Villa Malfitano Whitaker

villa-malfitanoSul finire del XIX secolo in una Palermo attiva, industriale e cosmopolita che viveva un periodo di grande splendore economico, la città si arricchì di costruzioni di grande decoro e valenza artistica. Tra le realizzazioni architettoniche più prestigiose di questo particolare momento storico, troviamo la villa “Malfitano”, un vero capolavoro di raffinatezza, eleganza architettonica e ricchezza decorativa: uno di quei luoghi che non si possono escludere da visitare se si viene a Palermo, una superba dimora  dove si respira una atmosfera che ti porta indietro nel tempo, quando l’eleganza, la ricchezza e il buongusto andavano di pari passo.

La Storia

La villa “Malfitano” sorge alla fine di via Dante nei pressi di piazza Principe di Camporeale. Fu voluta da Joseph Whitaker, figura di spicco della ricca borghesia imprenditoriale dell’epoca, discendente da una facoltosa famiglia di origini inglesi stabilitasi in Sicilia nella seconda metà del settecento. Egli, tra il 1885 e il 1889, assieme alla moglie Tina, volle edificare la propria residenza nel piano detto  di “Malfitano” alla periferia nord-ovest della città, in un vasto fondo di ben 9 ettari acquistato, tempo prima, dal catanese cavalier Giuseppe Beneventano. Il progetto fu affidato all’architetto palermitano cavalier Ignazio Greco d’Onofrio che realizzò un vero capolavoro di architettura, una delle più belle e affascinanti costruzioni in stile neo-rinascimentale della città.

Il parco

La villa si innalza al centro di una vasta area verde, un parco esotico grande circa 7 ettari cui, il ricco committente dedicò particolari attenzioni, arricchendolo di piante provenienti da tutto il mondo. Realizzato dal primo “capo giardiniere” Emilio Kuntzmann, la presenza di specie botaniche rarissime, di straordinari esemplari di piante originarie del nord Africa, delle americhe, provenienti dalla Nuova Caledonia, da Sumatra, da Samarate quanto mai interessanti anche dal punto di vista scientifico, fanno di questo magnifico giardino un vero e proprio orto botanico, oltre che un polmone verde nel cuore della città.

L’esterno

L’incantevole palazzina ha un impianto strutturato su tre elevazioni più un seminterrato.
Nella facciata principale, rivolta verso il giardino, risalta una loggia composta da sei colonnette in stile dorico che soreggono un frontone, ai lati della loggia si trovano due maestosi leoni di marmo accovacciati su se stessi, uno con l’espressione sorridente e l’altro che dorme col muso imbronciato sulle zampe.
Le facciate laterali dell’edificio sono arricchite da finestre rettangolari e grandi verande in ferro battuto e vetrate con motivi Liberty, mentre nella facciata posta ad ovest, che costituisce oggi l’ingresso principale,  risalta un magnifico porticato con una doppia fila di colonne doriche che regge la terrazza sovrastante.
Una splendida fontana, con in mezzo un Papiro egiziano e una Colocasia, si erge nel piazzale antistante l’ingresso principale della villa.

 Gli interni

Varcato il porticato si accede al vestibolo da cui si arriva al lungo corridoio centrale con i soffitti affrescati in stile pompeiano e magnifiche decorazioni parietali dove, coerentemente con la ricchezza esteriore, lo sfarzo e il lusso, ma anche il buongusto, si posano su ogni cosa: due elefanti in cloisonnè, provenienti dal palazzo reale di Pechino, che il Whitaker acquistò nel 1887 ad un’asta di Chistie’s, assieme a preziosi dipinti, raffinati oggetti d’arte, cineserie, specchiere e sculture presenti in questo corridoio, danno, ai visitatori, l’ impressione di essere entrati in un piccolo museo. Un vero gioiello, dove tutto è rimasto come ai tempi dei Whitaker, i dipinti, gli arazzi, i salotti, i mobili intarsiati, le specchiere, i lampadari in vetro di Murano, i tappeti orientali, le vetrine con preziose collezioni di porcellane e oggetti d’arte di straordinaria fattura. Ambienti bellissimi e magnificamente arredati che ti avvolgono nella sua eleganza e raffinatezza.
Ogni stanza ha la sua particolarità e tutto è studiato nei minimi particolari: ai lati del corridoio troviamo bellissimi saloni ricchi di affreschi che si snodano uno dopo l’altro, in sintonia con l’uso a cui erano adibiti, in uno di questi saloni, arredato in stile Luigi XV, fa bella mostra un clavicembalo del tardo 700 franco-fiammingo, che in alcune occasioni viene, ancora oggi, suonato. Poi la magnifica stanza da pranzo con i mobili realizzati dalle officine  Ducrot, interamente intagliata nel legno, dal tavolo al soffitto che è opera di Salvatore Valenti. E ancora il fumoir, locale dedicato ai fumatori, la bella stanza da biliardo e il salone della musica dove si trovano un ciclo di arazzi di provenienza Fiamminga del 500.
Infine la splendida Sala d’Estate”, il vero fiore all’occhiello della casa: si tratta di un delizioso salone completamente affrescato, utilizzando la tecnica del trompe-l’oeil, da Ettore De Maria Von Bergler e la sua èquipe, dove entrandovi si ha la piacevolissima sensazione di essere usciti in giardino; su finte balaustre e finti pergolati si attorcigliano piante e rampicanti che ricoprono l’intera superfice della stanza .

Il primo piano era l’abitazione privata dei proprietari, vi si accede attraverso un imponente scalone, coperto da un lucernario con vetri istoriati e con una magnifica ringhiera in ferro battuto alla cui base si erge un leoncino con lo stemma dei Whitaker scolpito da Mario Rutelli. I muri della parte superiore della scala sono letteralmente ricoperti da tre arazzi fiamminghi dove sono raffigurate scene dell’Eneide. In questo piano spiccano il salone d’inverno con al centro una slitta russa del tardo settecento, donata ai Whitaker dallo Zar, e due grandi terrazze una delle quali  dotata di una splendida serra. Il secondo piano era riservato al personale femminile di servizio e alla stireria, mentre il personale maschile dormiva nel seminterrato dove erano allocate anche le cucine e il magazzino.

Oggi la magnifica casa di Tina e Joseph Whitaker è divenuta un’importante sede espositiva e sede di eventi di particolare prestigio.

Nicola Stanzione

 Foto da: http://www.palermodavedere.it/

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