Benedetta Tomasello

tomasello benedettaBenedetta Tomasello nasce a Palermo il 21 aprile del 1975 e sin dalla più giovane età si ritrova a giocare con la cazzuola e la spatola, utensili che reperiva nell’azienda di famiglia specializzata nella produzione della“cementina”. L’azienda, fondata da suo nonno Agostino, nel 1920, crea una vera e propria bottega d’arte dove Benedetta apprende tutti i processi per la realizzazione di un pavimento Liberty o Decò.
A 18 anni comincia a lavorare in azienda come semplice segretaria part-time, ma quell’antico mestiere comincia a prendere il sopravvento trasformandosi in amore puro per il cemento.
“Dopo tutto un’opera d’arte non si realizza con le idee, ma con le mani” Pablo Picasso
Benedetta grazie al lavoro manuale per la realizzazione di pavimenti ad intarsio scopre in lei la passione per la pittura fatta di “mani in pasta”, e sono proprio le mani la giusta chiave di lettura per interpretare le sue opere. L’uso di supporti rigorosamente lignei, fatti per esser incisi e poi colorati con pastelli a olio o a cera, rappresentano un patrimonio per l’arte insulare che nasce dalla tradizione famigliare per sfociare in quella popolare. I suoi lavori, come tessere di un mosaico, nella loro unicità, forniscono le direttive per un viaggio affascinante e ricco di poesia fatto di credenze popolari, musica, canto e danza della Sicilia; opere dal gusto arcaico con linee morbide che fanno fluttuare i corpi in un’atmosfera surreale comunicando felicità e ottimismo. Le sue forme sono riconducibili all’arte naive e al primitivismo della pittura del primo Novecento, un ritorno allo stato d’innocenza delle civiltà preistoriche come rifiuto della società moderna, recuperando la semplificazione delle forme e l’esaltazione dei valori plastici.
La bidimensionalità, la sintesi formale e l’utilizzo di colori primari e secondari puri, accesi, luminosi, privi ormai di riferimento alla descrizione naturale, hanno una forte valenza decorativa presa in prestito dalle “cementine”. Immagini sacre e profane, danzatrici, alberi, amanti e madri, i suoi innumerevoli soggetti vivono di luce propria, ma sanno stare in compagnia, come in un’opera corale, perché dotati di una stessa 7 spiritualità proveniente direttamente dall’artista che riesce a donarsi con estrema generosità, come se fosse uno specchio dell’anima, realizzato con la precisione e il sentimento di un artigiano che sa sporcarsi le mani.
Lo spirito della Madre Terra, origine di tutta la vita, madre amorevole che provvede ai suoi figli è fonte di ispirazione per l’artista che la venera come altare a cielo aperto. Le sue donne sono sante, pudiche, sfacciate, pensatrici, tutte con un messaggio ben preciso da affidare all’osservatore, quasi a volerlo sussurrare in un orecchio come cosa intima e del tutto personale, sono figure oranti e loquaci che sanno stare al loro posto e rispondono solo se interrogate.
Lo stile dell’artista è una festa popolare ricca di immagini iconiche e di colori che riecheggiano le celebri produzioni di carretti, fregiati con sgargianti decorazioni pittoriche e scene che variano dal cavalleresco al religioso.
La pittura di Benedetta Tomasello non ha la presunzione di annoverarsi tra i grandi della storia dell’arte, ma vuole essere solo un tubo catodico che ci collega alla tradizione senza necessariamente guardare al passato, ma restando legati naturalmente alla propria terra d’origine nel presente.
Benedetta Tomasello è anche scrittrice. Le sue opere forniscono le direttive per un viaggio affascinante e ricco di poesia, fatto di credenze popolari, musica, canto e danza della Sicilia. Le sue opere uniscono narrazione e poesia, in un unicum letterario e stilistico che la rende inconfondibile. Ha pubblicato Buenos Aires 22La parabola della gazzella, del leone e la minna di SalomoneLa maîtresse du poète

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