Piazza degli Aragonesi

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La piazza degli Aragonesi si trova tra la piazza delle Stigmate e le vie S. Gregorio e S. Agostino.

Il nome, prima del 1865, indicava un cortile qui presente che, essendo abitato da persone di bassa estrazione sociale, era famoso per le grandi risse che molto spesso vi avevano luogo, tanto da dare al “curtigghiu di Raunisi” un significato popolare e proverbiale ben preciso, ovvero luogo di liti e battibecchi.

Tale cortile, con il fatiscente rione che vi gravitava intorno, fu demolito proprio nel 1865 per ricavarne una piazza, al centro della quale l’amministrazione comunale costruì un grande mercato coperto. Tale mercato, però, non entrò mai in funzione e col tempo tale spazio fu destinato ad altri scopi, come l’istituzione di un Laboratorio micrografico ed antirabbico, uffici della polizia urbana e sedi dell’Ufficio di Igiene.

Il nome di tale piazza, e del cortile preesistente, sono quasi sicuramente dovuti all’antica presenza degli accampamenti, e successivamente degli alloggi, delle colonie Aragonesi giunte sull’isola insieme a re Pietro dopo la rivolta del Vespro del 1282.

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1 COMMENTO

  1. l Chiasso o Cortile degli Aragonesi – così denominato perché inizialmente popolato dagli ispanici venuti al seguito di Pietro III d’Aragona dopo la guerra del Vespro e la cacciata degli Angiò – divenne e resta proverbiale per gli alterchi e le risse che vi avevano luogo, cosicché sino a qualche tempo fa, di fronte ad un vociare scomposto e rozzo a Palermo si soleva dire: “E unni semu? O curtigghiu di Raunisi?”.

    Le povere abitazioni insistenti su tale area – popolarmente chiamata anche “curtigghiazzu” e compresa tra le attuali Piazza delle Stigmate, Piazza San Vito, Via San Gregorio e Via Sant’Agostino.- furono in gran parte rase al suolo nel 1860 per ubicarvi un mercato coperto, il quale, progettato dall’ingegnere mandamentale Giuseppe Damiani Almeyda, fu realizzato fra il 1867 e 1874; tale mercato consisteva: in una grande copertura metallica sostenuta da 14 pilastri di ghisa; locali di deposito seminterrati serviti da scale a chiocciola in legno su basamenti circolari in pietra; strutture di servizio. Esso, però, ebbe vita piuttosto breve: poco frequentato anche per la vicinanza dello storico mercato del Capo, fu abolito nel 1887 e lo spazio residuale utilizzato, in seguito, come Centro Anti-rabbico, sede della Polizia Municipale, Ufficio d’Igiene e, in ultimo, Centro Vaccinazioni della Asp di Palermo.

    I locali sotterranei cui si è prima fatto cenno, durante l’ultimo conflitto mondiale furono adattati a rifugio anti-aereo, che aveva una capienza nominale di 235 posti.

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