Il surreale Teatro di Andromeda, una meraviglia siciliana

Foto: Christian Reina

Tra i monti di Santo Stefano di Quisquina, in provincia di Agrigento, sorge il Teatro di Andromeda, un luogo surreale e fortemente simbolico nato dall’ispirazione di Lorenzo Reina, un pastore che negli anni si è giustamente guadagnato l’appellativo di artista.

Sono passati oltre 30 anni da quando l’autore, pascolando le sue pecore, scoprì questo luogo, a circa 1000 metri sul livello del mare, da cui si gode di un panorama splendido (nelle giuste condizioni si arriva a vedere anche Pantelleria). Decise di costruirvi un teatro a cielo aperto, con 108 blocchi di pietra come sedili, collocati in modo da ricalcare le stelle che formano la costellazione di Andromeda.

Oggi questo teatro, arricchito da numerose altre sculture di Reina, è ancora un’opera in divenire che incanta migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo, attratti dalle sue caratteristiche uniche e dall’atmosfera che vi si respira.

L’autore

Il complesso di opere e sculture chiamato la “Fattoria dell’Arte” racchiude in qualche modo la storia di Lorenzo Reina. Questa comincia con un bambino, cresciuto in una famiglia di pastori, che per necessità si ritrova a badare alle pecore sin dalla tenera età di 7 anni. Questa esperienza di vita umile, passata tra la natura ed il silenzio, ha forgiato il carattere dell’autore, che negli anni ha così potuto sviluppare la sua arte e la sua visione del mondo, l’esempio personificato che l’animo di un vero artista può sbocciare anche in condizioni avverse, o quantomeno non canoniche.

Oggi il lavoro di Lorenzo Reina è riconosciuto dalla comunità artistica italiana, e le sue opere sono state esposte in numerose gallerie ed eventi culturali nazionali ed internazionali, tra cui la 54ma Biennale di Venezia e l’Expo di Arte Italiana di Milano.

Il complesso artistico

Foto: Christian Reina

Nella cosiddetta Fattoria dell’Arte, oltre al mirabile Teatro di Andromeda, si trovano numerose sculture che si fondono con la natura circostante ed un museo a pianta ottagonale, costruito dopo lunghe trattative con gli enti locali e ancora in attesa di essere aperto al pubblico.

Il Teatro di Andromeda è certamente il fiore all’occhiello dell’intero complesso artistico, con le pietre geometriche dei sedili e del proscenio che si contrappongono alle rocce grezze che lo circondano. La scenografia è la migliore possibile, uno strapiombo panoramico mozzafiato rivolto verso il canale di Sicilia.

La presenza di tale opera monumentale, nel bel mezzo di un paesaggio prettamente agricolo, contribuisce ancor di più all’atmosfera surreale che si respira in questo luogo, che sembra essere parte di un’altra dimensione. Certamente un’esperienza da non perdere.

Foto: Christian Reina

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