Paolo Ciulla, il falsario gentiluomo

L'uomo che agli inizi del 1900 riuscì a contraffare le banconote così bene da ingannare anche i banchieri!

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Se “il Professore” della “Casa di carta” (la serie televisiva di Netflix) avesse incontrato Paolo Ciulla, non sarebbe stato necessario organizzare quella “mega” e pericolosissima presa d’assalto della Zecca di Stato della Spagna per stampare banconote autentiche e arricchire se stesso ed i suoi complici!
Le avrebbe fabbricate per lui, proprio Paolo Ciulla, e sarebbero state perfette.

La favola triste del falsario gentiluomo

Questa vicenda, che ha i tratti di una favola, purtroppo per il protagonista, non ha avuto un lieto fine: dopo avere maneggiato milioni di lire, Paolo avrebbe trascorso gli ultimi anni della sua vita da indigente, ospite di un Istituto per i mendicanti gestito dalle suore. 

Andiamo a conoscere la storia di quest’uomo, giustamente etichettato come ‘ malfattore, artista, illuso idealista, generoso gentiluomo… ma che in definitiva è stato un piccolo genio della contraffazione.

Paolo Ciulla nasce a Caltagirone, in provincia di Catania, nel 1867, da una famiglia di commercianti di pellami. Primogenito di tre figli, aveva un fratello ed una sorella, vive una condizione economica piuttosto agiata.

Durante il periodo dell’adolescenza, emerge in lui una profonda insofferenza legata alle discriminazioni sociali ed economiche che caratterizzavano la società del suo tempo (in realtà di ogni tempo!) ed in più, una inclinazione omosessuale, ritenuta intollerabile per la mentalità del suo tempo.

Questa condizione gli costò una vita vissuta ai margini, tra scherni, minacce e sberleffi dei concittadini: sappiamo bene quanto possa essere difficile vivere tale differenza di genere in un paesino dell’entroterra siciliano. Ne venne fuori una personalità introversa e depressa, con una sorta di malinconica insoddisfazione che lo trascinò nel vortice dell’alcolismo.
E come molti malinconici, anche Paolo Ciulla sviluppò un certo talento artistico che lo porteranno prima a Roma e a Napoli, a studiare al Real Istituto di Belle Arti, e poi in giro per l’Europa come tanti artisti del suo tempo.

Paolo Ciulla in una foto d'epoca

Tornato a Caltagirone in occasione della morte del padre, senza avere completato gli studi, si dedica alla fotografia, aprendo uno studio in paese. Ma le cose non gli andranno un granché bene: gli affari stentano, in politica si affilia al Circolo degli Operai, ma senza successo, anzi si rese nemico il clero, la nobiltà ed i ricchi commercianti, tutti appartenenti al partito politico avversario. Isolato più che mai, ed accusato di molestare i ragazzini, Paolo è costretto a trasferirsi per cercare fortuna.

Scarna di documenti d’archivio, la sua vita è stata romanzata e per un periodo lo ritroviamo a Buenos Aires come aiutante di un fotografo e poi accusato di falsificazione dei pesos. Scoperto, fu internato in un manicomio criminale, dove rimase sino al 1916 per poi ritornare a Catania.

Paolo Ciulla il falsario perfetto

A Catania apre uno studio fotografico, ma neanche adesso gli affari decollano e nel frattempo gli viene negata una Cattedra, per l’insegnamento del Disegno nelle scuole tecniche di Caltagirone, che andrà ad un altro concorrente. 

Depresso e gravemente afflitto da problemi oculari, ecco che avviene la svolta: Paolo entra in contatto con una banda di falsari che opera nel catanese. Forte della sua esperienza decide di mettersi in proprio, reperire l’occorrente e dedicarsi alla falsificazione di banconote, forse in collaborazione con altri falsari italiani e statunitensi.

Non sappiamo che doti pittoriche avesse Paolo Ciulla, nessuna sua opera è stata conservata, ma il suo talento artistico fu davvero straordinario nella composizione delle sue banconote da 500 e da 50 lire, che non differivano da quelle originali stampate nella Zecca di Stato!

Se considerate che tra il 1920 e il 1922 Paolo mise in circolazione almeno 20000 banconote da 500 lire, e non sappiamo quante da 50 lire, e che il valore di quella valuta era pressappoco simile all’Euro odierno, immaginate quanti soldi entrarono nelle tasche del falsario e dei suoi complici! 

Erano fatte così bene che era quasi impossibile che fosse scoperto. Pensate che al processo che seguì all’arresto nel 1922, gli esperti inviati dalla Banca d’Italia di Roma dichiarano che le banconote erano così perfette da essere indistinguibili da quelle autentiche anche per i cassieri delle banche! Un vero capolavoro d’arte falsa!

L’epilogo e la prigione

Cosa tradì, allora, il nostro Paolo Ciulla? A quanto pare, risultarono sospette tutta una serie di donazioni che giungevano a famiglie povere che si vedevano recapitare per posta, da mittenti anonimi, banconote da 500 Lire. 

Movimenti sospetti di denaro, appostamenti e indagini attente portarono infine gli inquirenti a scoprire in quell’ometto dimesso e mezzo cieco l’artefice della falsificazione. Nella sua casa di Catania, dove venne arrestato, furono trovate migliaia di banconote non ancora spacciate, insieme alle matrici e l’occorrente per produrle. 

Verrà condannato a cinque anni di reclusione e 5000 lire di multa, pena che sarà ridotta per buona condotta.
Alla fine, ne uscirà un uomo sconfitto e deluso che terminerà gli ultimi anni della sua vita da solo, povero e pazzo, in un ricovero per mendicanti di Caltagirone.

Certo, falsificare denaro è deplorevole, ma il nostro Paolo Ciulla non riesce a suscitare antipatia e riprovazione. Lo immaginiamo con l’aspetto dimesso, camminare rasente i muri della città, solo, in un mondo sognato ma non realizzabile. Se questo personaggio fosse uscito dalla penna di Simenon, sarebbe descritto con un sorriso sornione proprio mentre veniva dichiarata la condanna per “Falsificazione e distribuzione di denaro”: alla fine il suo genio era stato riconosciuto pubblicamente!

Saverio Schirò

Pubblicazioni su Paolo Ciulla

  • Maria Attanasio, Il falsario di Caltagirone, Ed Sellerio Palermo 2007
  • Pietro Nicolosi, Paolo Ciulla, Il falsario, Ed Tringale 1984
  • Dario Fo e Piero Sciotto, Ciulla, il grande malfattore Guanda, Parma 2014

Immagine in evidenza creata con Bing Image Creator

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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