Discesa dei Giudici

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La discesa dei Giudici va dalla piazza Sant’Anna alla piazza Bellini.

Un tempo chiamata “calata dei giudici”, la strada prende il suo nome dai Giudici della Corte Pretoriana, che un tempo abitavano lì, nel monastero di S. Caterina. La Corte era presieduta dal pretore (anticamente chiamato baiulo, corrispondente all’odierno sindaco) nelle cause civili, mentre nelle cause criminali vi era un giustiziere. I giudici venivano eletti dal re in persona, su proposta del viceré, dovevano essere palermitani e la loro carica durava un anno. Nei secoli XIII e XIV i giudici si riunivano presso S. Maria dell’Ammiraglio, nell’atrio della chiesa, mentre successivamente, a partire dal 1550, la Corte iniziò a riunirsi nel nuovo palazzo comunale, fino al 1636 quando fu definitivamente trasferita in un palazzo (oggi non più esistente) che si trovava all’angolo tra via Maqueda e piazza Bellini, che fino a poco tempo prima era sede dell’Accademia dei Cavalieri. La corte venne definitivamente soppressa nel 1816.

Uno scabroso aneddoto è legato alla storia di questa via (anche se probabilmente si tratta di una leggenda). Si dice che, durante la dominazione spagnola, i giudici commisero un grave errore giudiziario, emettendo una condanna ingiusta. I condannati e le loro famiglie però, insoddisfatti del verdetto, si rivolsero direttamente al re di Spagna il quale accolse la loro richiesta ed inviò, da Madrid, un ordine feroce quanto inaspettato. I giudici furono giustiziati e i loro cadaveri furono trascinati lungo la discesa che oggi porta il loro nome. Per di più, i loro corpi furono scorticati e le pelli furono utilizzate per tappezzare le poltrone dei loro successori, a perenne monito dell’inflessibilità del giudizio.

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