Via Antonio Veneziano

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La via Veneziano va dalla via Dante al corso Finocchiaro Aprile.

Antonio Veneziano fu un’autentica mina vagante del suo tempo. Nato a Monreale nel 1543, ebbe una vita ricca di vicissitudini a causa del suo temperamento avventuroso e al suo pensiero controcorrente, tanto da essere ripetutamente coinvolto in liti, processi, condanne ed esili. Nel 1578, durante un viaggio, la sua nave fu assalita da alcuni corsari algerini che lo fecero prigioniero e lo trattennero per lungo tempo ad Algeri, dove egli scrisse due libri di poesia che gli fecero guadagnare l’appellativo di Petrarca Siculo. Furono tantissime le sue poesie e composizioni, di cui meritano un particolare plauso quelle in lingua siciliana. Al suo ritorno in Sicilia, nel 1585 fu nominato procuratore della città di Monreale, incarico che lo tenne impegnato e fuori dai guai per qualche anno fino a che, nel 1588, non fu arrestato in piazza Bologni perché sorpreso con un cartello satirico contro il viceré Albadelista. Fu mandato in esilio perenne a Pantelleria, ma fu liberato qualche anno dopo, permettendogli di ritornare a Palermo, dove ci mise poco a rimettersi nei guai. Fu nuovamente arrestato ed imprigionato nel Castello a mare dove morì a causa dello scoppio fortuito di una polveriera, nel 1593, che lo seppellì tra le macerie. Insieme a lui si trovava il letterato Argisto Giuffredi, anch’egli morto nell’incidente.

Antonio Veneziano, oltre che per le sue indiscusse doti letterarie, che nulla hanno da invidiare ai più grandi letterati del suo tempo, è passato alla storia per la sua tenacia e per il suo temperamento di uomo che non ha mai abbassato la testa di fronte ai suoi avversari politici e non solo.

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