Il Teatro Politeama

Il teatro Politeama Garibaldi di Palermo, progettato dall’architetto Giuseppe Damiani Almejda è un armonioso e imponente edificio di stile pompeiano che si trova in piazza  Ruggero Settimo, una delle piazze più belle e vivaci della città.
Nella seconda metà del XIX secolo l’avvento della nuova borghesia alla ribalta della vita politica e sociale portò con sé nuove esigenze, a soddisfare le quali, si cominciarono a costruire decorosi quartieri oltre le mura, e si progettarono nel cuore della città grandi teatri cittadini: anche per sopperire alle deficienze dimensionali e strutturali dei quattro teatri stabili allora esistenti a Palermo: il teatro Carolino (già S. Lucia poi Bellini), il Santa Cecilia, il San Ferdinando e il Sant’ Anna.
Teatro PoliteamaIl teatro Politeama è stato il primo in ordine di tempo a sorgere nella città nuova,  infatti la sua costruzione inizia, nel 1867, quasi in concomitanza con la fabbrica del teatro Massimo e si conclude nel 1891 per volontà dell’amministrazione comunale della città. Sembra che il Damiani Almejda, giovane e geniale architetto di origini campane, avesse redatto già verso la metà del 1863, un progetto di massima per la realizzazione di un teatro politeama (cioè destinato a  molteplici generi di spettacoli) a Palermo, all’interno di una sorta di concorso riservato ad alcuni tecnici incaricati dal sindaco Mariano Stabile. Il disegno del Damiani fu giudicato “incomparabilmente il migliore” e, in seguito a ciò, il nuovo sindaco Antonio Starabba marchese di Rudinì in accordo con il barone Angelo Porcari della Regia Accademia delle Belle Arti, incaricò il giovane architetto di definire la progettazione per la realizzazione del nuovo teatro palermitano. In definitiva, con la costruzione di un teatro politeama, l’amministrazione della città intendeva allineare Palermo al resto dell’Europa proponendo una tipologia architettonica per un genere di spettacolo nuovo, che mancava alla città.
Il teatro Politeama domina con la sua elegante struttura circolare piazza Ruggero Settimo, un doppio portico scandito da una serie di colonne di stile ionico e dorico caratterizza l’esterno del monumentale edificio che culmina nell’incantevole ingresso a forma di “Arco di Trionfo” circondato da due maestosi candelabri e sormontato da una superba quadriga di bronzo. La magnifica quadriga, nota anche come “Trionfo di Apollo e Euterpe” è opera raffinatissima dello scultore Mario Rutelli; ai lati è affiancata da due statue equestri che raffigurano una coppia di cavalieri su due destrieri impennati, modellati da Benedetto Civiletti maestro del Rutelli. A lungo la quadriga rimase un monumento di cemento posato a terra nella piazza lontana dal tetto del teatro dove verrà collocata soltanto nell’aprile del 1930 quando lasciato lo stato provvisorio del cemento diventa bronzea.
Quando il teatro venne inaugurato, il 7 giugno del 1874, con l’opera “i Capuleti e i Montecchi” di Vincenzo Bellini si presentava ancora incompleto nelle decorazioni interne ed esterne, era privo dei pavimenti, delle porte, del tavolato scenico, dei camerini, delle quinte e soprattutto della copertura (questo fatto è stato erroneamente interpretato come una precisa volontà progettuale dell’architetto che in realtà l’aveva prevista già nel suo progetto originario). Insomma era un vero e proprio cantiere, ostacolato tra l’altro, da problemi di natura economica, tuttavia l’allora sindaco Emanuele Notarbartolo di S. Giovanni volle a tutti i costi che fosse inaugurato.
La copertura metallica dell’edificio, progettata dal Damiani e realizzata dalla fonderia Oretea nel 1877 rappresentò un’ardita prova di perizia tecnica e volontà  progressista da parte del nostro architetto, poco compresa dai suoi contemporanei. Tuttavia l’innovativa forma della struttura, in ferro e vetro, suscitò ammirazione e apprezzamenti da parte di molti architetti europei del tempo. Il teatro, che fu dedicato a Garibaldi dopo la sua morte avvenuta ne 1882, acquistò l’aspetto attuale nel 1891, in occasione della grande Esposizione Nazionale che si tenne quell’anno a Palermo, di cui il Politeama era uno dei poli d’attrazione più interessanti. Soltanto allora, come prevedeva il progetto del Damiani, si realizzarono le magnifiche decorazioni pittoriche policrome (che richiamano alle antiche tradizioni locali dei templi sicelioti), sia all’interno che all’esterno del teatro, ad opera di importanti artisti come Gustavo Mancinelli, Francesco Padovani, Giuseppe Enea, Giuseppe Cavallaro, Vincenzo Riolo, Rocco Lentini ed altri, tutti artisti che operarono a Palermo nell’ambito della cultura neoclassica. Sempre in occasione dell’Esposizione Nazionale si ebbe “l’apertura ufficiale del teatro“ con l’Otello di Giuseppe Verdi, protagonista il celebre tenore Francesco Tamagno, che vide la presenza di re Umberto e la regina Margherita: le stagioni 1891-93 ebbero un direttore d’eccezione, il grande maestro Arturo Toscanini.
Oggi il teatro può accogliere circa mille spettatori (originariamente era stata progettata per ospitarne cinquemila), all’interno vi è un’ampia sala  a forma di ferro di cavallo con un doppio ordine di palchi e un doppio loggione/anfiteatro, che, preceduto da un foyer ospita una raffinata scultura intitolata “la Danzatrice velata” di Amleto Cataldi. Gli interni del teatro così raffinati ed eleganti, lasciano  i visitatori senza fiato; è impossibile non farsi rapire dalle stupende decorazione dei locali, dai magnifici  affreschi e dagli incantevoli apparati scultorei ( molti dei quali eseguiti su disegno di Damiani Almejda).
Il giardino esterno al teatro ospita alcune sculture di prestigiosi artisti come Valerio Villareale, Benedetto De Lisi e Antonio Ugo. Davanti al teatro nella piazza antistante si trova il monumento marmoreo dedicato a Ruggero Settimo opera di Benedetto De Lisi. Il teatro Politeama Garibaldi oggi è la sede della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana una prestigiosa istituzione culturale musicale nata nel 1951 che è anche una delle maggiori orchestre sinfoniche nazionali. Questo splendido monumento, oggi purtroppo in decadenza (soprattutto l’interno necessita di considerevoli opere di restauro), talmente legato al sentimento popolare dei palermitani ha finito per far identificare col suo nome la piazza in cui sorge; infatti se chiedete ad un palermitano indicazioni per piazza Ruggero Settimo, sebbene sia un luogo frequentatissimo dai cittadini, pochi sapranno rispondere, ma se chiedete dove si trova piazza Politeama, tutti senza esitazione sapranno indirizzarvi.

                                                                                                                                                                  Nicola Stanzione

  

2 COMMENTI

  1. Da una vita che vivo al centro di Palermo ma non c’è più vita sembra diventato un paesino di poche persone la popolazione di anno ad anno aumenta non puo sparire nel nulla cosa sta succedendo .puntuali che manca solo al centro di Palermo il motivo non si riesce a capire.

  2. Il teatro politeama e stato trascurato in tutti i sensi infatti non si è visto tanto turismo nella zona politeama il centro di Palermo complimenti

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