Sicilia, non solo mare e città d’arte: le migliori tradizioni folkloristiche della Trinacria

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La Sicilia è una terra antica dal fascino immutato nonostante il passare dei secoli e al giorno d’oggi è ancora tra le mete più ricche di storia e curiosità che è possibile trovare in Italia. Tutti conoscono le sue spiagge da favola, il vivace vulcano Etna, le città antiche come Palermo, Catania, Agrigento o Siracusa, ma tanti altri sottovalutano la ricchezza che quest’isola offre anche a livello di tradizioni popolari, dalle celebri feste patronali, con tanto di processioni in grado di radunare centinaia di fedeli e turisti grazie alle luminarie e a canti suggestivi, ai piatti culinari più particolari e le tante altre tradizioni folkloristiche come i giochi di carte, il teatro dei pupi e i famosi carretti siciliani.

san domenico palermo

Le sante della Sicilia, tra grazie e feste patronali

Tanto per cominciare chi visita la Sicilia sa che in qualsiasi città potrà assistere, in determinati periodi dell’anno, a uno dei fenomeni più suggestivi e unici offerti da questa terra: le feste religiose e le famose processioni, scandite da antichi canti e rese ancora più affascinanti dalla presenza di imponenti luminarie, esposte con partecipazione e orgoglio dai cittadini. Una delle più famose è senza dubbio il “festino di Santa Rosalia”, patrona di Palermo, che cade il 15 luglio di ogni anno (la data coincide con l’occasione del ritrovamento delle reliquie della santa), venerata per aver salvato la città dalla peste e probabilmente la festività più sentita dai palermitani. Anche Catania festeggia la sua patrona, Sant’Agata, con la processione delle reliquie per la città i primi giorni di febbraio: il culto deriva dal ringraziamento per la protezione che la santa concesse alla città da terremoti e dall’eruzione dell’Etna. A Siracusa, invece, viene venerata la protettrice Santa Lucia, giovane martire dall’iconografia ben precisa arricchita da simboli come i “celebri” occhi sul vassoio e una candela accesa, che ricorre il 13 dicembre e che viene festeggiata anche in molte altre località, sia italiane che europee (come in Svezia, dove gode di un grande seguito, e in altri paesi scandinavi come Finlandia, Danimarca e Norvegia).

La tradizione dei giochi di carte siciliani

I giorni di festa, anche quelli natalizi e del periodo invernale, vengono spesso accompagnati da riunioni di famiglia o tra amici e allietati dai tanti giochi di carte che appartengono alla tradizione siciliana. Per la maggior parte di essi vengono utilizzate le carte da gioco siciliane, mazzi da 40 carte che presentano molte somiglianze con le carte spagnole e alcune particolarità come la presenza di disegni ulteriori rispetto a quelli tradizionali (ad esempio la Trinacria rappresentata sul tre di denari), senza contare l’importanza che hanno alcune figure per giochi come “Cucù” e “Sette e Mezzo”: questi ultimi, infatti, sono tra i più gettonati sulle tavole da gioco siciliane. Il primo prevede un passaggio di carte dal mazziere agli altri giocatori cercando di evitare gli assi, mentre il secondo richiede che a turno si giochino carte senza superare mai la fatidica cifra del 7 e mezzo. Proprio quest’ultimo gioco è molto popolare perché presenta molte somiglianze con le dinamiche del “blackjack”, altro gioco di carte famosissimo e molto diffuso in tutto il mondo: neofiti o esperti possono rintracciarne facilmente tutte le regole direttamente online, grazie ad apposite guide in grado di illustrare passaggi, strategie di gioco e nomi di ogni mossa. Infine, un gioco di carte siciliano tipico del periodo festivo è “Cavadduzzo”, ossia “cavallino”, nel quale vengono separati dal mazzo i cavalli e si contano le carte e i punteggi necessari per farli “avanzare” e vincere.

Teatro, folklore e cucina: gli assi nella manica della tradizione sicula

Le tradizioni siciliane più amate riguardano comunque ogni aspetto della vita popolare: dalla gastronomia alle rappresentazioni folkloristiche, infatti, non mancano mai gli elementi per fare innamorare della Sicilia turisti e viaggiatori che approdano all’isola per godersi una vacanza e ne escono completamente rapiti proprio per la singolarità e il fascino delle sue tradizioni. Se tra le esperienze da fare in territorio siculo rientra senza dubbio la visione di uno spettacolo del Teatro dei pupi, manichini tipici che molto spesso “inscenano” opere teatrali dedicate alla “Chanson de Roland” e all’“Orlando Furioso”, in molti cercano ancora gli autentici carretti siciliani, che è possibile trovare ancora oggi nell’apposito museo di Terrasini in provincia di Palermo. Per concludere, infine, è impossibile non nominare la gastronomia siciliana, un vero e proprio motivo di vanto della regione, che ha esportato in tutto il mondo alcune delle proprie prelibatezze: dalle arancine siciliane (chiamate “arancini” nella provincia di Catania) alle panelle fritte, dalla pasta alla norma alla parmigiana di melanzane, senza dimenticare i dolci a base di ricotta come il celebre cannolo siciliano o la cassata siciliana, chiunque assaggi la cucina siciliana non potrà che rimanere soddisfatto dalla varietà di profumi, sapori e colori a propria disposizione.

cassatine siciliane

Per chi visita la Sicilia non c’è dunque che l’imbarazzo della scelta: i siciliani sono orgogliosi del proprio patrimonio naturalistico ma anche di quello legato alle proprie tradizioni e sono fieri di accogliere turisti e appassionati per farli partecipi della propria storia.

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile, redattore e fotografo di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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