Via Emerico Amari

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La via Emerico Amari va dalla via Francesco Crispi alla piazza Ruggero Settimo, costeggiando il teatro Politeama.

Emerico, cugino dello storico Michele Amari, fu un patriota, giurista ed economista nato a Palermo nel 1810 e morto nel 1870.
Fu un partecipante attivo alla vita politica della Sicilia. Nel 1841 ottenne la cattedra di diritto penale all’Università di Palermo, tenendola fino al 1848. Fu un forte oppositore del governo borbonico e tenne uno storico e coraggioso discorso il 28 novembre 1847 alla villa Giulia, che gli fece guadagnare il plauso del popolo, ma che lo mise in cattiva luce con la polizia e gli esponenti del governo.
La notte tra il 9 e il 10 gennaio 1848 (due giorni prima della rivoluzione palermitana) venne arrestato insieme ad altri patrioti siciliani, tra cui Perez, Francesco Ferrara ed Emanuele Paternò.
Con la cacciata dei Borboni divenne vicepresidente della Camera dei Comuni e si impegnò nell’opera di riconoscimento del governo siciliano presso le maggiori corti d’Italia, offrendo la corona di Sicilia ad un principe italiano. Nel 1849 però, venne restaurato il governo borbonico ed Emerico Amari fu costretto a prendere la via dell’esilio. Si recò prima a Firenze e poi a Genova, dove scrisse per alcuni giornali di economia ed insegnò in alcune scuole.

Tornò a Palermo nel 1860, dopo l’impresa di Garibaldi, tuttavia decise di ritirarsi a vita privata e di non partecipare alla vita politica, ritenendo che l’unità d’Italia fosse solo un pretesto per annettere la Sicilia e il Meridione alla corona sabauda.

È ricordato nel pantheon di S. Domenico da un imponente monumento erettogli nel 1875 ad opera dello scultore Domenico Costantino.

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