Palermo e la lotta contro il caldo

anziani che soffrono il caldoQuando c’è caldo qualcuno sbuffa (sciuscia) a Palermo. Ma si tratta di un problema antico, anzi antichissimo ed una volta i mezzi per contrastarlo non erano così numerosi come oggi, ma qualcuno poteva permetterseli. Vediamo cosa ci raccontano i libri…

Il clima mediterraneo di Palermo è notevolmente invidiato da tutta Europa, tuttavia le nostre estati afose hanno sempre rappresentato un problema, sin dai tempi delle prime colonizzazioni, sin da quando, come non esisteva l’effetto serra, non esistevano nemmeno i ventilatori. Nonostante l’universalità del problema, che sicuramente colpiva tutta la popolazione, senza differenza di ceto o di classe sociale, esistevano dei rimedi che solo le classi più agiate potevano permettersi.

Premettiamo che il problema afa iniziò a farsi pressante dopo il ‘500 quando, con l’innalzamento della nuova cinta muraria, la città si ritrovò a “ristagnare” nel proprio caldo umido, con gli alti baluardi che impedivano la circolazione dell’aria. Nei piccoli vicoli, grazie all’ombra costante, il caldo era più tollerabile, ma sulle strade principali, dove anche i nobili avevano le proprie abitazioni, l’afa richiese importanti contromisure. L’aristocrazia palermitana iniziò così a trasferirsi in apposite case di villeggiatura, costruite per lo più nella zona di Bagheria o della Piana dei Colli. In queste località, sicuramente più ventilate, molte ville disponevano anche di una camera dello scirocco, ovvero ambienti sotterranei nei quali i signori e le loro corti si rifugiavano in attesa della fine dei giorni più caldi. Qui dame e cicisbei si riunivano “a conversazione”, gustando bevande ghiacciate ottenute grazie all’uso della neve, sviluppando discorsi piccanti ed intrattenendo relazioni (in genere di natura extraconiugale) con la dama o il cicisbeo di turno.

Nel frattempo, nei curtigghi e nelle vanedde di Palermo, dove abitava il popolo, si cercava tra affanno e sudore, di superare i proverbiali “tre giorni” di scirocco, invocando tutti i santi affinché mandassero una pioggia ristoratrice sul capo dei poveri e sofferenti palermitani.

Samuele Schirò

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