I diritti negati e il mito dell’accoglienza

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Sono a favore dell’iniziatica del sindaco Orlando, il quale non riconosce alcuni punti del “Decreto sicurezza” che mina i principi di democrazia e di solidarietà. Chi si trova in balia del mare o chi si trova già sul nostro territorio deve essere messo nelle condizioni di essere accolto o di beneficiare degli stessi diritti di qualsiasi essere umano (residente o non). Alla stessa stregua a proposito di Palermo,  città dell’accoglienza, rimango dell’idea che non bisogna creare false  illusioni o incentivare l’idea che qui c’è posto per tutti, soprattutto in un territorio come la Sicilia, priva di strutture, di servizi e di futuro.
Non dimentichiamo che l’Africa è composta da un miliardo e duecento milioni di persone e che metà di loro, (privi di risorse o al centro di conflitti tribali) sono stimolati e condizionati da immagini e foto di ostentata ricchezza (che in realtà è privilegio di pochi)  o di giovani che fra una birra e un cocktail  in mano,  un sorriso forzato e tanta ostentata felicità, in realtà non stanno facendo altro che sfuggire, per qualche ora, alle frustrazioni causate da una società che tarpa le ali alla speranza e non garantisce loro nessun futuro.
Disilludere questi esseri umani, senza la grettezza e i toni del Ministro degli Interni, mi sembra doveroso.
Già intravedo un futuro in cui noi occidentali rinunciamo VOLONTARIAMENTE (come no!!) ad un terzo della nostra ricchezza, come d’incanto eviteremo di non farci ammaliare dalle lusinghe della fabbrica dei bisogni (niente assalti ai negozi, macchine nuove, condizionatori e smartphone di nuova generazione). Il tutto per permettere ad altri 200 milioni di esseri umani  di vivere accontentandosi (il massimo della loro aspirazione) della metà dello stipendio medio degli italiani, mentre molti lavori verranno effettuati da robot o mezzi tecnologicamente avanzati, con taxi senza autista che ci porteranno in giro per la città.
Ma sarà il Reddito di Cittadinanza (sic) a coprire la perdita esponenziale di posti di lavoro che non avranno più bisogno del supporto di manodopera. Magari assisteremo ad un esodo inverso di molti cittadini europei che, stanchi di vivere in una società tecnologicamente avanzata, privata di quelle radici umanistiche e cristiane e  proiettata verso la conquista di altri mondi, partiranno verso l’Africa  alla ricerca di quella umanità perduta, per appropriarsi di quei territori spopolati a causa del grande esodo iniziato anni prima per un miraggio chiamato Europa, che svestendo i panni dell’Eldorado si è trasformata in una terra arida, fredda e senza memoria.

Giuseppe Compagno

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Direttore della testata giornalistica di Ficarazzi - Villabate "Statale 113.it".

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