Una via al giorno: Via dei Benedettini

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La via dei Benedettini va dalla piazza Montalto alla piazza della Pinta.

In questa via esistevano due monasteri benedettini, quello degli Olivetani (così chiamati perché istituiti nel 1313 nell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore, vicino Siena, dal beato Benedetto Tolomei) e quello di S. Giovanni degli Eremiti, abitato dai Benedettini cassinesi di Monreale. I primi erano anche detti Benedettini bianchi, i secondi Benedettini neri, nomi basati sui colori dei loro abiti.
Il monastero degli Olivetani, annesso alla chiesa di S. Giorgio in Kemonia, fu costruito a partire dal 1745 ed abitato da 1748, con il trasferimento dei frati dal monastero di S. Spirito, concesso loro nel 1573. Poiché in precedenza questi avevano vissuto nel monastero dello Spasimo alla Kalsa, il nuovo edificio fu intitolato a S. Maria dello Spasimo. Circa 20 anni dopo iniziarono anche i lavori di costruzione della chiesa di S. Giorgio (poi intitolata a S. Giuseppe Cafasso), sui resti di un’altra antichissima chiesa sempre intitolata a S. Giorgio.
Il monastero di S. Giovanni degli eremiti, invece, ha ospitato i Benedettini cassinesi di Monreale fino al 1866, anno di soppressione degli ordini religiosi. Il suo nome viene probabilmente dalla corruzione del corretto titolo “San Giovanni ed Ermete”, fondato nel VI secolo da S. Gregorio Magno con il nome di S. Ermete e poi trasformato in moschea durante il periodo arabo. La riapertura al culto cristiano si deve probabilmente a Ruggero II, che la riaprì con il nuovo titolo di S. Giovanni Evangelista.
Il complesso, dalle origini antichissime, fu restaurato nel XIX secolo dal noto architetto Giuseppe Patricolo.

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