Via Castello

Samuele Schirò firma 2

La via Castello va dalla via Francesco Crispi alla via Squarcialupo.

Si riferisce al Castello a mare, esistente sin dalla dominazione araba e consolidato dai re normanni. Fu sempre utilizzato come baluardo difensivo per il porto e per la città, ma anche come prigione di massima sicurezza in diversi periodi storici. Tra le altre funzioni adottate dall’edificio, vi sono anche quelle di abitazione del viceré (dal 1517 al 1553) e di Tribunale dell’Inquisizione (dal 1553 al 1556 e dal 1568 al 1609). Qui, a causa dell’esplosione di una polveriera, trovarono la morte i poeti Antonio Veneziano ed Argisto Giuffredi, che si trovavano rinchiusi qui a causa del loro pensiero antigovernativo. Dal 1860 iniziò un progressivo smantellamento dell’edificio, che era ormai considerato un simbolo dell’oppressione dei Borbone, che ne avevano fatto largo uso. L’ultimo massiccio abbattimento avvenne nel 1922-23, quando si creò spazio per l’allargamento del porto.
I resti, ovvero il maschio arabo-normanno ed il corpo d’ingresso aragonese, rimasero abbandonati per molti anni, prima che si decidesse di rivalutarli ed utilizzarli come location d’eccezione per eventi e ricevimenti.

Ottieni i Percorsi

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.