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Metamorphosis festival, terza edizione Metamorphosis festival, terza edizione dal 29 giugno al 7 luglio a Palermo

Dal 29 giugno al 7 luglio 2024

Un luogo che fa della diversità, la sua ricchezza; dell’accoglienza, uno stile di vita; del dialogo, una legge ferrea: l’Orto Botanico di Palermo accoglie per il terzo anno consecutivo Metamorphosis, il festival multidisciplinare che abbatte ogni steccato tra i generi. E che ormai è diventato “grande”: da rassegna di nicchia, com’è nato nel 2022, conquista una ribalta e un riconoscimento nazionale e una posizione sempre più consolidata tra i festival dell’estate; e quest’anno si allarga anche ad altri luoghi dell’Orto Botanico, disegnandolo come un unico spazio da leggere nel suo insieme. Metamorphosis anticipa le date di due mesi, si apre il 29 giugno e andrà avanti fino al 7 luglio, accogliendo nomi del teatro d’avanguardia come il regista argentino Claudio Tolcachir; il ritorno dopo anni del Teatro Valdoca con un “rito sonoro” di Mariangela Gualtieri; un progetto di Donatella Finocchiaro su Rosa Balistreri e uno di Salvo Piparo sulle voci del mare; la danza di Chiara Frigo e le sonorità contemporanee di Santamarea, freschi premiati di Musicultura; delle polistrumentiste indipendenti da centinaia di migliaia di follower su Spotify, Giolì e Assia; di Davide Livornese o delle estoni Duo Ruut. Da quest’anno si aggiungono due appuntamenti per i più piccoli, “il pubblico di domani”Sempre più protagonista l’Università con un programma di talk curato dal professor Salvatore Tedesco, e dagli stessi studenti dell’Ateneo che avranno la possibilità di svolgere attività di tirocinio nell’organizzazione del festival.

Il festival Metamorphosis è nato nei giorni bui del covid con il desiderio di riaffermare la socialità, di rispondere con la cultura alla paura, di rimettere sul palco gli artisti della città. E’ organizzato dal SiMuA (Sistema Museale di Ateneo) e da CoopCulture, in collaborazione con il collettivo Genìa, direzione artistica di Sabino Civilleri; con il supporto del laboratorio del DAMS universitario.

“Con Metamorphosis, l’Università di Palermo e il suo Orto Botanico si aprono sempre di più al mondo, diventando un fulcro di internazionalizzazione e inclusione, dando sempre più lustro alla città e al territorio grazie alle sue attività culturali di Terza Missione – commenta il Rettore Massimo Midiri – Questa nuova edizione sarà sempre ancora più carica di fermenti e nuove mescolanze, di linguaggi e relazioni e arte, in cui la diversità è ricchezza universale”.

 

Tanti linguaggi diversi in un unico flusso, quasi liberatorio: l’Orto Botanico è una realtà territoriale e multiculturale, spazio aperto della biodiversità, casa delle arti performative e luogo della sperimentazione scientifica. Ma è anche tra i primi tre siti più visitati in una Palermo che è sempre più meta turistica.

 

“La terza edizione del Festival Metamorphosis è anche un modo per festeggiare con il pubblico il rinnovato Orto con le sue bellezze e ricchezze. Così come ospita migliaia di specie diverse, accoglierà artiste e artisti per far vivere la sua meravigliosa diversità” dice Michelangelo Gruttadauria, presidente del SiMuA.

 

“Siamo arrivati alla terza edizione, ognuna è un punto di partenza, pensarsi ogni volta diversi è il segreto dell’innovazione. La metamorfosi è una continua corsa alla rigenerazione dell’orto, dell’Università, della nostra Comunità cittadina” spiega Paolo Inglese, del comitato scientifico Metamorphosis festival;

 

“Un esempio di partenariato vincente che lega ormai da anni il SiMuA e CoopCulture, dalla gestione dei servizi al lavoro sul PNRR. Metamorphosis diventa un ulteriore strumento per valorizzare l’Orto Botanico, coinvolgendo sempre più la comunità. Siamo orgogliosi di poter dare il nostro contributo al fianco dell’Università di Palermo” dicono Letizia Casuccio e Massimiliano Lombardo, rispettivamente direttore generale e general manager Sicilia di CoopCulture

Nove giorni di festival, due fine settimana colmi di spettacoli, mai come quest’anno costruiti in dialogo con l’Orto Botanico: prima un weekend di inaugurazione, il 29 e 30 giugno, con performance in luoghi diversi dell’Orto,da piazzale D’Ucria all’acquarium, dalla statua del Paride al giardino d’Inverno, fino al corridoio del Falso Cotone. Si inizia sabato 29 giugno alle 19, con COorpi – La voce delle piante della danzatrice Emilia Guarino che ha trascorso un lungo periodo all’Orto, per conoscerlo dal suo interno, nel disfarsi e riproporsi delle stagioni; e ha passato una settimana “in compagnia delle piante per decifrare la loro lingua”, restituendola nel corso di questa performance site specific che coinvolge l’attore Alberto Nicolino e il trombettista Alessandro Presti. Seguirà “Gneiss“, concerto “meticcio” che valica i Paesi, e unisce rabab afghano e oud turco, percussioni e contrabbasso, per il Davide Livornese Duo (con Cristiano Calcagnile alle percussioni).

Metamorphosis si apre sempre più agli artisti europei nel tentativo di divenire, insieme all’Università e all’Orto Botanico un punto di riferimento per le produzioni internazionali nell’ambito delle arti performative, senza dimenticare o trascurare gli artisti siciliani – spiega il direttore artistico Sabino Civilleri –. Siamo solo alla terza edizione, ma vediamo un futuro votato alle esplorazioni dei linguaggi creativi ibridi in un sistema di relazioni con festival, produttori e istituzioni internazionali”.

 

Domenica (30 giugno) Metamorphosis il ritorno a Palermo, dopo parecchio tempo, del Teatro Valdoca con un “rito sonoro” di Mariangela Gualtieri che cerca di comunicare la stretta simbiosi che vive con la natura “che mi mette le mani dentro il respiro e nel cuore” spiegaPrecede itinerario condotto da Preziosa Salatino nell’Orto ascoltando in cuffia wireless, testi e versi. A seguire,  le polistrumentiste, cantautrici, DJ Giolì & Assia, fiere “proprietarie” del loro mondo creativo, visto che lo scrivono, suonano e producono: Resurrection è l’emblema di questo mondo indipendente di Giolì (pianoforte, violoncello, batteria, chitarra o il caratteristico handpan) e Assia (voce).

Dal 3 al 7 luglio, cinque giorni continuativi di festival, aperti dal concerto del Duo Ruut (Duo Square) cetra e voci, formato dalle giovani musiciste e cantautrici estoni minimaliste, Ann-Lisett Rebane e Katariina Kivi.

Preceduto da due giorni di masterclass allo Area Madera, il 4 luglio il grande regista argentino Claudio Tolcachir affronta “Anna Cappelli“, testo forte e deciso di Annibale Ruccello che indaga il ruolo della donna nel tempo, ed è affidato alla magmatica Valentina Picello. Lo stesso giorno, ma alle 19, la videoinstallazione di Genny Petrotta – nipote di quel Giacomo Petrotta che nel 1944 si mise a capo della rivolta dei contadini di Piana degli Albanesi contro i possidenti – che recupera MËMA MË FAL, pezzo teatrale, poi scomparso, che racconta l’utopia di quei giorni e la mette in rapporto con il presente. Il progetto, prodotto da Studio Rizoma in collaborazione con Genia LabArt Palermo, ha vinto l’Italian Council 2023.

Il 5 luglio la coreografa Chiara Frigo, sulle musiche di Laura Masotto, crea Matrioska, spazio sonoro multi fattivo che fa affiorare memorie, movimenti, autobiografie sonore. Alle 21.30 Le favole del mare di Salvo Piparo sulle musiche di Michele Piccione: la tecnica antica del cunto al servizio delle storie salmastre, dalle battaglie navali dei francesi contro gli spagnoli alla leggenda di Colapesce e poi Pietro Fudduni, Vanni il Pescatore, U Nonno Rinaldo, per chiudere con un giovane Ulisse che dialoga con Palermo, città che ha dimenticato il mare. Sabato 6 e domenica 7 luglio alle 18.30, due spettacoli per i più piccoli: la fiaba “Lo specchio sincero” di e con Stefania Ventura e Gisella Vitrano; e  La morte del resuscitatore di e con Santiago Baculima, che comprende un laboratorio.

Il 6 luglioRosa cunta e cantaDonatella Finocchiaro recupera la storia di Rosa Balistreri, il rapporto con il marito violento, la fuga a Firenze, gli inizi come cantante. Metamorphosis si chiuderà il 7 luglio con l’atteso concerto dei Santamarea (Stefano, Francesco e Michele Gelardi e Noemi Orlando), band carinese che con un solo singolo è riuscita a vincere quattro dei cinque riconoscimenti di Musicultura.

Ticket: tra 20 e 7 euro, a seconda degli appuntamenti. Prenotazioni aperte su www.coopculture.it o alla biglietteria dell’Orto Botanico.

Dal coordinamento del docente di Estetica, Salvatore Tedesco, è nato un sottoprogramma di quattro talk – dal 2 al 5 luglio – che coinvolgono docenti universitari e dell’Accademia di Belle Arti che discuteranno  sulla teoria della metamorfosi come uno strumento per interpretare il nostro tempo. Interventi dei docenti Rosaria Caldarone (Filosofia teoretica); Paola Nicita (Teoria della percezione), Elisabetta Di Stefano e Valeria Maggiore (Estetica), Alberto Biuso (Filosofia teoretica) e Chiara Agnello (Filosofia teoretica).

IL PROGRAMMA

Sabato 29 giugno | ore 19 | DANZA

Coorpi – la voce delle piante 

di Emilia Guarino (Diaria)

con Alberto Nicolino (attore) e Alessandro Presti (tromba)

Ingresso libero (con il ticket di accesso all’Orto Botanico)

 

Sabato 29 giugno | alle 21.30 | MUSICA

GNEISS

Davide Livornese Duo (Cristiano Calcagnile, Davide Livornese)

Intero/ridotto: 12 euro (+prevendita)

 

Domenica 30 giugno | alle 19 | RITO SONORO

Naturale sconosciuto

di e con Mariangela Gualtieri,

12 euro (+ prevendita)

Domenica 30 giugno | alle 21.30 | MUSICA

Resurrection

con Giolì e Assia 

15 euro (+ prevendita)

Mercoledì 3 luglio > giovedì 4 luglio 

L’attore, dal testo all’azione

Masterclass con Claudio Tolcachir, in collaborazione con Prima Onda Fest 2024 e Carnezzeria Produzioni presso Area Madera (piazza Magione, Palermo).

Mercoledì 3 luglio | alle  21.30 | MUSICA

Golden light

Duo Ruut, Ann-Lisett Rebane e Katariina Kivi

15 euro (+ prevendita)

 

Giovedì 4 luglio | alle 19 | VIDEO INSTALLAZIONE

Mamma perdonami- mëma më fal

riscrittura di Genny Petrotta

Giovedì 4 luglio | alle 21.30 | TEATRO

Anna Cappelli

di Annibale Ruccello, regia Claudio Tolcachir, con Valentina Picello

produzione Carnezzeria / Teatri di Bari / Campania Teatro Festival

15 euro (+ prevendita)

Venerdì 5 luglio | alle 19 e alle 20 | DANZA

Matrioska

con Chiara Frigo e la musicista Laura Masotto.

12 euro (+ prevendita)

Venerdì 5 luglio | alle 21.30 | TEATRO

Le favole del mare

di e con Salvo Piparo, cuntista, e Michele Piccione, polistrumentista.

15 euro (+ prevendita)

Sabato 6 luglio | alle 18.30 | KIDS  TEATRO
Lo specchio sincero
di e con Stefania Ventura e Gisella Vitrano
Liberamente ispirato ad “Agata e gli specchi bugiardi” di Beatrice Masini
Produzione Quintoequilibrio

 

Sabato 6 luglio | alle 21.30 | TEATRO

Rosa cunta e canta

con Donatella Finocchiaro

15 euro (+ prevendita)

Domenica 7 luglio | alle 18.30 | KIDS TEATRO + LABORATORIO
La morte del resuscitatore
di e con Santiago Baculima
regia Black ShungoProcceesss
sguardo esterno Cacho Gallegos
marionette Santiago Baculima, Virginia Cordero
produzione Black Shungo Procceesss, Teatrovando

Domenica 7 luglio | alle 21.30 | MUSICA

SPLENDERE

con Santamarea (Stefano, Francesco e Michele Gelardi e Noemi Orlando).

15 euro (+ prevendita)

LE SCHEDE

 

Sabato 29 giugno | ore 19 | DANZA

COorpi – la voce delle piante 

Concept e danza Emilia Guarino

Musica Angelo Sicurella

Luci e fotografia Rori Palazzo

Luci e supporto tecnico Gabriele Gugliara

Voce e testi  Alberto Nicolino

Produzione Genia/Diaria

12 euro (+ prevendita)  

Coorpi – La voce delle piante è parte di un progetto di ricerca più ampio di Emilia  Guarino che si fonda sull’osservazione dei luoghi e sul riconoscimento delle costellazioni di relazioni in cui siamo immersi.

Siamo Coorpi, nessuno esiste indipendentemente, ma coesistiamo e le nostre coesistenze sono nutrite dalle relazioni e interdipendenti da altri umani, animali, ambiente, piante, materie inorganiche. In particolare le piante, forme di vita di grande intelligenza e capacità comunicativa, sono capaci di mantenere in vita le altre specie con la loro capacità di produrre ossigeno trasformando la luce in nutrimento per la loro sopravvivenza. L’Orto Botanico è un museo vivo, dove possiamo incontrare 6000 specie di piante, oltre che stradicciole, pietre, aiuole, acqua. E’ un luogo di pace, un piccolo polmone nel cuore della città, vicino al mare. Sento il suono sottile delle piante, la loro voce, mentre i miei piedi percorrono questo spazio.

Mi parlano.

Insieme allo sguardo capace di catturare la luce di Rori Palazzo, alla sensibilità musicale di Angelo Sicurella, alla capacità di trovare le storie nascoste di Alberto Nicolino e al supporto tecnico di Gabriele Gugliara mi immergo in questo ascolto che mi fa sentire vita immersa nella vita. 

Emilia Guarino tesse una ricerca a partire dal suo corpo come relazione, attraverso coreografia, improvvisazione, insegnamento, studio teorico. È cofondatrice dell’ associazione Diaria a Palermo.

Sabato 29 giugno | alle 21.30 | MUSICA

GNEISS

Davide Livornese Duo (Cristiano Calcagnile, Davide Livornese)

12 euro (+ prevendita)

Rabab afghano e oud turco di Davide Livornese si mischiano alle imprevedibili percussioni di Cristiano Calcagnile in atmosfere che, salpando da sponde sonore mediterranee e mediorientali, sfociano e trovano approdo nell’improvvisazione. Il suono degli strumenti e il linguaggio delle tradizioni dalle quali provengono hanno innescato la ricerca che porta lo sviluppo di questo progetto trovando l’incontro tra occidente e oriente, passato, presente e divenire. Ciò che risuona delle diverse tradizioni esplorate è portato nel linguaggio artistico e espressivo del presente, aperto, contaminato e inevitabilmente moderno. Composizioni originali, partorite da particelle preesistenti e estemporanee, prendono forma per poi svanire e riapparire sconosciute.

Davide Livornese. Ricercatore, compositore, cantante e polistrumentista. Nato in Sicilia, si sposta a Firenze, poi a Milano e in Grecia. Suona cordofoni di varie tradizioni europee ed extraeuropee.

 

Domenica 30 giugno | alle 19 | RITO SONORO

Naturale sconosciuto

rito sonoro di e con Mariangela Gualtieri,

con la guida di Cesare Ronconi

produzione Teatro Valdoca

con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Cesena

12 euro (+ prevendita)

 “Il mio ventennale abitare in campagna, attorniata da un bosco, ha fatto sì che natura mi mettesse le mani dentro il respiro e nel cuore, che cambiasse i miei pensieri, che in qualche inspiegabile modo mi portasse a scrivere tante poesie, forse nel tentativo sbalordito di avvicinarmi a questo Naturale sconosciuto, a questo tutto nato, tutto vivente e brulicante. A questa potente fonte per me di gioia quotidiana e anche di spavento, a volte, col suo buio popolato, con la sua violenza che schianta, col suo eros traboccante. Ogni parola di questo mio rito sonoro posso pensarla come dettata da qualcosa che credevo di conoscere e che invece rinnova in me e attorno a me il suo enigma, lasciandomi così spesso a bocca aperta.” (M. Gualtieri). 

Mariangela Gualtieri è nata a Cesena, in Romagna. Dopo la laurea in architettura allo IUAV di Venezia nel 1983 ha fondato, con il regista Cesare Ronconi, il Teatro Valdoca, di cui è drammaturga. Fin dall’inizio ha curato la consegna orale della poesia, dedicando piena attenzione all’apparato di amplificazione della voce e al sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo.

Domenica 30 giugno | alle 21.30 | MUSICA

Resurrection

con Giolì e Assia 

15 euro (+ prevendita)

Giolì e Assia. Polistrumentiste, cantautrici, DJ e proprietarie di etichette, Giolì & Assia hanno il controllo completo del loro mondo creativo. Hanno scritto, suonato, prodotto, cantato e registrato il loro nuovo album – così come i primi singoli di successo “Stay Closer”, “Endless” e “Blame On Me” su etichette come Spinnin Records completamente da sole. I temi lirici degli album riflettono e rappresentano gli alti e bassi della loro vita personale, le sfide dell’industria musicale e persino la tragica storia d’amore dei personaggi della mitologia greca. Messaggi potenti trasmessi da una musica altrettanto commovente. Tutto è reso dal vivo dal duo, da un lato le abilità esecutive da tempo perfezionate di Giolì su una vasta gamma di strumenti (pianoforte, violoncello, batteria, chitarra o il caratteristico handpan); dall’altro lato ci sono le squisite voci di Assia, straordinariamente celestiali e inevitabilmente emozionali.  “Resurrection” è la prima vera rappresentazione del loro sé musicale più profondo.

Mercoledì 3 luglio > giovedì 4 luglio  | MASTERCLASS

L’attore, dal testo all’azione

Masterclass con Claudio Tolcachir, in collaborazione con Prima Onda Fest 2024 e Carnezzeria Produzioni, presso Area Madera (piazza Magione, Palermo).

Masterclass di formazione per attrici/attori tenuto dal pluripremiato regista e drammaturgo Claudio Tolcachir, protagonista indiscusso della nuova scena argentina. Un percorso dedicato ad attrici/attori che desiderino approfondire la propria formazione, confrontandosi con una delle figure più interessanti del teatro internazionale. Per affrontare la sottile, ma enorme differenza tra azione e recitazione, tra essere e mostrare. L’idea è di pensare a un attore indipendente, capace di mettere in campo strategie per proporre e risolvere le scene; un attore dotato di armi necessarie per realizzare le proprie idee e di duttilità tale da incorporare le proposte della regia per trasformarle in motori propri che arricchiscano il lavoro.

Claudio Tolcachir è drammaturgo, regista, attore e fondatore del Teatro Timbre 4 a Buenos Aires e poi a Madrid. Ha riscosso il suo primo successo internazionale nel 2005 con La Omisión de la Familia Coleman, presentato a Milano, Madrid, Parigi, Lisbona, Dublino, New York, e tuttora in tournée. Sono seguiti Tercer cuerpoEl viento en un violín (la “Trilogia del living”), Emilia (che nel 2017 ha vinto il Premio UBU); poi Dínamo e l’ultimo Próximo. Le sue opere si rappresentano in oltre 20 paesi e sono state tradotte e pubblicate in sei lingue. Per il Piccolo Teatro di Milano in coproduzione con TIMBRE4 di Buenos Aires, ha allestito la versione italiana di “Tercer cuerpo” (“Edificio 3. Storia di un intento assurdo”), provando in una Milano in zona rossa a novembre 2020.

Mercoledì 3 luglio | alle  21.30 | MUSICA

Golden light

Duo Ruut, Ann-Lisett Rebane e Katariina Kivi

15 euro (+ prevendita)

Il suono del Duo Ruut (Duo Square) si basa sul terreno comune che due giovani musiciste e cantautrici estoni, Ann-Lisett Rebane e Katariina Kivi, hanno esplorato da quando si sono incontrate nel 2017. Il loro suono lega insieme un’unica cetra estone e due voci distinte. Ispirate dalle tradizioni della loro eredità estone, traggono influenza sia dalle credenze di diverse culture che dal loro modo di scrivere canzoni contemporaneo ed emotivo. Mentre compongono su uno strumento, la musica del Duo Ruut è minimalista nella sua essenza ma ricca di idee nuove e fantasiose.

Nel dicembre 2019 il Duo Ruut ha pubblicato il suo album di debutto “Tuule sõnad“, premiato agli Estonian Ethno Music Awards 2020. L’EP “Kulla kerguseks” (“Luce dorata”) è stato nominato come “Album etno/folk dell’anno” due anni dopo. Il Duo Ruut è già stato in tournée in Europa, Uzbekistan e Giappone, Germania, Austria, Francia, Italia, Spagna, Serbia, Portogallo, Svezia, Lituania e Finlandia. Ha collaborato Curly Strings o NOËP. Il remix della canzone “Tuule sõnad” di NOËP è stato premiato come Remix dell’anno da Radio 2.

Giovedì 4 luglio | alle 19 | VIDEOINSTALLAZIONE

Mamma perdonami- mëma më fal

Video installazione che rimette in scena una piéce teatrale perduta

di Genny Petrotta

Progetto vincitore di Italian Council (XII edizione, 2023), prodotto da Fondazione Studio Rizoma, con il supporto di Autostrada Biennale e Genìa Lab Art.

Nell’inverno del 1944, in diversi villaggi siciliani scoppiarono rivolte contro la cattiva gestione dei raccolti agricoli da parte di un’alleanza tra grandi proprietari terrieri ed élite fasciste rimaste al governo, che lasciarono la popolazione alla fame. Il 31 dicembre, a Piana degli Albanesi, paese dalla forte e unica identità culturale e linguistica, fondato dagli arbëreshë mezzo millennio prima, un gruppo di ribelli guidati da Giacomo Petrotta proclama la Repubblica Popolare Contadina. A distanza di quasi 80 anni, l’artista siciliana Genny Petrotta, nipote del leader di allora, rivisita l’episodio storico a lungo taciuto del suo paese natale, alla ricerca di tracce di ciò che accadde durante i 50 giorni di esistenza della repubblica autonoma fino a quando non fu schiacciata dalla polizia. Uno degli anziani del villaggio le racconta che è stato rappresentato un pezzo teatrale dal titolo MËMA MË FAL, ma il testo è scomparso. Con un gruppo di giovani di Piana, ricostruisce e mette in scena il pezzo teatrale perduto, facendo rivivere una parte del patrimonio politico e (agro) culturale del suo paese. Rievocando l’utopia concreta di una repubblica contadina autonoma, l’autrice indaga le condizioni attuali di un villaggio siciliano la cui economia è ancora plasmata dall’agricoltura.

Giovedì 4 luglio | alle 21.30 | TEATRO

Anna Cappelli

di Annibale Ruccello, regia Claudio Tolcachir, con Valentina Picello

produzione Carnezzeria / Teatri di Bari / Campania Teatro Festival

15 euro (+ prevendita)

 “Un testo che indaga sul ruolo della donna nel tempo. L’indipendenza, la prospettiva di futuro, la solitudine, la mancanza di mezzi e di risorse. Con umorismo pungente e assurdo questa pièce ci conduce attraverso i labirinti della mente di un personaggio inconsueto, pieno di contraddizioni. Commovente e imbarazzante allo stesso tempo. Ciascuno di noi potrebbe conoscerla, incrociarla nella propria vita; ma potremmo anche essere lei”.

L’incontro tra il regista drammaturgo argentino Claudio Tolcachir e l’attrice italiana Valentina Picello è avvenuto grazie a “Edificio 3. Storia di un intento assurdo” nato al Piccolo Teatro di Milano durante la pandemia nel 2020. Tolcachir dice dell’attrice: “Valentina ha dato al personaggio di Monica (in Edificio 3) tutte le emozioni e i pensieri che avevo pensato per lei. Ho pensato a lei quale interprete ideale per questo monologo potente di un autore napoletano che fino a poco tempo fa non conoscevo, Annibale Ruccello, di cui ora desidero leggere ogni cosa” [Tolcachir]

Valentina Picello. Premio Scenario 2022, “Valentina Picello, esile e dallo sguardo ceruleo, ha una potenza comica che provoca ferite nell’animo dello spettatore. La sua forza arriva da un’apparente inconsapevolezza, un’incoscienza adamantina che la rende anima bella e coraggiosa, in grado di frequentare anche i ritmi della comicità e dell’autoironia. Interprete de “La scimmia” di Emma Dante, “Cyrano de Bergerac” “Chi ha paura di Virginia Woof?” e “Orgoglio e pregiudizio” diretta da Arturo Cirillo. Ha lavorato con Luca Ronconi, Federico Tiezzi, Giorgio Barberio Corsetti, Serena Sinigaglia, Carlo Cerciello, Renzo Martinelli e Roberto Rustioni. Ha vinto il Premio Hystrio.

Venerdì 5 luglio | alle 19 e alle 20 | DANZA

Matrioska

con Chiara Frigo e la musicista Laura Masotto.

12 euro (+ prevendita)

Matrioska nasce nel 2022 durante Trasmissioni, a Tuscania, con l’idea di aprire uno spazio di ricerca che destruttura i dispositivi della performance. Un giardino incolto in cui farsi foresta, lasciar crescere gramigne, lasciar andare ciò che non resiste sapendo che ci crescerà qualcos’altro sopra. È un evento di durata e questa dilatazione del tempo permette di far affiorare movimenti, memorie, opere video, autobiografie, frammenti di archivio. Matrioska è un “rimettere in azione” ciò che di immateriale nel tempo si è depositato. Non c’è differenza tra lo spazio performativo e il “fuori”, non è scandito un inizio e una fine, non c’è una fruizione solo frontale, gli spettatori sono liberi di entrare e uscire dallo spazio e soffermarsi il tempo che ritengono necessario.

Chiara Frigo, coreografa e performer, cofondatrice di Zebra Cultural Zoo, ha sviluppato il suo interesse artistico nel campo della danza e delle arti performative. Laureata in biologia molecolare, nel 2006 la sua prima creazione Corpo in DoppiaElica si aggiudica il terzo premio al Festival Choreographers Miniatures di Belgrado. Con il suo assolo Takeya ha ottenuto i primi riconoscimenti a livello italiano e internazionale. Dance Europe l’ha definita uno dei talenti più promettenti d’Europa.

Venerdì 5 luglio | alle 21.30 | TEATRO

Le favole del mare

di e con Salvo Piparo, cuntista, e Michele Piccione, polistrumentista.

15 euro (+ prevendita)

Un insieme di ricordi raccontati con l’antica tecnica del cunto, come facevano gli antichi greci scansionando e spezzando le parole nel momento più emozionante del racconto, ripreso nella Sicilia del dopoguerra. Uno spettacolo che si propone di rivalorizzare i popoli che vivono attorno al mare, capace di inghiottire il tempo e di raccontare il passato con la forza taurina di un gigantesco animale sfuriato, ora calmo ora in tempesta, speranza per chi parte e certezza per chi arriva. Dalle battaglie navali dei francesi contro gli spagnoli alla leggenda di Colapesce e poi Pietro Fudduni, Vanni il Pescatore, U Nonno Rinaldo. Storie di vecchi cuciti col sale, storie di bambini cresciuti dentro pozzanghere d’acqua salata. Il finale sarà imbastito sul Cunto di Ulisse che Piparo racconta attraverso la visione immaginifica di un piccolo e giovane Ulisse, ambientando ogni verso dentro le acque di Palermo.

Salvo Piparo è custode delle più antiche memorie e da anni racconta la Sicilia e le sue mirabili storie di vita e leggende popolari. Ricercatore attento delle tradizioni popolari, rievoca la storia attraverso la tecnica del cuntu. Ha messo più volte in scena spettacoli di Salvo Licata, oltre ad essere stato egli stesso autore di oltre 30 produzioni teatrali.

 

Sabato 6 luglio | alle 18.30 | KIDS  TEATRO
Lo specchio sincero
di e con Stefania Ventura e Gisella Vitrano
Liberamente ispirato ad “Agata e gli specchi bugiardi” di Beatrice Masini
Produzione Quintoequilibrio

Uno specchio che fa belli i brutti e brutti i belli… La mamma di Agata è bellissima e passa le sue giornate a guardarsi allo specchio dimenticandosi di tutto il resto, anche della sua figlioletta. Quando per incantesimo di una strega invidiosa tutti gli specchi del regno iniziano a mentire, Agata soffre nel vedere la sua mamma disperarsi… Preoccupata ma coraggiosa, deciderà di partire da sola per un lungo viaggio alla ricerca di uno specchio sincero che possa riflettere la sua mamma di nuovo bella com’è. Agata, insieme al suo fidato cavallo amico Ombra, viaggerà fino in capo al mondo, incontrando uno specchio solo e bugiardo e una panettiera sorda e scontrosa che l’aiuteranno a compiere l’ardua impresa. Una fiaba avventurosa che narra di mondi lontani e immaginari, mettendo in relazione il mondo degli adulti con quello dei bambini che escono vincenti.

Sabato 6 luglio | alle 21.30 | TEATRO

Rosa cunta e canta

con Donatella Finocchiaro

15 euro (+ prevendita)

 “Rosa cunta e canta” è la storia di Rosa Balistreri. Nella sua vita attraversa momenti di sconforto e disperazione; bambina povera e poi sotto uomini violenti, verrà addirittura incarcerata per aver aggredito il marito dopo che lui si era giocato il corredo della loro figlia a carte. Dopo varie vicissitudini e rapporti sbagliati si trasferisce a Firenze dove riesce a dedicarsi alla musica. Nel 1966 partecipa allo spettacolo di Dario Fo, Ci ragiono e canto. Ha quarant’anni, il volto segnato da una vita tanto intensa e faticosa, gli occhi limpidi e sicuri di chi porta fino in fondo le proprie battaglie; la sua voce ha un timbro arcaico e diretto: la sua presenza drammatica rimane ben impressa negli spettatori, come le canzoni popolari siciliane che interpreta, in cui si racconta la miseria, l’orgoglio e lo sdegno del popolo. Rosa rappresenta il sogno siciliano, con il canto riesce a sublimare il suo dolore e quello degli emarginati. Donatella Finocchiaro in perfetta simbiosi con il personaggio, trasporta in questa forte storia che è la vita di Rosa, interpretando, con grande passione, i brani più toccanti e raccontando la forza di questa donna ribattezzata L’Edith Piaf siciliana.

Donatella Finocchiaro. Suo padre voleva per lei un futuro da avvocato, ma lei ha preferito gli isterismi del teatro. Scintillante anche quando ha un linguaggio sboccato, perfetta quando è confusa ed è disposta a vendere persino l’anima per un amore che tanto non tornerà mai più. Donatella Finocchiaro è un’autentica attrice che riesce a dare sempre il meglio di sé, anche nelle più scalcagnate commedie tragicomiche e si deve mettere in gioco nei panni di un personaggio stralunato. Tra i suoi ultimi impegni,  è diretta da Roberto Andò ne La stranezza e partecipa alle serie Monterossi I leoni di Sicilia.

Domenica 7 luglio | alle 18.30 | KIDS TEATRO + LABORATORIO
La morte del resuscitatore
di e con Santiago Baculima
regia Black ShungoProcceesss
sguardo esterno Cacho Gallegos
marionette Santiago Baculima, Virginia Cordero
produzione: Black Shungo Procceesss, Teatrovando

Un uomo un po’ sciamano, un po’ mago e abbastanza ciarlatano, nebulizzerà elisir prodigiosi, comporrà gesti sacri, muterà la sua forma, tra le altre stregonerie da cabaret.  Tutto questo per cercare di far rivivere una persona cara. La morte del resuscitatore è uno spettacolo senza parole, una fusione tra clown e marionetta ibrida, divertente e profondo, adatto a tutti.

Santiago Baculima si considera un artista di scena, per lui la creatività è l’essenza del suo scopo, da questo precetto cerca i recettori per la sua espressione. Il suo teatro è un atto per avvicinarsi alla conoscenza del mistero, è un rituale per consacrare il momento presente. Ha iniziato il suo percorso teatrale nel 2004 in Ecuador, poi a Parigi, ha diretto workshop di teatro fisico, clown e drammaturgia in Europa e in Sud America.

Domenica 7 luglio | alle 21.30 | MUSICA

SPLENDERE

con Santamarea (Stefano, Francesco e Michele Gelardi e Noemi Orlando).

15 euro (+ prevendita)

Dopo Acqua Bagnami, scelta da Etro come colonna sonora della sua sfilata alla Milano Fashion Week SS 2024, la band palermitana vincitrice di Musicultura 2023 torna con un nuovo brano potentissimo che prende libera ispirazione da un libro di poeti arabi di Sicilia dell’anno Mille, trovato per caso in una piccola libreria tra i vicoli del centro di Palermo. Il testo del brano prende in prestito la preziosità del linguaggio, le immagini vivide e concrete. Pur nella consapevolezza che tutto è destinato a finire, il volto della persona amata, adesso intoccabile, appare come qualcosa di desiderato e proibito. “Le tue ciglia adesso sembrano lame, non le posso guardare Le tue labbra, perle infuocate, non le posso toccare”.

Splendere trasporta in luoghi nuovi del mondo dei Santamarea, antri scuri e poi improvvisamente, cieli luminosi.  Una voce ed una chitarra, nude, intime e velatamente minacciose conducono l’ascoltatore tra piene e vuoti e infine in alto, fino a vedere le cose da lontano tra cori, percussioni spezzate, sintetizzatori e chitarre. Un’ulteriore conferma dello stile eclettico e ibrido della giovanissima band che sta lavorando all’album di esordio.

Santamarea è la forza del mare che travolge e trascina in un mondo di grancasse, chitarre elettriche, cori celestiali e voci potenti. Fluidi, acquei ma anche incendiati e giovani, i Santamarea sono tre fratelli di sangue (Stefano, Francesco e Michele Gelardi) ed una sorella d’elezione (Noemi Orlando), che appartengono alla generazione Z. I loro testi sono figli di un immaginario che si costruisce su un pianeta che va a fuoco ed un sacro che esce dai luoghi di culto per diventare un’esperienza collettiva, personale, frammentata ed incarnata dall’asfalto come dalla terra bagnata, dal mare in tempesta come dalle scritte sui muri sgretolati della città. L’universo dei Santamarea assorbe l’energia delle coste carinesi, vicino Palermo, loro luogo d’origine, tra natura e case abbandonate, restituendo delle sonorità post-rock e mediterranee, fatte di ritmi tribali che si rinnovano con l’incontro dell’indie/brit pop di Florence and the Machine e degli Alt-j senza tralasciare un’indole fortemente cantautoriale e teatrale.

 

 

TALK Metamorphosis

“La dottrina della metamorfosi è la chiave di tutti i segni della natura” scrive Goethe in uno dei primi abbozzi per il suo progetto di un pensiero morfologico. Proseguendo la riflessione sulla metamorfosi avviata negli anni passati, i seminari di questa edizione intendono considerare la teoria della metamorfosi come uno strumento per interpretare il nostro tempo.

2 luglio, alle 18. Il seminario curato da Rosaria Caldarone, professoressa di Filosofia teoretica dell’Università di Palermo, sarà dedicato al tema platonico dello “Scambio di figura“, in cui la relazione fra maestro e allievo diviene spunto per una revisione complessiva degli orizzonti del pensiero e del rapporto fra filosofia e arti.

3 luglio, alle 18. Professoressa di Teoria della percezione all’Accademia di Belle Arti di Palermo e curatrice di mostre e performance artistiche, Paola Nicita dialoga con Salvatore Tedesco sui temi della “Forma e trasformazione nel contemporaneo, fra arti visive e letteratura“.

4 luglio, alle 18Docenti di Estetica dell’Università di Palermo, Elisabetta Di Stefano e Valeria Maggiore, terranno un incontro su “Ecologia ed Estetica“: la prospettiva dell’estetica della natura si apre adesso alle questioni sempre più urgenti della biodiversità e delle sfide ecologiche, e porta a dialogare fra loro la filosofia e le scienze della vita.

5 luglio alle 18. Alberto Biuso insegna Filosofia teoretica all’Università di Catania: sarà in dialogo con Chiara Agnello, che insegna Filosofia teoretica all’Università di Palermo e con Salvatore Tedesco, professore di Estetica dell’Università di Palermo, sul tema “Temporalità e metamorfosi“.

Data

29 Giu 2024 - 07 Lug 2024

Ora

19:00 - 22:00

Costo

15 euro (+ prevendita)

Luogo

Orto Botanico (PA)
Orto Botanico (PA)
Via Lincoln, 2, Palermo
Categoria

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