Palazzo Alliata di Pietratagliata

Palazzo Alliata di PietratagliataNel 1473 il magnificus Antonio de Termine “Utriusque juris doctor” barone di Birribaida e pretore della citta’, volle  edificare per la propria famiglia una “Domus Magna”, consona al prestigio e alla dignità del suo nobile casato. Luogo prescelto fu la ruga magna del Seralcadi denominata “strada della bandera”. Sulla denominazione di questa strada si sono fatte più di una ipotesi, ma alcune recenti acquisizioni documentarie hanno chiarito che tale denominazione è da ricondurre alla conclusione della cosiddetta “rivolta dei baroni” e alla restaurazione del potere regio da parte di Martino di Montblanc, quando, a seguito della fuga dalla citta’  di Enrico Chiaramonte, il 4 marzo 1397 i cittadini di Palermo in segno di fedeltà, innalzarono le insegne della corona. La ruga magna del Seralcadi era una delle strade dove  si apponeva il vessillo regio.

palazzo alliata di pietratagliataLa costruzione della magnifica dimora dei Termine, considerata una delle più sontuose dimore signorili della città, destò grande meraviglia nella città quattrocentesca per l’aspetto imponente della sua struttura, che era, e ancora oggi è, dominata da una superba torre merlata alla “ghibellina”, allora la più alta torre della  città. Esempio emblematico di architettura tardogotica, Palazzo Pietratagliata è una delle dimore nobiliari più importanti e più belle del patrimonio architettonico della città, un maestoso edificio pieno di storia alla quale, nel corso del tempo, hanno lavorato grandi artisti e famosi architetti chiamati a decorare, progettare, restaurare e arredare. I Termine, nonostante varie vicissitudini, mantennero la proprietà del palazzo fino al 1748, anno in cui fu venduto dal Principe Antonio Termine e Valguarnera al Duca di Pietratagliata Giovan Battista Marassi e Naselli, esponente di un’ aristocratica famiglia di origini genovesi trapiantatasi in Sicilia alla fine del XVII secolo. Una volta entrato in possesso del palazzo il  Duca di Pietratagliata decise di restaurare ed ampliare la residenza  affidando l’incarico dei lavori all’architetto del senato cittadino Francesco Ferrigno, che realizzò gli ambienti di rappresentanza dell’ala confinante con il palazzo del Barone della Scala, don Giuseppe Lombardo (oggi coincidente con il novecentesco palazzo degli Avarna, baroni di Scamino’).
A qualche decennio dopo risale la settecentesca riconfigurazione degli interni della casa sotto la guida dell’architetto Giovanni del Frago, uno dei principali esponenti del rococò palermitano.
A questa fase si devono gli interventi dei pittori Vito D’Anna e Francesco Sozzi (figlio di Olivio e cognato dello stesso D’Anna), che conferirono lustro e bellezza alla dimora dei Marassi, anche se, già al tempo dei Termine gli interni del palazzo erano stati adeguati alle nuove correnti stilistiche dell’epoca. Nel 1818 l’unica figlia di Giovan Battista Marassi, Maria Cirilla, ereditiera del casato, sposò don Luigi Alliata e Moncada cadetto dei principi di Villafranca, portandogli in dote il titolo di Duca delle Pietretagliate e il palazzo alla Bandera: a partire da allora il palazzo assunse la denominazione attuale della famiglia proprietaria, ” Alliata di Pietratagliata“.

palazzo alliata lampadarioIl Palazzo

Un palazzo che nonostante sia stato interessato da drastiche trasformazioni, restauri e continui rimaneggiamenti, di cui quelli piu’ consistenti relizzati tra gli ultimi anni dell’ottocento e gli anni venti del secolo successivo, mostra ancora oggi tutto il suo carattere tardomedievale altamente suggestivo. L’imponente e austera facciata, dalla spiccata “facies” medievale, e’ caratterizzata da una sequenza di archeggiature di grandi finestre bifore, impreziosite da raffinati intagli scultorei, di cui una angolare di gusto gotico-catalano. Nello spigolo occidentale del palazzo ad angolo con la via del Pizzuto (antica vanella dell’Inciacato), si puo’ osservare una di quelle colonne angolari che negli antichi palazzi venivano poste come segno di nobiltà.
Dal bel portale tardogotico con archivolto  a sesto lievemente acuto, si accede, attraverso un atrio coperto da volta lunettata, al cortile interno, la parte più integra della fabbrica originaria, oggi reso lussureggiante da una rigogliosa vegetazione che si arrampica alle pareti nelle quali spiccano aperture di gusto gotico fiorito: un tempo attorno al cortile erano stati ricavati  la cavallerizza e la carrettiera. Attraverso uno scalone a più rampe, in pietra di billiemi, si arriva al piano nobile dove possiamo ammirare la grande galleria d’ingresso abbellita da alte vetrate di stile medievale, sulle quali risaltano le insegne araldiche del casato Alliata, inquartati dall’unione di altri blasoni: Pignatelli, Notarbartolo, Moncada e naturalmente quello dei Marassi.

soffitto palazzo alliataIn questo ambiente detto  anche “del 400” per il suo stile medievale, spicca il magnifico soffitto cinquecentesco a travature lignee dipinte con motivi ornamentali, che assieme alla preziosa quadreria degli antenati di casa Marassi, il monumentale camino in pietra lavorata e l’originalissima decorazione parietale, affascina i visitatori.
Diversa è l’atmosfera degli altri ambienti che si presentano d’impronta marcatamente barocca, sia negli arredi che nella decorazione pittorica e stucchiva che li arricchisce. Il “salotto rosso” con raffinati sovrapporta di scuola fiamminga con vedute lagunari di venezia, e la volta affrescata con una bella allegoria ispirata alla “gloria del principe”, di Francesco Sozzi. In questa sala si trova un prezioso “troumeau” settecentesco a sportelli, trasformato in piccolo oratorio domestico. E poi il “salotto verde” con raffinate “boiseries” dorate, le pareti rivestite di seta damascata di colore verde, di quel verde settecentesco tipicamente siciliano, che si accosta cromaticamente alle porte e alle finestre del salone. Poi la grande sala da pranzo magnificamente affrescata da Vito D’Anna. affresco palazzo alliataEd infine il sontuoso “salone da ballo” tipicamente di gusto settecentesco, preziosamente arricchito da splendidi affreschi, raffinati stucchi, “boiseries” lignee, specchiere d’epoca e da un pregevolissimo pavimento di mattonelle in ceramica figurata  prodotto da officine napoletane, a cui spesso l’aristocrazia palermitana si rivolgeva per realizzare grandi pavimenti decorati, con cui abbellire i propri palazzi. Ma l’attenzione del visitatore è richiamata soprattutto dal magnifico lampadario in vetro soffiato di murano, unico nel suo genere, formato da 99 bracci, per un diametro di 2 metri e 75, il più grande d’Europa, che fà da prezioso ornamento alla volta affrescata nel 1762 dal “maestro” Vito D’Anna. Oggi il palazzo è abitato dagli attuali proprietari, donna Signoretta Alliata e il marito Biagio Licata di Baucina, che per una curiosa coincidenza discende dai Termine, la famiglia che lo ha fatto edificare. I due coniugi assieme ai figli Antonio e Maria Amalia  mantengono con grande amore e passione l’antica dimora di famiglia, allo scopo di “tramandarla al futuro”, ma tutto questo naturalmente costa, in fatica, in denaro ed impegno. Questa nobile famiglia, che sostiene enormi sforzi per mantenere integra questa storica “domus magna”, merita il plauso nostro, e di tutti quelli che amamo l’arte, la cultura e la storia della nostra citta’. Da qualche tempo la bella dimora viene concessa agli ospiti per ricevimenti

 

Palazzo Alliata di Pietratagliata si trova in Via Bandiera, cuore del centro storico di Palermo, che è tra le strade più antiche della città. Il palazzo si può visitare su appuntamento per gruppi minimo 25 persone.

Palazzo Alliata di Pietratagliata via Bandiera, 14 90133 Palermo (PA)

E-mail: palazzoalliata@libero.it

Segreteria telefonica & FAX: (+39) 091.325323 Mobile: (+39) 347.5264276

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