Ecco come supereremo la crisi

Savy miniaturaOgni giorno si sente parlare di crisi, di disoccupazione, di attività commerciali che chiudono.
È vero, le cose non vanno bene. E questo è il risultato di anni e anni di politiche sbagliate, di scelte sbagliate, di governi che hanno badato solo ai privilegi che si potevano ottenere ricoprendo cariche prestigiose.
Noi poveri cittadini abbiamo subìto in silenzio l’evolversi di questo atteggiamento negativo. Non abbiamo saputo né potuto ribellarci e adesso ne paghiamo le conseguenze. Tuttavia dobbiamo essere fiduciosi. È sempre stato così: nel corso dei secoli, a periodi bui e negativi si sono succedute rinascite e riprese che hanno portato benessere e miglioramenti nelle società.
Ad ogni crisi è succeduto un salto di qualità della vita. Anzi prima delle crisi le cose rimanevano stagnanti senza che nulla accadesse di meglio.
Si rinasce solo se si muore, anche socialmente parlando, altrimenti si vive nel medesimo tran tran quotidiano senza cercare di superarsi.
L’importante è non abbattersi, non avere paura, avere fiducia e voglia di cambiare e lottare per il cambiamento. La paura paralizza e se rimaniamo fermi allora nulla mai cambierà.
La crisi c’è? È vero. Allora approfittiamone per cambiare strategie, per rivedere il sistema sociale e politico e sfruttare l’enorme potenziale che è racchiuso in ciascuno di noi, specie nei giovani.
Esatto, nei giovani perché siete voi giovani, voi ragazzi che traghetterete questa carretta verso porti sicuri e ricchi di miglioramento per tutti.
Voglio lasciarvi con due pillole di saggezza: il pensiero di Einstein sulla crisi e un raccontino orientale che è ricco di spunti di riflessione.

Albert-EinsteinLa Crisi secondo Albert Einstein

“Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.
È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.
La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.
Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.
Invece, lavoriamo duro.
L’unico pericolo della crisi è la tragedia che può conseguire al non voler lottare per superarla.”
               Albert Einstein

albero secco L’albero nel deserto

Un uccellino viveva in un albero in mezzo al deserto.
Era un albero secco, con qualche fogliolina che spuntava di tanto in tanto e raccoglieva qualche goccia della rara pioggia che cadeva da quelle parti.
Era una vita abbastanza grama e tuttavia l’uccellino si accontentava.
Poi un giorno, un terribile temporale si abbatté in quella zona.
Succedeva, di tanto in tanto, che nel deserto si verificassero quegli eventi e di solito l’uccellino ne traeva dei benefici perché nei giorni seguenti spuntava qualche filo d’erba e le pozzanghere potevano dissetarlo finché il sole cocente non le essiccava del tutto.
Quella volta non andò così: un fulmine colpì l’albero che prese fuoco e poco dopo rimase solo un mucchio di cenere.
L’uccellino si ritrovò il giorno dopo senza più casa né patria né sostentamento e cominciò ad inveire contro la sorte e contro Dio che aveva distrutto proprio quell’unico albero rinsecchito.
Poi si riprese, raccolse tutto il coraggio che gli era rimasto e volò via.
Non era passata che qualche ora, quando vide in lontananza una macchia scura.
Si avvicinò e riconobbe un oasi: era un bel giardino ricco di fiori, di alberi, di fiumi…
Allora ripensò alla vita che aveva trascorso nell’albero secco, si pentì dei cattivi pensieri e benedisse Dio per avere stimolato la sua potenzialità distruggendo quello che aveva.

1 COMMENTO

  1. Bravo Saverio non bisogna scoraggiarsi e lavorare duro. Questa crisi deve servirci da stimolo a rimboccarci le maniche cercando di avere nuove idee.

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