Le “Presenze” di Filippo Gurrera

Samuele Schirò firma 2

PresenzeCome si rappresenta il vuoto? È senza dubbio un compito difficile, soprattutto se questo vuoto ha qualcosa da dirci, significati più o meno nascosti pronti per essere interpretati.
In questa prova si è cimentato Filippo Gurrera, artista siciliano di grande talento (e nostra vecchia conoscenza) che ha voluto dire la sua, ovviamente a suon di pennellate. A prima vista le sue nuove opere sembrano semplici scorci di paese, un qualunque paesino siciliano con i suoi personaggi, i vecchi che osservano e sembrano aspettare, i balconi con le persiane perennemente chiuse. Sono proprio questi balconi a rappresentare il vuoto, ma allo stesso tempo a raccontare realtà ricche di significato. Raccontano situazioni sociali a cui siamo ormai abituati, che abbiamo quasi imparato a trascurare, ma che influiscono fortemente sul nostro futuro. Balconi vuoti ed edifici fatiscenti non sono altro che un sintomo del più grave problema delloPresenze Gurrera svuotamento della Sicilia, la terra che molti giovani lasciano in massa, in cerca di un futuro migliore. Così quei balconi, rimasti aperti insieme ai loro anziani inquilini, una volta chiusi sono destinati a rimanere tali e ad invecchiare, così come l’intero paese.
Forse è importante dire che il paese ritratto da Gurrera è Altofonte, luogo in cui il pittore, che vanta svariate esperienze internazionali, ha deciso di impiantare una bottega d’arte, in cui si trova una sua mostra permanente ed in cui insegnerà ai suoi allievi (prevalentemente giovani) a diventare artisti, proprio come si faceva nelle botteghe rinascimentali. Questa sua scelta è forse interpretabile come il primo passo verso una controtendenza, che possa trattenere i nostri talenti in Sicilia, contribuendo metaforicamente alla riapertura di quei balconi.

Samuele Schirò

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