I Quattro Canti

I cosiddetti quattro Canti, situati in piazza Villena, rappresentano il centro della Palermo barocca. La sua struttura, perfettamente ottagonale, è formata dall’alternanza di strade (Via Vittorio Emanuele e via Maqueda) e quinte architettoniche.
Le facciate che formano la piazza, durante le ore del giorno, risultano sempre illuminate almeno da un lato, ed è per questo che sono anche conosciute con il nome di “Teatro del Sole”. Le statue presenti nella piazza sono state collocate da Mariano Smiriglio, ingegnere del Senato palermitano, a partire dal 1617 e rappresentano i fiumi di Palermo (Oreto, Kemonia, Pannaria e Papireto), l’allegoria delle stagioni, i regnanti storici della città e le sante patrone palermitane.
Il cantone sud, appartenente al quartiere dell’Albergheria, è adornato da una statua di Venere (la primavera), Carlo V, Santa Cristina.
Il cantone nord, appartenente al quartiere La Loggia, è adornato da una statua di Bacco (l’autunno), Filippo IV e Sant’Oliva.
Il cantone ovest, appartenente al quartiere del Capo, è adornato con la statua di Cerere (estate), Filippo II e Santa Ninfa.
Il cantone est, appartenente al quartiere della Kalsa, è adornato con la statua di Eolo (inverno), Filippo III e Sant’Agata.
Santa Rosalia, che diventò patrona di Palermo nel 1623, non trova posto all’interno della piazza, ma una sua statua è situata sulla cima del Palazzo delle Aquile nell’adiacente piazza Pretoria. La statua di Carlo V, situata a piazza Bologni, era originariamente destinata a stare al centro di questa piazza. Negli anni successivi alla sua costruzione, la piazza fu anche teatro di alcune esecuzioni pubbliche, con i corpi che talvolta venivano lasciati appesi alle forche per giorni come monito alla popolazione.

Samuele Schirò

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