Nel momento in cui i bambini iniziano a fare i primi passi, hanno subito la voglia di accelerare. Questo ci ricorda il monito dei genitori “prima impara a camminare e poi a correre”.
Dalla voglia di correre alla consapevolezza del movimento
Tutto vero, anche se oggi i bambini non si approcciano alla corsa come in passato quando correre era una delle attività ludiche principali. Ci ritroviamo, infatti, con bambini che praticano sport specifici ma senza avere una base motoria adeguata. Spesso gli specialisti consigliano di iniziare con sport base come l’atletica leggera, che in tenera età viene fatta per far apprendere gli schemi motori, per far prendere confidenza con lo spazio e con il nostro corpo. Nel quotidiano, però, i bambini esprimono il desiderio di fare un determinato sport e il genitore lo accontenta.
Se solo sapessimo che prima dobbiamo saperci muovere, tutto ciò cambierebbe.
Propriocezione: il superpotere dimenticato
Esiste un qualcosa che noi posturologi chiamiamo “propriocezione” che non è altro che la percezione del nostro corpo nello spazio. Scontato? Ma che?!
Da diversi studi emerge che molti adulti perdono la propriocezione dovendo poi ricorrere ad esercizi mirati che la vanno ad allenare. Migliorarla significa avere maggiore equilibrio, quindi allontanare il rischio di cadute.
Correre bene non è scontato

Tutto ciò vale anche per la corsa, che è la Regina di tutti gli sport. Non a caso è la disciplina cardine dell’atletica leggera.
Saper correre sembra facile ma non lo è, correre bene è un gradino ancora più in alto.
I tipi di corsa sono molti, sia in termini di velocità, di distanza ma anche di stile. Proprio in queste differenze si nasconde l’infortunio che può portare un atleta a doversi fermare. Ma, peggio ancora, può portare un atleta amatoriale a rinunciare, cadendo nel limbo della sedentarietà.
Il podologo dello sport: alleato invisibile
A tal proposito si sono sviluppate negli anni delle discipline che aiutano l’atleta, a prescindere dal suo livello, a continuare la sana abitudine al movimento. Nel mio campo, per esempio, esiste la podologia sportiva, la posturologia sportiva ma anche l’esercizio fisico adattato.
Queste discipline, oggi fondamentali, vanno ad analizzare il gesto sportivo e a correggere eventuali difetti di esecuzione. Ed anche se già è in atto un problema legato ad un pregresso infortunio, si può mirare al recupero e alla prevenzione di un futuro nuovo infortunio.
Insomma, professionisti a bordo pista/strada pronti a riprendere il gesto che per lo sportivo è ormai collaudato.
Tecnologia al servizio del passo

Per fare tutto ciò si parte dal colloquio con l’atleta, si parla del tipo di sport, delle abitudini, della frequenza, delle scarpe e si osserva l’atleta durante il gesto sportivo. Per esempio con l’atleta corridore si possono utilizzare il tapis roulant diagnostico, che mette in evidenza il tipo di appoggio, la videoanalisi in slow-motion che permette di osservare l’esecuzione, ma anche delle solette wireless che si inseriscono all’interno della scarpa e che il professionista può visionare subito dopo.
Tutto ciò, che sembra futuristico, in realtà esiste già ed è apprezzatissimo dagli atleti perché permette loro il miglioramento ed evita l’infortunio.
Prevenire è meglio che curare
Pensi che sia costoso? Vallo a dire ad un atleta impelagato in visite mediche e trattamenti interminabili. Sono sicura che se avesse saputo che c’era un modo per prevenire, l’avrebbe fatto.
Marianna D’Armetta
Dr.ssa in Podologia – Podologo dello Sport