Cioccolato, il “cibo degli dei”

Cibo degli dei” cioè teobroma cacao, questo è il nome scientifico di quella delizia che tutti conosciamo e amiamo gustare: il cioccolato. Una sensazione unica al palato, da assaporare non solo con il gusto ma anche con l’olcioccolatofatto, il tatto e, perché no, la vista dal momento che l’industria del cioccolato è capace di presentarlo nelle maniere più accattivanti.
Certo dalla sua origine alle infinite variazioni dei suoi ingredienti attuali ricchi di aromi sempre più impensabili, ne è passato di tempo, però è rimasta immutata la passione dei suoi estimatori confortati dagli effetti salutari che i ricercatori vanno scoprendo di continuo.
Il cioccolato è buono ma fa anche bene, cosa vogliamo di più?

Tratto dal Sito “nell’attesa” Settimanale d’Informazione Socio-Sanitaria dell’ A.N.I.O – vogliamo proporvi questa breve esposizione sulle sue origini, così ne sappiamo di più, ma ovviamente il massimo del sapere in questo campo è gustarlo personalmente nelle sue infinite varietà.
Buona lettura e buon cioccolato a tutti.

cioccolataUn cenno storico per gustare con maggiore sentimento il cioccolato 
In origine, il cacao era consumato durante le cerimonie religiose ed era offerto insieme all’incenso come sacrificio alle divinità.
Oltre ad un impiego liturgico e cerimoniale, nelle Americhe il cioccolato era consumato come bevanda, chiamata xocoatl, spesso aromatizzata. 
La bevanda aveva l’effetto di alleviare la sensazione di fatica, effetto probabilmente dovuto alla teobromina in esso contenuta.

Nell’epoca pre-colombiana nelle zone dell’America Centrale i semi di cacao erano usati come moneta di scambio e anche come unità di misura.
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Il consumo del cacao avveniva in modo molto differente da quanto avviene oggi, poiché i semi di cacao, una volta essiccati, erano macinati e disciolti in acqua, con l’aggiunta di cannella e peperoncino per migliorarne il sapore, decisamente amaro e forte. Da ciò si può dedurre che la bevanda fosse apprezzata maggiormente per le sue caratteristiche corroboranti e stimolanti che per il gusto, effetti che erano ben noti agli antichi utilizzatori, pertanto la bevanda era impiegata durante le veglie dei sacerdoti.
Le fave di cacao erano considerate un bene prezioso, al punto di essere impiegate come moneta e venire conservate nei forzieri assieme all’oro e ai preziosi.

In Europa quando arriva il cacao?

Alcuni cenni storici ci dicono nel 1502 grazie a Cristoforo Colombo. Questi, durante il suo quarto e ultimo viaggio in America, sbarcò in Honduras ed ebbe l’occasione di assaggiare una bevanda a base di cacao. Al suo ritorno, portò con sé alcuni semi da mostrare a Ferdinando ed Isabella di Spagna, ma non diede alcuna importanza alla scoperta, probabilmente non particolarmente colpito dal gusto amaro della bevanda.
Il cioccolato era sempre servito come bevanda, ma gli ordini monastici spagnoli, depositari di una lunga tradizione di miscele e infusi, ci aggiunsero la vaniglia e lo zucchero per correggerne la naturale amarezza.
Per tutto il ’500, il cioccolato rimane un’esclusiva della Spagna, che ne incrementa le coltivazioni.

Nel 1875 Daniel Peter, uno svizzero, aggiunge al cioccolato del latte condensato e per la prima volta può essere mangiato anche in forma solida.
Oggi il cioccolato regna sovrano, grazie al consumismo più sfrenato e lo si utilizza senza averne grande sentimento liturgico, religioso o nutrizionale, tuttavia il consumismo è l’elemento comune a tutti! 
www.nellattesa.it

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