martedì, 3, Novembre, 2026
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Botero

Museo RISO: “Fernando Botero. Il peso dei sogni”, dipinti, disegni, acquerelli e una scultura.

QUANDO
Dal 24 luglio al 10 gennaio 2027
DOVE
Museo Riso – Palermo
COSTO
Ticket

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PALAZZO RISO
Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea 
corso Vittorio Emanuele 365 – Palermo

A Palermo, la rassegna Fernando Botero. Il peso dei sogni, a cura di Fernando Botero Quintana e Nicola Barbatelli, sarà ospitata a Palazzo Riso. La mostra presenterà opere pittoriche, disegni e acquerelli, insieme alla scultura Serpente, offrendo una lettura del lavoro dell’artista colombiano centrata sul tema della permanenza della forma, della memoria e della presenza fisica dell’immagine.

L’iniziativa consente di attraversare le principali direttrici della poetica dell’artista scomparso nel 2023: la monumentalità del corpo, la dilatazione dei volumi, la centralità della figura umana, la natura morta, il mito e il rapporto tra pittura e scultura. In entrambe le sedi, le opere non saranno presentate come semplice celebrazione antologica, ma come parte di un racconto unitario capace di restituire la coerenza profonda di una ricerca artistica che ha segnato l’immaginario visivo contemporaneo.

Il titolo della mostra evoca una delle qualità più profonde dell’universo boteriano: la capacità di dare peso, misura e presenza a ciò che appartiene alla sfera dell’interiorità, rappresentata nelle opere ad olio e acquerelli del percorso palermitano dalla centralità della figura umana, dalla monumentalità e ieraticità del corpo, soprattutto femminile (tra le altre, Donna con ventaglio e Donna con reggiseno), dalle nature morte, dal circo (L’equilibrista), dalla corrida (Picador), dalla festa popolare (Carnevale), dall’intimità domestica (Ragazza con gatto) e dal rapporto costante tra pittura e scultura. Insieme alle opere su carta e su tela, spicca inoltre il Serpente, grande emblematica scultura in bronzo dorato, sinuosa e affusolata presenza, rara all’interno della produzione plastica e voluminosa dell’artista.

La mostra palermitana è in dialogo con Fernando Botero.

Al Riso le opere instaurano un dialogo con la stratificazione storica e urbana di Palermo. La città, crocevia di memorie, linguaggi e immagini, diventa così il contesto ideale per rileggere la poetica boteriana nella sua tensione tra radici latinoamericane, cultura europea e vocazione universale. 

Il progetto espositivo, grazie ad un innovativo sistema di audioguide multilingue sviluppato da Renaissance Exhibitions, con il supporto dell’intelligenza artificiale, si arricchisce di una nuova esperienza di fruizione culturale. Da oggi le due esposizioni dedicate a Fernando Botero, tra Palermo e Agrigento, potranno essere seguite dai visitatori in dieci lingue, tra le quali anche il siciliano, per un incontro originale tra arte internazionale, tecnologia e identità culturale.

“L’intelligenza artificiale diventa uno strumento al servizio della cultura, capace di abbattere le barriere linguistiche e di offrire modalità innovative di interpretazione e conoscenza delle opere – ha spiegato Emanuele Lacagnina, titolare della società -. Due esposizioni, due luoghi straordinari del patrimonio siciliano e un unico progetto culturale che guarda al futuro, senza dimenticare le proprie radici. Perché l’arte è un linguaggio universale. Ma ascoltarla nella propria lingua può renderla ancora più vicina“.

I visitatori potranno approfondire la conoscenza delle opere attraverso il proprio smartphone. Sarà sufficiente scansionare il QR code collocato accanto a ciascuna opera per accedere ai contenuti audio, disponibili in: italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese, cinese mandarino, giapponese, arabo e siciliano.

Proprio il siciliano rappresenta l’elemento più originale dell’iniziativa. La scelta di includere la lingua dell’isola, commenta l’amministratore della società produttrice Emanuele Lacagnina, non risponde soltanto all’esigenza di ampliare l’accessibilità dei contenuti, ma nasce dalla volontà di valorizzare il patrimonio linguistico e culturale siciliano. Le forme monumentali, i colori e l’immaginario poetico del maestro colombiano trovano così una nuova dimensione narrativa, capace di creare un legame tra l’universalità della sua arte e l’identità del territorio che la accoglie.

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