Piazza Caracciolo

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La piazza, nel cuore della Vucciria, prende il nome dal Viceré Domenico Caracciolo, marchese di Villamaina, che regnò in Sicilia dal 1781 al 1786. Si dimostrò un uomo politico progressista di grande tempra e coraggio che si occupò di migliorare la situazione siciliana che al suo arrivo versava in un periodo di grande arretratezza, ricca di disuguaglianze ed ingiustizie di ogni genere.

La sua prima azione consistette nell’abolizione del Tribunale del Sant’Uffizio, nel tentativo di risanare il sistema giudiziario palermitano. Successivamente si distinse per alcune importanti ordinanze, tra cui l’obbligo di sepoltura dei defunti extra moenia, ovvero fuori dalle mura della città. Questo portò all’istituzione di un nuovo cimitero presso la chiesa di Santo Spirito che fu affidato alla gestione privata della compagnia di Sant’Orsola (altro nome con cui è chiamato il cimitero di Santo Spirito). Il Caracciolo, inoltre, riformò il sistema di tassazione, ripartendo più equamente le imposte pubbliche e protesse le arti e la cultura, con particolare attenzione dell’Accademia degli Studi, appena istituita, che poco più di vent’anni dopo sarebbe divenuta la Regia Università degli Studi di Palermo.

Anche la Piazza che gli è intitolata è opera di una riformulazione urbanistica che nel 1783 fu opera proprio del Caracciolo, che le diede una sistemazione migliore, facendone la più importante delle antiche “piazze di grascia”, ovvero piazze del mercato, dell’epoca.

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