Marco Manera e il Papa

Marco Manera e il PapaCarissimo Papa Francesco,
ben arrivato a Palermo.
lo so che tu sei uno dei nostri. Dalle nostre parti si direbbe che sei “corna dure” ma siccome l’esclusivista delle corna si trova all’inferno, ti dirò che sei uno che sa il fatto suo.
Se mi permetti, quindi, vorrei darti qualche consiglio per apprezzare meglio la mia città.
Innanzitutto futtitinni di tutto quello che prevede il protocollo.
Lo sai anche tu che abbiamo nascosto la munnizza sotto il tappeto.
Lo sai anche tu che per fare bella figura ci siamo affittati un vestito elegante ma che normalmente andiamo in giro in pantaloncini e maglietta.
Lo sai anche tu che oltre le transenne c’è la vera Palermo, città con un’anima non transennabile, che ti riempirebbe il cuore e la panza se solo si potesse avvicinare.
Ascolta a me Santità, cambia percorso. Fatti un giro nei quartieri popolari.
Fatti una scorpacciata di musso e carcagnolo a piazza Kalsa, ammuccati un panino con la meusa a Porta Carbone, infilati al Capo e assaggia un po’ di frittola, passa da Ballarò e cafuddacci di sopra una bella birra atturrunata. Ovviamente tutto pagato mio.
Le uniche misure di sicurezza di cui avresti bisogno a Palermo sono un flacone di malox e una buona scorta di biochetasi.

In mezzo alla strada incontrerai tutto il mondo: arabi, africani, asiatici. Noi scambiamo idee e conviviamo con gli altri popoli da quando ancora il figlio del tuo principale non era nato.
Fatti una chiacchierata con qualche vecchietto in fila alla posta, fatti raccontare come ci finì ad Orlando Paladino dopo il duello con Rinaldo, per amore di Angelica.
Chiedi ai giovani quanto sia angoscioso dover andare via, portando all’estero la propria intelligenza e la propria professionalità.
Certo, e anche questo lo sai, non incontrerai solo gente perbene. Ci sono pure i delinquenti e i mafiosi. Quelli purtroppo sono un tipo di munnizza che non riusciamo a nascondere.

Se ti sei portato il costume vai a farti un bagno a Mondello. Se non te lo sei portato fatti accompagnare a casa di una qualsiasi donna palermitana e fatti spiegare come si manda avanti una famiglia senza avere Santi in Paradiso.
Ecco, ora puoi rientrare nel protocollo e nel percorso prestabilito.
Lo sai perché io amo questa città, nonostante i suoi difetti? Perché ha un cuore grande.

Celebra pure la messa, fai il discorso importante, Santità, poi appena tutto sarà finito ci vediamo con calma alla Vucciria perché ti devo raccontare di Franco e Ciccio, di Federico II, della ricetta della pasta con i vrocculi arriminati, dell’acchianata a monte Pellegrino…
Non ti dico che sposti qui il Vaticano ma secondo me quindici giorni ad Agosto te li vieni a fare 😁

Con permesso e immutata stima
Marco Manera

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