Chiesa di Sant’Ippolito Martire

Una delle più antiche parrocchie di Palermo si trova nel quartiere del Capo, famoso per lo storico mercato.

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La chiesa di S. Ippolito a Palermo, si trova nel quartiere del Capo,  di fronte alla Chiesa dell’Immacolata Concezione ed è una delle più antiche parrocchie della città.
La chiesa vera e propria fu costruita nel 1583 su una cappella risalente al XIII secolo, come da notizie che si riferiscono ad un testamento di un tale Giacomo Grosso. Nel ‘700 la chiesa fu più volte ingrandita con la realizzazione di un “cappellone”, restaurata e consolidata per i crolli che si susseguirono negli anni.

La facciata

La facciata da sulla via Porta Carini, proprio all’interno del mercato del Capo. Fu conclusa nel 1728 secondo i criteri stilistici dell’epoca: disposto su due ordini, è costruita in pietra d’intaglio con tre portali.  In quello centrale una statua marmorea del 1694 raffigurante l’Immacolata Concezione. Altri bassorilievi in stucco raffigurano san Pietro, san Paolo e Sant’Ippolito.
Gli ingressi sono raccordati alla sede stradale da un breve gradinata.

L’interno

Internamente la chiesa  è a pianta basilicale divisa in tre navate sorrette da 10 colonne di marmo di Billiemi.
In fondo al lungo presbiterio, decorato a macchia in finto marmo, una tela di Filippo Randazzo sull’altare maggiore raffigura “Il martirio di San Ippolito” (XVIII sec.);  sull’arco della volta sopra il presbiterio pende un crocifisso dipinto del XV secolo.
Sempre del Randazzo sono le tele nei due altari di destra e sinistra: “Madonna del Rosario”, “Santa Rosalia e SS. Domenicani”, “Madonna in Gloria con santi”.
Il fonte battesimale in marmo risale al 1623 mentre è di origine trecentesco l’affresco che riproduce una “Madonna con Bambino“.

Nell’archivio e nelal sacrestia della chiesa sono conservati pregevoli arredi in legno provenienti dalla chiesa delle stimmate distrutta per la costruzione del Teatro Massimo e poi tele di Guglielmo Borremamans più una serie di ritratti dei parroci dalla fondazione della parrocchia.

“A calata ra tila” nella notte di Pasqua

In questa chiesa, nella notte di Pasqua, vige l’antica usanza della “calata ra tila“, la calata della tela che anticamente copriva il presbiterio durante il periodo quaresimale. La grande tela raffigurante una immagine della deposizione di Cristo morto, nella notte di Pasqua, viene fatta cascare improvvisamente mostrando il Cristo Risorto per il tripudio gioioso e festante dei fedeli.

Chi era sant’Ippolito?

Ippòlito (teologo e scrittore morto nel 235) è detto di Roma ma in realtà doveva essere nato in Asia e infatti pur essendo considerato uno dei più prolifici scrittori cristiani prima di Costantino, le sue opere scritte in greco ci sono giunte solo in frammenti.
Visse certamente a Roma, anche se le fonti biografiche sono piuttosto contraddittorie, e quello che lo rende interessante è l’essere stato antipapa, cioè eletto papa da un gruppo di suoi fedeli in opposizione al papa dell’epoca. Ma poi, riconciliato con Ponziano divenuto più tardi papa, insieme ricevettero il martirio in Sardegna ed insieme furono canonizzati come santi (festa il 13 agosto)-

Via Porta Carini 33 Tel: +39 091 328430

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Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Staff member. Appassionato di Arte e Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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