Il quartiere Matteotti: una città giardino a Palermo

Una utopia urbanistica della Palermo ai tempi del Fascismo

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Il quartiere Matteotti si trova a Palermo, alla fine della via Libertà, prima del viale Lazio ed è stato concepito come un quartiere-giardino satellite in una città a quel tempo ancora in via di espansione. Dall’idea iniziale di elegante città-giardino molto è cambiato: è aumentato il valore degli immobili ma purtroppo anche il degrado e l’incuria che ne hanno modificato l’aspetto, hanno cancellato “l’utopia” dei progettisti. Ma andiamo ripercorrerne la storia.

Storia e realizzazione del Quartiere Matteotti

Era il 1927 quando il regio commissario dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Palermo, Stefano Boscogrande di Carcaci, ebbe l’idea di edificare a Palermo un “quartiere-giardino del Littorio” simile alle  garden-city  inglesi, con case immerse nel verde, dove avrebbero regnato bellezza, pulizia e gentilezza. Avrebbe così dato seguito al progetto di G.B. Filippo Basile che aveva immaginato un quartiere “artisticamente” moderno nei dintorni del Giardino Inglese.

L’idea fu accolta dal regime fascista in piena propaganda e ricerca di consensi e così l’incarico venne affidato agli ingegneri Luigi Epifanio e Giovan Battista Santangelo, che si occuparono della configurazione del progetto generale del quartiere e delle singole unità abitative.
I lavori iniziarono in tempi brevi ed il quartiere venne inaugurato il 28 ottobre del 1931 con il nome di “Quartiere Littorio”.
Nel 1943, caduto il fascismo, vennero rimossi i segni distintivi sul frontespizio del monumentale ingresso e venne ribattezzato “Quartiere Matteotti”, in onore del giornalista e politico socialista assassinato dai fascisti nel 1924.

Planimetria Generale del Quartiere Giardino – Iacp di Palermo (G. Pirrone)

Il Quartiere Matteotti fu costruito in un’area di circa 54.000 mq di terreno acquistati dagli eredi della famiglia Monroy, con la prospettiva di un ampliamento nei terreni circostanti, allora privi di fabbricati.
Il piano di lottizzazione imbastito dai due tecnici prevedeva un reticolo di strade e marciapiedi immersi nel verde, con percorsi a volte curvilinei, che delimitavano gli spazi per 32 palazzine di 2 o 3 piani, bifamiliari e plurifamiliari, con corte interna e giardino. Le palazzine vennero progettate in 11 tipologie differenti, improntate ora allo stile liberty, ora ad un neobarocco familiare, col criterio di fabbricati sempre più semplici man mano si ci allontanava da via Libertà.
Fu inclusa una scuola elementare, la “Nicolò Garzilli” e la chiesa di “Maria santissima Regina Pacis“. Gli assegnatari degli alloggi completarono l’opera allestendo rigogliosi giardini con alberi, piante e fiori di ogni specie.
A completare il complesso, dalla parte di via Libertà, venne realizzato un monumentale ingresso porticato a forma semicircolare, in stile neoclassico che forma l’odierna Piazza Esedra Matteotti.

Il quartiere-giardino secondo Ebenezer Howard

Per la realizzazione del quartiere Matteotti, Santangelo ed Epifanio, si ispirano all’idea di quartiere-giardino di Ebenezer Howard, noto urbanista inglese, e al suo libro: Garden Cities of tomorrow (1902). 

La Città-Giardino era pensata da Howard come una piccola città autosufficiente che non doveva superare i 32.000 abitanti, e suddivisa in parti “cittadine” con edifici pubblici, come municipio, chiesa, teatro, uffici…, e una parte prettamente “rurale” dove si potevano realizzare delle produzioni agricole. L’idea era di concentrare nello stesso spazio i benefici del vivere in città con quelli del vivere in campagna.

Le idee di Howard, nel dettaglio molto più complesse, non vennero mai applicate pienamente per la costruzione di nuove città, anche perché supponevano un sistema di gestione che includeva ideologie politiche non dappertutto condivise. Tuttavia, furono concretizzate nella costruzione di aree e sobborghi edificati in prossimità di città già esistenti, con strade curve, vie residenziali e spazi verdi, esattamente come le troviamo nel nostro quartiere Matteotti.

Quartiere Matteotti
Ingresso Quartiere Matteotti in via Libertà a destra Piazza Esedra e al centro il Pozzo Sicano – by google earth

Il quartiere Matteotti ieri e oggi

Oggi il quartiere Matteotti è situato in una delle zone più prestigiose della città, prospiciente alla via Libertà proprio di fronte l’Istituto Salesiano Don Bosco Villa Ranchibile. Tuttavia, il progetto fu concepito come “case popolari” per statali e ferrovieri, categoria rispettata dal regime di Mussolini perché rappresentante di un’Italia che guardava al futuro e ne esprimeva l’efficienza.
Dunque edilizia economica, ma non troppo; popolare, ma non ultrapopolare, con abitazioni pulite e decorose in ampi viali circondati dal verde come ancora oggi possiamo vedere. Benché non possiamo negare che a distanza di circa un secolo molte opere di ristrutturazione andrebbero compiute e ancora di più andrebbe rispristinato lo spirito di pulizia, decenza e gentilezza che era stato immaginato.

Una curiosità: il pozzo Sicano

Durante i lavori di sbancamento e taglio degli alberi nell’adiacente piazza Edison, fu ritrovato un misterioso pozzo quadrato scavato nella roccia, con una scalinata che scende per diversi metri. Struttura di non facile datazione, che ha scervellato più di uno studioso per decifrarne l’origine e l’uso. Per approfondimenti puoi leggere: Il pozzo dimenticato di via Libertà.  

Saverio Schirò

Fonti:

  • G. Pirrone ED, Palermo, una capitale. Dal Settecento al Liberty, Electa Milano 1998
  • G. Bongiovanni, Luigi Epifanio – Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 43 (1993) in Treccani.it
  • C. Riva Vercellotti, F. Nigretti, L’idea di Città Giardino di Ebezener Howard, Corso di Laurea in Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico ambientale, Politecnico di Torino, Anno accademico 2015-16 in academia.edu

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Staff member. Appassionato di Arte e Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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