Storie e curiosità della Chiesa di San Giovanni degli Eremiti

Dal 3 luglio 2015 fa parte del Patrimonio dell’umanità (Unesco) nell'Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale

Autore:

Categoria:

Situato nelle vicinanze del Palazzo Reale, nel cuore della Palermo storica, si trova un inconfondibile simbolo di Palermo. Stiamo parlando della Chiesa di San Giovanni degli eremiti, piccola oasi silenziosa le cui cupole arabeggianti svettano nel cielo palermitano.

Sorto nel  VI secolo come sede di un monastero gregoriano dedicato a Sant’Ermete, diviene edificio islamico nel X secolo, per poi essere riedificato nel XII secolo dal Re normanno Ruggero II, il quale decide si fondarvi un monastero destinato ai Benedettini. La posizione centrale del luogo, situato a due passi dal fiume Kemonia e nei pressi del Palazzo reale, attira l’attenzione del re, che ne accresce il prestigio affidando vari incarichi all’abate della chiesa, come ad esempio quello di cappellano reale.
Del complesso conventuale che comprendeva la sala del Capitolo, un dormitorio, un refettorio, il cimitero, la chiesa di S. Giovanni e il chiostro, si possono ancora ammirare la chiesa, il chiostro e pochi resti del monastero.

L’origine del nome

San Giovanni degli Eremiti

Sull’origine del nome del complesso due sono le scuole di pensiero:

  • secondo una prima teoria  San Giovanni degli Eremiti, trae il suo nome dall’antico monastero di Sant’Ermete, che sorgeva, ai tempi di Gregorio Magno proprio nello stesso luogo dove poi fu edificata la chiesa normanna. Secondo questa teoria, per contaminazione verbale  i seguaci di Ermete vennero poi identificati con il termine eremiti;
  • una seconda ipotesi lo fa risalire alla definizione dei monaci del monastero, detti romiti per la vita eremitica. E da qui, per assonanza o storpiatura potrebbe essere nato il nome conosciuto oggi.

La struttura: un gioco di cubi, cilindri e sfere in un mix tra cristianesimo e cultura araba

Il complesso di San Giovanni degli eremiti, sia pur tacitamente, custodisce molteplici messaggi nelle sue geometrie che rimandano ai modelli architettonici islamici. Tutta la struttura è costituita da un perfetto mix di solidi: parallelepipedi, cilindri e sfere, rimandanti a significati di antica origine. Il quadrato, elemento generatore, rappresenta la terra,  il cerchio, che sia nella cultura islamica che in quella bizantina, rappresenta il cielo, la loro unione da origine alla “qubba”, termine arabo con cui si identifica la cupola.
Sempre connessi all’ideale di perfezione geometrica, troviamo la “sala Araba” a pianta rettangolare e la chiesa, con impianto planimetrico a T, a navata unica orientata ad est. Il chiostro a pianta rettangolare è connotato dalla successione di colonnine binate con capitelli a foglie d’acanto sormontati da archi a sesto acuto marcati da ghiere piatte. Il chiostro è la parte meglio conservata. La cupola, il perfetto emisfero, è ubicata nella campata sinistra del transetto più alta rispetto alle altre ed assolve la funzione di campanile.

Il chiostro

Testimonianza dell’antico convento, ad oggi ancora visitabile è il Chiostro, di datazione problematica, verosimilmente del XIII secolo. Esso ha forma rettangolare, con archi a sesto acuto su colonnine binate. Singolare è la sua collocazione a ovest della chiesa, che  con molta probabilità è dovuta alla presenza dei locali del monastero, cronologicamente anteriori.

Il giardino da mille e una notte

Caratteristico del luogo è anche il giardino ottocentesco che circonda il sito, databile alla fine del XIX secolo.  Gli alberi esotici rievocano un’atmosfera da mille e una notte; in prossimità della chiesa si aggiungono piante di agrumi, insieme a nespoli, allori e ulivi.

Il segreto delle cupole rosse di Palermo

Le cupole, tipicamente di  arte musulmana, oltre ad essere il simbolo di San Giovanni degli Eremiti, sono  presenti in altre chiese palermitane risalenti più o meno allo stesso periodo: San Cataldo e San Giovanni dei Lebbrosi. Sebbene il loro colore unico rimandi alla realtà palermitana, le cupole normanne in Sicilia, con molta probabilità, in origine non erano rosse.  Con tutta probabilità, in principio erano ricoperte da un intonaco impermeabilizzante, formato da calce, sabbia e frammenti di laterizio. Questo impasto, con il tempo, assunse un colore leggermente rosato che, a contatto con gli agenti atmosferici, presto divenne di colore grigio cinerino. Fu quando  iniziarono i primi lavori di restauro che comparve il caratteristico colore presente nell’immaginario collettivo:

Intorno alla fine dell’Ottocento, l’architetto Giuseppe Patricolo,  interpretando il ritrovamento di un avanzo di intonaco da lui considerato “rosso cupo”, fece rivestire di intonaco rosso vivo le cupole di San Cataldo e di San Giovanni degli Eremiti. Ciò significa che soltanto dalla fine del 1800, cioè dal 1882, fece la sua comparsa il caratteristico colore che oggi ammiriamo.

Cinzia Testa

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo con i tuoi amici!

Rimani aggiornato con la cultura...

11,033FansLike
478FollowersSegui
557FollowersSegui
Cinzia Testa
Cinzia Testa
Professoressa di lettere, turista della mia città, curiosa per natura e desiderosa di condividere bellezza e conoscenza

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ti potrebbe interessare anche...

Nuovo dpcm, tutte le misure adottate dal Governo.

25 ottobre 2020 Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm 24 ottobre contenente le nuove misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19. Il...

Al via il servizio online per il cambio di domicilio

24 Ottobre 2020 - Il servizio online di Cambio domicilio entrerà in vigore da lunedì 26 ottobre e consentirà ai cittadini di effettuare il...

Il giorno dei morti raccontato da Andrea Camilleri

Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava...

Ecco cosa prevede la nuova ordinanza di Musumeci

Ordinanza del 24 ottobre 2020 Circolazione e spostamenti Per evitare assembramenti, su tutto il territorio regionale, dalle 23 alle 5, sono limitati gli spostamenti con ogni...

Torna a Palermo “Le vie dei tesori”. Tutti i luoghi aperti alle visite

Le Vie dei Tesori è tra i più grandi Festival italiani dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale, monumentale e artistico delle città di Palermo ma anche della Sicilia.

Movida palermitana: le nuove regole

Dal 17 ottobre sarà vietata la vendita di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione dalle ore 21 alle ore 6 del giorno successivo da parte degli...