Molto si è parlato in questi giorni delle nuove norme che regolamentano il fumo delle sigarette. E spesso le informazioni sono apparse discordanti, equivoche e non sempre precise. Qui di seguito facciamo alcuni chiarimenti specialmente quelli riguardanti i comportamenti che i fumatori dovranno adottare per non incorrere in sanzioni.
Per prima cosa dobbiamo ricordare che il decreto legislativo del 12 gennaio 2016, n. 6, entrato in vigore dal 2 febbraio, non è una legge nuova del tutto, ma recepisce direttive europee del 2014 e si inserisce come completamento e adeguamento di leggi e direttive precedenti.
smoking-1111975_640Lo scopo dichiarato del decreto è quello di garantire un elevato livello di protezione della salute umana, vigilando sulla qualità, gli ingredienti e le emissioni dei prodotti del tabacco; e mira ad ostacolare un eccesso di offerta e la diffusione del fumo tra i minori. Ovviamente non mancano le indicazioni sulla tutela finanziaria dello Stato e le accise imposte per questi prodotti.
Ecco in breve le direttive più importanti che i cittadini, specialmente i fumatori devono conoscere:
1. E’ vietato fumare nei locali chiusi
Fanno eccezione i locali privati non aperti al pubblico o agli utenti ed i locali pubblici riservati ai fumatori (che devono comunque avere alcune caratteristiche precise).
2. E’ vietato fumare nelle aree all’aperto di pertinenza di:
a) Istituzioni del sistema educativo di istruzione e di formazione;
b) Strutture universitarie ospedaliere;
c) Presidi ospedalieri e IRCCS pediatrici (Gli IRCCS sono Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico come l’ISMETT di Palermo);
d) Reparti di ginecologia e ostetricia, neonatologia e pediatria.
3. Vietato fumare in automobile, ferma o in movimento, in presenza di minori di anni diciotto e di donne in stato di gravidanza (il divieto vale anche per i passeggeri).
I trasgressori alle disposizioni sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 250, raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino a dodici anni.
Naturalmente, dappertutto, sarà vietato buttare a terra i mozziconi, gesto sanzionabile da 60 a 300 euro, anche se d’altra parte le amministrazioni comunali sono tenute a posizionare lungo le strade un numero adeguato di posacenere.
Dunque niente a che vedere col terrorismo mediatico che rendeva praticamente impossibile la vita dei fumatori.
Per dissuadere i minori (e non solo) al fumo, che è davvero un flagello per la salute, il decreto punta sul possibile impatto shoccante di scritte ed immagini da inserire obbligatoriamente sui pacchetti delle sigarette e sulle confezioni di tabacco, insieme al numero verde 800.554088 per chi avesse bisogno aiuto per smettere di fumare.
Vada per le scritte dissuasive, ma la scelta delle immagini mi sembra discutibile e francamente irrispettoso per chi di quelle malattie soffre per davvero, che ne sia stato colpevole o meno. Comunque…
Per rendere difficile l’acquisto ai minorenni saranno bandite le confezioni di sigarette da 10 ed il tabacco da 30 grammi.
Divieto assoluto di vendita di prodotti da fumo (comprese sigarette elettroniche) ai minorenni con pesantissime sanzioni per i tabaccai, che possono raggiungere la revoca della licenza per i recidivi.
Il decreto diventerà operativo in tutti i suoi punti, dal 20 maggio 2016.

Questi i punti essenziali di questa legge che si spera possa aiutare la popolazione,fumo di sigaretta specialmente quella dei giovani, ad evitare di prendere questo vizio. D’altro canto bisogna tuttavia riconoscere il diritto alla libertà di chi il vizio lo ha già e spende dei quattrini, a cui per inciso lo Stato attinge sotto forma di tassazione. Nei luoghi in cui si è “costretti” a soggiornare (non si capisce bene a quali si riferisca) lo stesso decreto, prevede l’allestimento di aree ventilate in cui sarebbe possibile fumare.
Fra l’altro, non sembra che il clima proibizionistico o le scritte dissuasive che già sono presenti sulle confezioni delle sigarette abbiano sortito chissà quali effetti. Non sarebbe meglio puntare su un atteggiamento più educativo che faccia leva su parametri più persuasivi che dissausivi?
E infine, visto che leggi di questo tipo esistono già da parecchio tempo, e i risultati non sembrano evidenti, ci si chiede chi e come, realisticamente possa farle applicare efficacemente.
Finirà come al solito? Qualcuno paga e i più continueranno ad infischiarsene?

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