Odissea a Trapani: tour letterario al tramonto fino alla terrazza della Torre di Ligny
| QUANDO | 2 agosto 2026 |
| DOVE | Trapani |
| COSTO | adulti € 15, ridotto bambini €10 |
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Le gite culturali fuori porta di Terradamare
Odissea a Trapani: tour letterario al tramonto fino alla terrazza della Torre di Ligny
Domenica 2 agosto 2026 alle 18
Un itinerario letterario nel cuore di Trapani, guidato dal fascino della tesi di Samuel Butler che, nel suo saggio “L’autrice dell’Odissea” (1897), ipotizzò che la città nascondesse la mitica terra dei Feaci e che il poema fosse l’opera di una giovane scrittrice siciliana. Un viaggio suggestivo che confronta i versi omerici e la topografia locale, lasciandosi catturare dall’incanto del mito
• Percorso: ingresso villa Margherita, Castello di terra (esterno), Via Garibaldi, Piazza ex mercato del pesce, Mura di tramontana, Torre di Ligny (inclusa visita e tramonto dalla terrazza)
Durata: 2 ore e mezza circa
• Infoline: 3478948459 – 3207672134 – eventi@terradamare.org
terradamare.org/odissea-trapani-tour
ticket: adulti € 15, ridotto bambini €10
Per partecipare è necessario acquistare i ticket online
le disponibilità possono variare sotto data
Odissea a Trapani: tour letterario al tramonto fino alla terrazza della Torre di Ligny
Si giunge a Trapani con la sensazione di penetrare in un luogo dove il paesaggio custodisce una memoria ben più antica delle sue stesse pietre. È qui che lo sguardo di Samuel Butler si posò con un’intuizione audace: nell’Odissea non risuonerebbero soltanto gli echi della Grecia, ma i riflessi concreti della Sicilia occidentale. L’autore inglese, dopo aver vissuto e studiato a fondo l’isola, confrontò scenari naturali, distanze e dettagli narrativi nel suo celebre saggio The Authoress of the Odyssey. Giunse così a ipotizzare che Trapani fosse la reale Scheria, la mitica terra dei Feaci, e che il poema potesse essere opera di una giovane autrice siciliana, capace di trasfigurare i luoghi della propria quotidianità in un racconto epico.
Il percorso prende il via dall’ingresso di Villa Margherita, uno spazio che introduce uno dei nuclei portanti della lettura butleriana: la centralità della dimensione domestica e ordinata. Nell’Odissea, infatti, il viaggio non è solo avventura, ma anche nostalgia e ritorno a spazi familiari. Lo studioso britannico scorgeva in questa sensibilità un indizio di osservazione diretta, quasi intima, suggerendo che la mano dietro al poema fosse femminile, attentissima ai dettagli della vita privata.
All’esterno del Castello di Terra, ci si imbatte in una delle testimonianze più arcaiche della città. Le sue origini risalgono al periodo delle guerre puniche, epoca in cui Trapani cominciò a strutturarsi come avamposto strategico. Butler interpretava le descrizioni delle regge e delle fortezze omeriche come specchi di architetture mediterranee reali. Qui, l’idea di una città “distesa tra due porti” trova una corrispondenza geografica quasi perfetta con la caratteristica conformazione a falce del litorale trapanese.
Passeggiando lungo Via Garibaldi, tra palazzi nobiliari e stratificazioni urbane, emerge il tema della vita quotidiana. L’accademico insisteva sulla precisione con cui l’Odissea descrive gesti e ambienti: una meticolosità che suggeriva la conoscenza profonda di spazi urbani effettivamente vissuti, ben lontana da una tradizione puramente orale e guerresca.
Si giunge quindi alla Piazza ex mercato del pesce, dove il legame con il mare si fa immediato. Proseguendo, si incontrano le Mura di Tramontana, il tratto meglio conservato delle antiche fortificazioni. L’impianto, riorganizzato sotto il dominio spagnolo, prende il nome dal vento che sferza la costa. In questa linea difensiva Butler avrebbe riconosciuto la materializzazione di un confine narrativo: il punto in cui il mare diventa soglia e il viaggio si apre all’ignoto, lo stesso orizzonte che l’autrice dell’Odissea avrebbe contemplato ogni giorno.
Il nostro viaggio sulle tracce della “giovane scrittrice siciliana” raggiunge il suo culmine dove la terra si assottiglia e cede il passo all’infinito. La Torre di Ligny, eretta nel 1671 come baluardo contro le incursioni corsare, non è una semplice sentinella di pietra: per il viaggiatore butleriano rappresenta il punto di osservazione privilegiato per decifrare l’ultima, grandiosa mappa del peregrinare di Ulisse. Situata esattamente dove il Tirreno sposa il Mar Mediterraneo, la fortezza incarna quella città racchiusa tra due approdi descritta nei versi omerici.
Da quassù lo sguardo accarezza lo Scoglio del Malconsiglio, per Butler, questo non era un semplice masso affiorante, ma la pietrificazione della nave dei Feaci, punita da Poseidone al suo ritorno dopo aver lasciato Ulisse a Itaca (isola che lo studioso identificava con la vicina Marettimo). In questo preciso punto, il mito si fa roccia.
Affacciandosi dalla terrazza della Torre, la vista abbraccia le Isole Egadi. Nella visione dello scrittore, queste non erano semplici terre emerse, ma i veri punti di riferimento che guidarono il ritorno dell’eroe: in questa distesa d’azzurro, Marettimo si trasforma nell’Itaca sognata, rendendo la leggenda tangibile.
All’interno della struttura, il Museo Civico custodisce copie di reperti che affondano le radici in un’epoca ancestrale. Dai resti dell’Uomo di Neanderthal ai modelli di imbarcazioni antiche, ogni oggetto sembra sussurrare che Trapani non è solo un punto sulla carta geografica, ma la reale Scheria, culla di un popolo di navigatori e poeti. Nella silenziosa sala delle conferenze, inoltre, si svela la mostra in onore di Samuel Butler e dei luoghi di Sicilia visti e raccontati attraverso i suoi occhi.
Al tramonto, quando la luce si abbassa e la Torre si staglia come un’ombra scura contro il cielo acceso, la teoria butleriana smette di essere un’ipotesi accademica per trasformarsi in emozione pura. In questo luogo magnetico, il paesaggio trapanese si rivela come un testo vivo: un canto epico che non ha mai smesso di abitare queste coste e che aspetta solo di essere letto con occhi nuovi.











