usa e getta (bottiglie, piatti, posate) all’acquisto di prodotti riutilizzabili e durevoli
– quando vai a fare la spesa ricorda di portare con te borse in juta, cotone, retine, carrello. Ricorda che i sacchetti di plastica sono tra i principali responsabili dell’inquinamento del suolo.

L’alluminio
L’alluminio si ricava da un minerale chiamato bauxite: per produrre un chilogrammo di alluminio occorrono circa 14 KWh.
Cosa cambia se lo ricicliamo?
Per prima cosa non è necessario estrarre la materia prima.
In secondo luogo, ed è questo l’aspetto più importante, per produrre 1 Kg di alluminio a partire da quello recuperato sono sufficienti 0,7 kWh contro i 14 necessari per ricavarlo dalla bauxite, con un risparmio di energia pari al 95%!
L’alluminio si può riciclare soltanto se è pulito: corpi estranei come ferro, sostanze sintetiche o sporcizia ne rendono più difficile il riutilizzo.
Nei contenitori per la raccolta differenziata si possono gettare lattine per bibite in alluminio al-1(hanno il simbolo AL), mentre non si devono gettare lattine per olio, lattine per bibite non in alluminio, contenitori per conserve (pelati, tonno, fagioli, mais, ananas, pesche ecc.) e qualsiasi altro rifiuto.
Ecco qualche consiglio utile
– Non tutte le lattine per bibite sono in alluminio: parte di queste sono in banda stagnata.
-La separazione delle lattine in alluminio da quelle in banda stagnata può essere fatta con l’aiuto di una calamita: la banda viene attratta l’alluminio no.

La carta
È sufficiente recuperare una tonnellata di carta per salvare 3 alberi alti 20 m.
Se riciclassimo anche solo il 20% della carta che buttiamo, risparmieremmo da 4 a 5 milioni di alberi, da 2 a 5 miliardi di kWh di energia elettrica e da 280 a 440 miliardi di litri di acqua (ricordiamo che per produrre una tonnellata di carta occorrono 500 000 litri di acqua).
Ogni anno l’Italia deve importare dall’estero ben 700 000 tonnellate di carta da macero, carta che potrebbe benissimo essere recuperata sul territorio nazionale riducendo anche i problemi di smaltimento in discarica dei rifiuti solidi.
Pensate che vantaggi economici ed ecologici se attuassimo una raccolta differenziata efficace della carta:
– riduzione delle importazioni e quindi influenza positiva sull’economia del paese;
– riduzione del volume dei rifiuti solidi con vantaggi sull’ambiente e sull’economia dei comuni di residenza;
– riduzione dell’utilizzo di pasta ricavata dagli alberi e quindi mantenimento delle foreste.

cassonetto_cartaNei contenitori per la raccolta differenziata si può gettare carta, cartone, giornali, riviste, imballaggi, mentre non si può gettare carta unta e sporca, carta unita ad altri materiali, come contenitori tetrapak usati per il latte, acqua e succhi di frutta, carta carbone, carta stagnola, carta vetrata, carta plastificata e qualsiasi altro rifiuto.
Più importante ancora del riciclaggio è il risparmio della carta, che risolve il problema a monte.
Ecco qualche consiglio utile.
– non buttare un foglio se non è scritto su entrambe le facciate, ma usalo per brutta copia.
– fai le fotocopie sempre fronte e retro.
– non prendere volantini o fogli pubblicitari se non ti interessano.
– usa il più possibile carta riciclata.
– scegli prodotti con meno imballo possibile.

Risparmiare e preservare il nostro ambiente si può, riducendo l’uso delle materie prime e mantenendo più pulito il nostro mondo. Ci vuole una collaborazione ed una attenzione di tutti a partire dalle Istituzioni (comuni in testa) con campagne informative e di sensibilizzazione e soprattutto con l’utilizzo di risorse economiche e umane perché questa raccolta sia effettivamente ed efficacemente attuata. Un aiuto notevole potrebbero darlo le aziende produttrici contrassegnando l’imballaggio di ogni prodotto con sigle che ne indichino la destinazioni di smaltimento (carta, plastica, vetro o rifiuti comuni).
Ma al di sopra di tutto ci vuole la buona volontà di ciascun cittadino che comprenda che tutto ciò che di bene fa all’ambiente ricade positivamente sull’economia del Paese e sul futuro dei propri figli.

 

 

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