Tour ‘Palermo Postbellica. Percorso nella Palermo bombardata e ricostruita
9 maggio 2025
Venerdì 9 maggio alle 17: Tour ‘Palermo Postbellica. Percorso nella Palermo bombardata e ricostruita
Percorso nella Palermo bombardata e ricostruita alla scoperta di una parte della città in cui alcune tracce di questo periodo terribile ancora sono visibili
Una storia complessa e ricca di riflessioni, in alcuni luoghi simbolo non solo della bellezza della città, ma anche della trasformazione che Palermo mostra tra le sue vie, tra le persone che la animano quotidianamente e gli spazi, luoghi di cultura e rigenerazione.
.Percorso: Piazza Pretoria, visita alla Chiesa di Casa Professa, Piazza Mediterraneo, visita alla Chiesa di Santa Chiara, visita al Rifugio antiaereo di Palazzo Castelnuovo
.Ticket: adulti € 18, ridotto bimbi 5/10 anni € 10 (include servizio guida locale, auricolari, ticket ingresso a 3 monumenti)
.Durata: 3 ore circa
.per partecipare è necessario acquistare i ticket online
.Info 320.7672134 – 392.8888953 eventi@terradamare.org
Durante la Seconda Guerra Mondiale, dal 1940, intensificandosi nel 1943, Palermo subì pesanti e ripetuti bombardamenti, che provocarono gravi danni al tessuto urbano, non risparmiando nessuna parte della città, e rasero al suolo edifici storici, zone residenziali e infrastrutture vitali.
Alcune tracce di questi drammatici eventi sono ancora visibili in diversi luoghi e monumenti della città
La prima significativa tappa di questo racconto, e della vita quotidiana della città, è Piazza Pretoria, al di sotto della quale si cela, infatti, un rifugio antiaereo sotterraneo risalente alla Seconda Guerra Mondiale.
Questi rifugi, noti anche come “ricoveri”, erano essenziali per la popolazione durante i bombardamenti aerei, offrendo un minimo di protezione. Oggi, di questo rifugio, è rimasto accessibile un solo ingresso, un varco ricavato nel muro all’interno di Palazzo delle Aquile. Gli altri due accessi originali, situati in prossimità delle statue dei leoni della piazza, sono stati chiusi nel tempo.
Altri rifugi in questa zona, si trovano sotto la Biblioteca Regionale e Palazzo Cottone di Castelnuovo.
Le chiese bombardate
Tra i monumenti colpiti, vi fu anche uno dei gioielli più significativi del barocco siciliano: la Chiesa del Gesù, meglio nota come Casa Professa, di cui, dopo il bombardamento del 9 maggio del 1943, andarono perse diverse parti.
Ma tutta la zona dell’Albergheria fu tra le aree più colpite dai bombardamenti, si può notare in alcuni punti del quartiere, come, per esempio, osservando anche l’ex Oratorio di Santa Maria Maggiore, del quale si sono salvate solo le mura laterali, con alcune tracce di stucchi e decorazioni. Il tetto del presbiterio e il pulpito in stile barocco sono andati completamente distrutti.
Nella poco distante Piazza Mediterraneo, un tempo c’era la chiesa di San Pietro in Vincoli, che per secoli condivise un legame indissolubile con l’adiacente convento-ospedale dell’Ordine dei Fatebenefratelli, anch’essa rasa al suolo dai bombardamenti.
Oggi, l’area dove sorgeva l’edificio è diventata una piazza pubblica, la cui storia è legata alle azioni di rigenerazione urbana nel quartiere, in cui diventa anche teatro di battaglie civili, spettacoli e giochi.
Particolarmente tragica fu anche la sorte della Chiesa e del Convento di Santa Chiara, dove persero la vita due monache e dodici bambine. Originariamente, fu un monastero di clausura per le Clarisse francescane, riformulatio nel 1678, su progetto dell’architetto Paolo Amato. Tra le opere più interessanti, sul presbiterio, vi si trovano due tele di Guglielmo Borremans: la Monacazione di Santa Chiara e San Francesco che si spoglia dei beni paterni.
Tra i gravi danni al complesso che causarono i bombardamenti del 1943: il crollo dell’ala meridionale del monastero, parte della facciata e il portale con colonne tortili di Paolo Amato.
I Rifugi antiaerei
Tra le tracce ancora visibili a Palermo, vi sono le frecce blu, che indicavano i percorsi da seguire per raggiungere rapidamente il rifugio più vicino. Tra questi, si indica il rifugio sotto Palazzo Cottone di Castelnuovo, un tipico rifugio pubblico, che si trova nel sottosuolo del giardino cinquecentesco piantato dai Beccadelli di Bologna, Marchesi di Marineo e Baroni di Capaci.
Nascosto per anni e ritrovato casualmente nel 2003, durante lavori di manutenzione del giardino e sistemazione del seminterrato del Palazzo, per opera attuali proprietari.
Il rifugio custodisce al suo interno suggestive testimonianze dell’epoca, rimaste intatte, come bottiglie lasciate lì da chi vi si recò in cerca di salvezza dalla pioggia di bombe, una tenda dell’esercito americano, una sirena con altoparlante, una maschera antigas e persino i lavandini dei due bagni, oltre alle panchine in cemento (tipiche dei rifugi costruiti a quell’epoca), i vecchi impianti di luce, i bocchettoni dell’aria arrugginiti, le scritte parietali
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Il bombardamento del 7 gennaio 1943
Il 7 gennaio 1943 dalle ore 16.20 alle 17.10 caddero diciotto tonnellate di bombe statunitensi su Palermo che colpirono il porto e il centro cittadino, in particolare il quartiere Albergheria. Persero la vita 139 persone, vennero distrutte diverse abitazioni civili, il Conservatorio della Trinità, Palazzo Brunaccini di San Teodoro, raso al suolo l’oratorio di San Giovanni Crisostomo (attuale Istituto Benedetto Croce) e distrutta la chiesa di San Pietro in Vincoli o di San Giovanni di Dio (detta San Giovannuzzo) in via Castro (oggi Piazza Mediterraneo).
Fu una vera e propria strage di civili che colse la città di sorpresa: si trattava del primo bombardamento statunitense sferrato durante le luci del giorno senza che venisse lanciato l’allarme aereo. A ottanta anni da quel giorno, a Ballarò si svolgerà un momento di memoria collettiva e di preghiera interreligiosa, in ricordo delle vittime del Secondo conflitto mondiale e di tutte le guerre
Il bombardamento del 9 maggio 1943
Fù il primo bombardamento a saturazione – o a tappeto – della storia e in Italia. Non venivano più centrati obiettivi militari strategici o i luoghi del potere, comando e propaganda (caserme, palazzi governativi, tribunali, porti, case del Fascio, apparati industriali etc.) ma indistintamente tutta la città
Per la missione del 9 maggio, furono colpiti: il Porto, il Castello a Mare e l’Aeroporto di Boccadifalco, i Cantieri Navali, le linee ferrate e le strade su cui passavano i rifornimenti militari e civili, i luoghi di arrivo e stoccaggio delle derrate alimentari (come la Stazione Centrale) e poi case, chiese, edifici pubblici (Palazzo Abatellis, Archivio di Stato alla Gancia, la Passeggiata delle Cattive o il Palchetto della Musica al Foro Italico – Umberto I), poi edifici pubblici e privati, chiese, centrali del gas (Palazzo Tomasi di Lampedusa era sede degli uffici dell’azienda del gas), della luce e dell’acqua.
Nessuna parte della città fu risparmiata: Casa Professa, San Giuseppe dei Teatini, Convento di Santa Caterina, Chiesa di San Francesco d’Assisi, l’Orfanotrofio di via Pignatelli Aragona (dove morirono numerosi bambini), Palazzo Bonagia, viale della Libertà, il Conservatorio per gli orfani di Santo Spirito (oggi rimane solo il Loggiato San Bartolomeo), il Pilone di Porta Felice vicino al Conservatorio, la Biblioteca Nazionale, il Teatro Finocchiaro su via Roma etc



