Vicolo Caldomai

Samuele Schirò firma 2

Il vicolo Caldomai, collegato anche ad un omonima piazzetta nonché ad un cortile, va dalla via Candelai alla discesa dei Giovenchi.

Contrariamente a quanto il nome ci possa far credere, l’etimologia della parola non va cercata nelle condizioni climatiche, bensì in un mestiere. Caldomai non è altro che l’italianizzazione di “Quarumari”, ovvero venditori di interiora di vitello, uno dei piatti tipici della gastronomia palermitana. La “quarume” o caldume, è un trionfo di frattaglie che tuttora rappresenta un punto fermo dello street food siciliano e che si acquista, tipicamente, all’interno dei mercati rionali.

Nella piazzetta Caldomai si trovava, fino alla metà del XIX secolo, il macello pubblico della città, chiamato anche “Bocceria della carne”. Il termine “Bocceria” è un derivato del francese boucherie (macelleria) che, opportunamente adattato, ha poi dato il nome al mercato della “Vucciria”.

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