Matteo Messina Denaro. Una latitanza lunga 30 anni

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Lunedì 16 gennaio 2023, è una giornata piovosa, una luce solare timida esce ad ostacolare quella pioggerellina che, come aghi sottili, scende dal cielo. Tutto sembra scorrere normalmente. La via San Lorenzo di Palermo è la solita strada stretta, con i lavori incompleti ai lati, quando alle ore 10.00 circa diventa colma di macchine delle forze dell’ordine, giornalisti, microfoni e TV nazionali… qualcosa di grandioso è successo: al civico 312/D, dove è ubicata la rinomata clinica Maddalena, viene arrestato il latitante Matteo Messina Denaro e condotto alla caserma San Lorenzo di via Perpignano, in zona Boccadifalco. Da lì sarebbe stato portato all’aeroporto di Palermo che porta i nomi tristemente legati al suo vile operato, Falcone/Borsellino, in vista di destinazione carceraria.

L’inchiesta della procura di Palermo, guidata da Maurizio De Lucia, che ha portato alla cattura del superlatitante, è stata condotta dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Il Boss della mafia, sparito tanti anni fa e che nonostante alcuni avvistamenti non era mai stato possibile catturare, era noto per il suo ruolo nella malavita di Castelvetrano in provincia di Trapani e successivamente anche a Palermo.

Le forze dei ROS sono stati capaci di una operazione che resterà nella storia. Dopo 30 anni dalla cattura di Totò Riina un altro malavitoso è stato finalmente posto agli arresti.
Stefania Filosto, direttrice della clinica, ha raccontato delle condizioni del Boss che era a turno per un tampone per effettuare la chemioterapia per tumore al colon, dopo un’operazione avvenuta circa un anno e mezzo fa a Marsala. Vestito con una giacca di montone, non proprio alla moda, cappellino e occhiali da sole, si era presentato con false generalità e alla vista del raggruppamento operativo speciale, il Denaro, in un primissimo momento, avrebbe cercato di fuggire ma constatato l’accerchiamento non avrebbe opposto resistenza all’arresto.

Il Boss era malandato e con un quadro clinico compromesso. In passato avrebbe subito altri interventi, come quello alla retina, strabismo, in Spagna e successivamente ai reni, a causa del quale intervento sarebbe stato sottoposto a cure ed egli stesso avrebbe ricreato una sala dialisi nel suo nascondiglio per evitare spostamenti sospetti.

Matteo Messina Denaro nasce a Castelvetrano il 26 aprile 1962, soprannominato ” ‘u siccu” per via del sua corporatura magra e anche “Diabolik”.
I natali tutt’altro che nobili lo avrebbero ben presto insegnito di un titolo tutt’altro che onorevole: capo del mandamento di Castelvetrano.
La lista delle sue operazioni mafiose è lunga:

1989 denunciato per associazione mafiosa, ritenuto coinvolto nelle faide delle famiglie di Partanna.
1991 uccise Nicola Consales, albergatore di Triscina. Denaro era venuto a conoscenza attraverso la sua amante, che lavorava presso Consales delle lamentele di quest’ultimo.
1992 prese parte all’attentato di Maurizio Costanzo, conduttore televisivo che avrebbe mostrato in modo forte e chiaro il suo impegno nella lotta contro la mafia, arrivando anche a bruciare una t-shirt con la scritta “mafia made in Italy”. Fortunatamente l’attentato non diede gli esiti sperati.
1992 fu responsabile dell’omicidio di Vincenzo Milazzo appartenente alla cosca di Alcamo e della compagna incinta di 3 mesi Antonella Bonomo.
1992 fece parte del gruppo che attentarono alla vita del vicequestore Calogero Germanà, senza riuscirci.
1993 fu responsabile degli attentati dinamitardi di Firenze Milano e Roma in cui morirono 10 persone.
1993 responsabile del sequestro e omicidio del piccolo Giuseppe di Matteo al fine di costringere il padre a ritrattare le dichiarazioni sulla strage di Capaci. Dopo più di 2 anni di prigionia il bambino venne strangolato e sciolto nell’acido.
1994 fu organizzatore dell’attentato dinamitardo fallito contro Contorno da quell’anno dopo la sua vacanza a Forte dei Marmi si rese irreperibile e cominciò la sua latitanza.
1998 fu nominato dopo la morte del padre capo mandamento di Castelvetrano.
2004 Antonino Vaccarino ex sindaco di Castelvetrano fu usato da tramite nei contatti con Denaro, affinché attraverso la finta proposta di appalti si potesse giungere alla cattura. Ma la fuga di notizie a causa di un noto quotidiano fecero saltare l’operazione del SISDE e la conseguente cattura del Boss.
2010 vennero arrestate 13 persone accusate di aver condotto estorsioni a nome di Messina Denaro e aver favorito lo stesso nella latitanza.
2000 Denaro viene condannato all’ergastolo in contumacia (parte chiamata in causa che non si costituisca in giudizio).
2020 condannato per essere mandante della strage di Capaci e via D’ Amelio.

A suo carico pesano gravi accuse di omicidio, strage e associazione mafiosa, devastazione, detenzione e porto di materiale esplosivo, furto e altri reati minori nonché una lunga lista di legami con la politica e l’imprenditoria.

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Erina Marino
Erina Marino
Donna, mamma e moglie. Viaggiatrice e sognatrice con tante passioni: cultura e tradizioni; arte e scienza.

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