Un palermitano a Istanbul

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Istanbul, la porta dell’Oriente, l’antica Costantinopoli, la culla dell’arte bizantina, è senza dubbio una delle città più interessanti al mondo dal punto di vista della ricchezza e della varietà culturale. Con i suoi 14 milioni di abitanti è la quarta città più popolata al mondo ed è il principale centro industriale e finanziario della Turchia. La sua posizione geografica, sullo stretto del bosforo, fa di essa l’unica città a cavallo tra due continenti.
Data l’importanza (anche turistica) di questa città, ci apprestiamo a fornirvi alcuni consigli, nonché alcune linee guida, che vi aiuteranno ad apprezzare al meglio questa meravigliosa meta.

La moneta e il costo della vita

Contrariamente alle grandi metropoli mondiali, ad Istanbul il costo della vita non è molto alto, soprattutto per quanto riguarda i beni di prima necessità. La Lira Turca è la moneta locale ed il suo valore si aggira attorno ai 35 centesimi di Euro, con un potere di acquisto abbastanza valido. I cambia valuta sono molto presenti, soprattutto in aeroporto, nel centro città e nei principali centri commerciali, cercate quelli con il miglior tasso di cambio, anche se alla fine (a meno che non cambiate molti soldi), la differenza sarà solo questione di centesimi.
Ovviamente, a conti fatti, i soldi spesi rispecchieranno lo stile di vita che deciderete di adottare, ma in linea generale il cambio favorevole vi consentirà di fare acquisti senza eccessivi patemi.

I trasporti

Per i trasporti iniziamo dall’aeroporto. Da Istanbul Ataturk, il principale aeroporto cittadino, è possibile raggiungere il centro con diversi mezzi, i più economici sono la metropolitana (linea rossa verso Aksaray, vicino al centro storico), e il pullman (l’Havatas, che con 10 lire porta a piazza Taksim, la principale piazza del centro di Istanbul). Tutto dipende anche da dove dovete arrivare, se il vostro alloggio si trova nei pressi dell’aeroporto allora vi conviene prendere un taxi, il prezzo è leggermente superiore (ma per niente allarmante) ma vi consentirà di giungere più facilmente a destinazione. È consigliabile studiare la mappa della città per scegliere l’opzione che fa al caso vostro.
Una volta in città le opzioni sono molteplici. Potrete scegliere di muovervi con autobus, metropolitane, tram, funicolari e metrobus. Le corse si possono pagare singolarmente oppure acquistando la carta dei trasporti negli appositi chioschetti e nelle edicole. Ogni mezzo richiede il pagamento di una corsa, indipendentemente dal tempo impiegato, ma il prezzo del biglietto ordinario è abbordabile (circa 65 centesimi di €). Un biglietto leggermente più costoso è richiesto per il metrobus (che è un normale autobus che cammina su corsie dedicate, quindi senza traffico), perché copre tratte più lunghe.
I trasporti funzionano molto bene anche se la conformazione cittadina potrebbe richiedere l’utilizzo di più mezzi per il raggiungimento delle mete principali.
Per tragitti brevi e/o se vi muovete in piccoli gruppi, allora si può prendere un taxi, ma solo se siete forti di stomaco, non cado nello stereotipo, infatti, se dico che i tassisti guidano come dei pazzi, ma ad Istanbul questa è la normalità.
Per muovervi verso la parte asiatica, oltre ai normali mezzi cittadini, sarà possibile anche prendere un Vapur, i piccoli traghetti che solcano lo stretto.

Nelle ore di punta è consigliabile evitare taxi e autobus, dato che Istanbul è una delle città più trafficate al mondo e che potreste dunque ritrovarvi imbottigliati al punto da rimpiangere Viale Regione Siciliana.

Esplorare la città

Le cosiddette “tappe obbligate” ad Istanbul sono ben note a tutti. Il museo di Santa Sofia (Aya Sofya, prezzo d’ingresso 30 Lire), la Cisterna Sotterranea (Yerebatan Saray, prezzo d’ingresso 10 Lire), il palazzo Topkapi (Topkapi Saray, prezzo d’ingresso 30 Lire + 15 per l’Harem), il Gran Bazar e la magnifica Moschea Blu (Sultanahmet Camii, ingresso gratuito). Se vi trovate ad Istanbul di passaggio queste attrazioni dovrebbero avere priorità, dato che sono quelle turisticamente più interessanti.
Moschea bluPer quelli che, invece, hanno qualche giorno in più a disposizione, la città ha ancora molte sorprese in serbo.
Innanzitutto è consigliata una visita alla Torre di Galata (Galata Kulesi, prezzo d’ingrezzo 10 Lire), un punto panoramico dal quale è possibile vedere la città a 360°. Da qui si può percorrere la Istiklal Caddesi (in italiano Viale dell’Indipendenza), il principale “passìo” di Istanbul, si tratta di una strada pedonale di circa 1,5 km, ricca di negozi ed edifici vari, caratterizzata da un traffico pedonale intenso e continuo, nonché da un paio di tram rossi anni ’30 che la percorrono da un capo all’altro.
Dalla parte opposta del distretto di Galata, superando l’omonimo ponte sul Corno d’Oro caratterizzato dalla massiccia presenza di pescatori, si giungerà nel quartiere di Eminönü nei pressi della Moschea Nuova (anch’essa molto bella e ad ingresso gratuito) e al mercato delle spezie, o Bazar Egiziano. Quest’ultimo rappresenta uno dei luoghi più caratteristici della città. Contrariamente al Gran Bazar, questo mercato ha mantenuto la sua antica funzione, pertanto vi si troveranno spezie e frutta essiccata, oltre a diversi tipi di tè, aromi, saponi e altre merci del genere.
Più a nord, nel quartiere di Beşiktaş, si trova il palazzo Dolmabahce (Dolmabahce Saray, biglietto completo 40 Lire) il ricco palazzo ottocentesco dei sultani ottomani. La visita qui è divisa in due parti, la parte del palazzo è imperdibile, mentre la sezione dell’Harem è, a mio avviso, trascurabile. Escludendo quest’ultima sezione si risparmia qualcosa sul biglietto d’ingresso, ma poi la scelta sarà vostra. Il palazzo è anche circondato da un rigoglioso giardino ricco di fontane, prati e animali liberi, tra cui tacchini, galli e pavoni.
Per il resto ad Istanbul, come in molte altre città, il mio consiglio è quello di esplorare ogni luogo e sperimentare ogni cosa, la città avrà molte cose da offrirvi, come ad esempio il quartiere di Balat, un microcosmo turco in una città cosmopolita.

Mangiare e bere

Mangiare ad Istanbul è un vero piacere. Tra street food, piatti tipici e specialità locali la scelta è davvero ampia.
Se nella classifica mondiale dello street food Palermo si classifica al quinto posto, Istanbul segue con un degno settimo posto. Qui infatti non c’è strada in cui non si possa comprare qualcosa da mangiare. I cibi tipici sono i simit (delle ciambelle di pane leggermente dolci), castagne e pannocchie arrosto o boillite, il ben noto kebab (fatto in versione più “snella”, dunque mangiabile in piedi) e tante altre specialità dolci e salate che sarebbe materialmente difficile descrivere. Abbiamo una specialità in comune, il Kokoreç, corrispondente alla nostre “stigghiola”, ma servito tagliuzzato e speziato in messo ad un panino.

Kokorec
Kokorec

Da bere potrete sbizzarrirvi con le molteplici varietà di spremute e centrifugati freschi, fatte da diversi negozietti in giro per la città. Vantaggio, tutto costa poco.
Altre specialità sono i Kumpir (patate arrosto ripiene di vari condimenti), i Gözleme (simili alle piadine, ripieni di patate, spinaci o formaggio), i Manti (simili ai nostri tortellini) e il Pide, o pizza turca. Insomma una pacchia per gli amanti dei sapori nuovi.
Se ne avete la possibilità provate anche la colazione turca, un vero e proprio pasto completo (salato) accompagnato dal tipico tè turco.
Per quanto riguarda le bevande c’è da dire che, se amate gli alcolici come il raki (un superalcolico all’anice), il prezzo dei liquori in Turchia è piuttosto alto e non tutti i locali sono autorizzati a venderli. Per quanto riguarda gli analcolici, invece, la bevanda tipica è l’Ayran, una mistura di yogurt, acqua e sale, forse non vi ci affezionerete, ma probabilmente vale la pena di provare.
Se volete fare un’esperienza molto turca, non perdetevi il narghilè pomeridiano, magari accompagnato da una tazza di tè o caffè turco. Perlomeno potrete tornare a casa dicendo di aver “fumato come i turchi”.

Altre informazioni

Se non parlate il turco (e probabilmente non lo parlate), allora è il caso che vi attrezziate del classico “inglese da sopravvivenza”, che vi sarà utile soprattutto in centro, dove è più facile trovare qualcuno che vi capisca. Al peggio gesticolate e non morirete mai di fame.
Non dimenticate di ritirare una mappa gratuita nei centri di informazione turistica e di studiarla per non perdervi nulla di ciò che può interessarvi.
Dal punto di vista della sicurezza si può stare abbastanza tranquilli. Le manifestazioni violente del 2013 hanno scoraggiato qualche turista, ma adesso la situazione dovrebbe essere sotto controllo, e comunque non avvengono nel centro storico. Per quanto riguarda borseggi e altri piccoli crimini non è il caso di preoccuparsi, ovviamente stare attenti è sempre utile, ma il non doversi allarmare aiuta a godersi la vacanza.

Per il resto tuffatevi nelle particolarità e nelle bellezze di questa città unica al mondo. Istanbul saprà certamente stupirvi e regalarvi esperienze mai vissute prima. Ve ne innamorerete.

Samuele Schirò

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