Via SS. Quaranta Martiri al Casalotto

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La via SS. Quaranta Martiri al Casalotto va dalla via Maqueda alla piazza omonima.

La denominazione proviene da una chiesa antichissima (antecedente al 1200) di cui non si conoscono le origini e di cui, oggi, rimangono solo pochi resti. Nel 1586 qui il sacerdote Pietro Tagliavia vi fondò la Compagnia dei SS. Quaranta Martiri, detta anche del “Gonfalone di Roma”. Nel 1860 fu nominato rettore della chiesa padre Giacomo Cusmano, che vi installò il primo centro di opere caritatevoli che pochi anni dopo diventerà il “Boccone del povero”.
Nei pressi della chiesa si trova murata una lapide, recante i nomi di dieci cospiratori qui fucilati dai borboni nel 1822. Tra questi vi è anche il cappellano della chiesa, padre Giuseppe La Villa.

I SS. Quaranta Martiri furono un gruppo di soldato cristiani, appartenenti ad una legione romana, che nel 320 d.C. furono condannati ed uccisi tramite immersione in uno stagno gelato presso Sebasta, in Armenia.
Il nome Casalotto, invece, proviene probabilmente dall’unione dei nomi “Guzet” e “Luzet”, ovvero le antiche denominazioni quartieri che si trovavano in questa zona, poi accorpati nel “Capo” in epoca araba. Qui anticamente si trovava la porta di Bebilbacal, che permetteva il passaggio dalla città vecchia alla città nuova.

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