Giuseppina Turrisi Colonna “La Poetessa Rivoluzionaria”

Giuseppina Turrisi ColonnaFiglia del barone Mauro Turrisi e della nobile Rosalia Colonna Romano dei duchi di Cesarò, la giovane poetessa nata a Palermo il 2 aprile 1822, mostrerà fin da fanciulla una precoce attitudine alla poesia, che la porterà a pubblicare a soli 14 anni un inno sacro: la sua prima opera.
Così apparirà agli occhi del biografo Francesco Guardione che non mancherà di ritrarla come una sedicenne  dall’animo di donna, capace di dedicare la sua breve vita a due grandi amori: la poesia e la patria: “Raccolta nelle domestiche pareti, con la coscienza de’ più tenaci, studia il passato, irrompe contro le prave usanze, ripudia le cure femminili, colla mente risale, infiammata di gloria, a’ più splendidi momenti della vita italica, ed evoca le memorie degli eroi, vedendo gli uomini del suo tempo tralignati ne’conviti, ne’balli e negli amori. Tali sentimenti erano in lei sedicenne”
Sarà la madre Rosalia, decantata in una sua poesia dal titolo “Alla madre”, che trasmetterà alle figlie Giuseppina e Annetta gli ideali legati all’amore, all’arte e alla patria, dei quali si nutriranno le due talentuose sorelle. Giuseppina, pertanto, poetessa rivoluzionaria ma anche instancabile studiosa, è una dotata ed ispirata poetessa civile.
La giovane si dedicherà, infatti, per tutto l’arco della sua vita, seppur brevissima, allo studio delle lingue antiche e della storia, secondo gli insegnamenti di Giuseppe Borghie Michele Amari.
É una ragazza chiara, semplice e spontanea ma dalla grande determinazione, che ha come modelli figure di donne come Gaspara Stampa e Vittoria Colonna, che hanno influenzato pertanto, le sue scelte poetiche e ideologiche. Dopo alcuni anni e diversi scritti di carattere religioso e filosofico, infatti, la sua poetica virerà verso temi più patriottici e civili: “Sol Patria spira i più fervidi carmi al petto mio!”. Sono temi che trattano un amore viscerale per la propria patria, ma di un acuto e profondo femminismo, incitando le donne, alla stregua di una contemporanea Giovanna d’Arco, ad una più attiva partecipazione politica e alla rivolta come una vera “missione”: “In membra delicate ed esili un’anima di ferro e di fuoco: una perpetua battaglia fra le cure casalinghe e modeste prescritte alla donna, ed il desiderio di una vita avventurosa, com’è del soldato e del marinaro”.
La Turrisi parla della sua Patria, dedicandole uno scritto che è poi un inno alla sua amata Sicilia, terra di “eterna primavera”, sempre illuminata dal sole, dove persino i sassi sono capaci di parlare il linguaggio dell’“armonia” e soprattutto luogo“di mille vati il nido”. Palermo è la terra dove nacque la rivoluzionaria Giuseppina, come appare in una targa presente in una facciata di un palazzo di Via Vittorio Emanuele, che la ricorda assieme alla sorella Anna.
Una terra amata dalla poetessa ma anche criticata dalla stessa, “Terra sonnecchiosa all’armi”,  perché incapace di agire e dal cui torpore sembra scosso solo il suolo, non ancora gli abitanti “timidi e codardi”.
Le sue poesie sono attuali, tanto che a distanza di quasi due secoli dalla sua scomparsa, nell’opera “Alle donne siciliane” nella quale  rende omaggio alle donne della sua terra, si ha la sensazione di immaginarla come antesignana di movimenti femministi contemporanei. Nel 1848 le due complici sorelle, che durante la vita si erano prese per mano alla conquista della loro più profonda consapevolezza artistica, si prenderanno ancora una volta per mano alla conquista della loro eternità. Moriranno entrambe a distanza di tre giorni: Annetta di tisi e Giuseppina durante il parto del suo primo figlio, all’età di soli ventisette anni, dopo dieci mesi dal matrimonio con il letterato siciliano Giuseppe de Spuches.

Oggi riposano insieme nel pantheon palermitano della chiesa di San Domenico e sono ricordate nel bellissimo monumento funebre di Valerio Villareale.

Nell’opera “Della vita e degli scritti di Giuseppina Turrisi Colonna”, Zanella immortala la giovane poetessa siciliana come colei che, anche a distanza di secoli,“avrà emozioni da suscitare e fatti da raccontare.”

Sebastiana Toscano

tratto da “La Palermo delle donne” di Claudia Fucarino

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