La Befana e l’Epifania: origini e differenze della festa

Differenza tra le credenze e la tradizione religiosa

Autore:

Categoria:

Aiutaci a far crescere la pagina con un semplice clic sul pulsante...Grazie

22,071FansLike
1,050FollowersSegui
633FollowersSegui

La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte… Recitava una vecchia filastrocca.
Il giorno della Befana coincide con quello dell’Epifania, ma che differenze ci sono tra i due appellativi della giornata del 6 gennaio?

La Befana

La Befana, dolce vecchina (da non confondere con le streghe dai cappelli a punta con cui spesso viene rappresentata anche negli spot pubblicitari), la notte a cavallo tra il 5 e il 6 gennaio, porta in sella alla sua scopa, doni e caramelle ai bambini buoni e carbone a quelli monelli, arriva nelle case scendendo attraverso il camino e dunque sporcandosi di fuliggine.

È ovviamente la festa pagana legata alla coltivazione e all’agricoltura, dodici notti dopo il solstizio d’inverno, durante i quali si credeva che la natura si risvegliasse grazie ad una donna (Diana o Strenia) che sorvolava i campi: ecco perché la befana a cavallo della sua scopa vola e porta regali.

Il nome di Befana sarebbe comparso in Italia grazie a Francesco Berni nel 1535 da una storpiatura del termine epifania. Nulla a che vedere con la celebrazione religiosa cattolica della stessa. La religione cattolica, infatti inizialmente, aveva condannato questa festività legata ai riti pagani, ma dovette fare i conti con la volontà della gente che invece voleva la Befana come simbolo magico che portava i doni ai bambini, per tale motivo venne creata una storiella mista in cui i re magi nel percorso verso il luogo di nascita di Gesù incontrarono una vecchietta che indicò loro la strada. I Magi la invitarono ad andare con loro, ma lei inizialmente rifiutò, successivamente si pentì e decise allora di raggiungerli portando con sé tanti doni che distribuì ai bambini lungo il cammino per arrivare presso Gesù.

L’Epifania

Il termine Epifania deriva dal greco antico έπιφαίνω (epifaino= manifestarsi) ovvero la manifestazione di Dio nella sua forma terrena in Gesù e l’adorazione dei Magi che portano i doni. I Magi, secondo il vangelo di Matteo, erano venuti dall’Oriente per adorare Gesù, figlio di Dio. Durante il loro cammino, giunti al cospetto di Erode, chiesero di Gesù, pensando che il re sapesse della nascita. Erode, ignaro, finse di interessarsi alla vicenda e chiese ai Magi di ripassare presso di lui al ritorno per potergli indicare la strada per giungere al luogo della nascita e prostrarsi in adorazione. In realtà Erode era preoccupato per il suo Regno, in quanto la venuta al mondo di colui che veniva considerato il Re dei Re, rappresentava una minaccia.

I Magi seguirono la stella e portarono in dono Oro, Incenso e Mirra. Successivamente, capite le intenzioni di Erode fecero ritorno alle loro terre, senza avvertirlo. Erode, re della Giudea, ordinò a questo punto di uccidere tutti i nati entro 2 anni affinché non potesse essere mai spodestato. Giuseppe, padre di Gesù, avvertito in sogno, fuggi in Egitto, mentre a Betlemme avveniva la “strage degli innocenti”.

Soffermiamoci un attimo sui doni: Oro, da sempre considerato un elemento regale, di grande prestigio.
L’incenso, che per combustione della resina di colore giallo, libera una fumata dall’intenso odore e per questo motivo utilizzato durante i riti, avrebbe anche delle funzioni antinfiammatorie conosciute già all’epoca, per cui regalare incenso significava dare l’opportunità di prendersi cura del proprio corpo e tra l’altro, essendo utilizzata durante i riti religiosi come elemento per le divinità, voleva palesare il rispetto verso colui che era un essere supremo.
Anche la Mirra, che era un unguento usato durante le mummificazioni, rappresenterebbe la vittoria della vita sulla morte. Veniva utilizzata come protettivo della pelle ferita e avrebbe avuto un’importanza come sostanza antinfiammatoria proveniente dai territori della Somalia, per questo motivo è resa in dono dal magio dalla pelle scura. Regali dunque che con il loro significato vanno al di là della semplicità di un dono, diventano quindi simboli di grandezza reale.

Erina Marino

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Erina Marino
Erina Marino
Donna, mamma e moglie. Viaggiatrice e sognatrice con tante passioni: cultura e tradizioni; arte e scienza.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ti potrebbe interessare anche...

Il ponte del diavolo e il castello di Calatrasi

Il castello di Calatrasi sorge sulla cima orientale del monte Maranfusa, vicino al paese di Roccamena.Era posto sopra un'altura che domina la vallata dove...

Pasqua a Palermo tra fede, tradizione e cultura

Ecco alcune cose da non perdere a Palermo per la Settimana di Pasqua Con la Domenica delle Palme ha inizio "La Settimana Santa" o di Pasqua, che commemora...

Il Castello di Calatubo

Roccaforte molto suggestiva, il Castello di Calatubo si fonda su un rilievo roccioso (m 152 ca.) da cui si dominano il golfo di Castellammare...

L’Albergo delle Povere

L'Albergo delle Povere è un edificio sito nell'odierno Corso Calatafimi, la strada che portava da Palermo a Monreale. A partire dal 1633, sotto il regno...

Timoleonte, il supereroe greco che combatté per la Sicilia

Al GAM di Palermo è esposto un grande e splendido dipinto intitolato "I funerali di Timoleonte", opera del pittore siciliano Giuseppe Sciuti. Il quadro...

Crostata di cachi

 Sembra riflettere i colori dell'autunno questo delicato e gustosissimo frutto, dal sapore inconfondibile originario dell' Estremo Oriente. E' nato infatti nelle immense pianure cinesi...