Agostino Novello, il beato “Superman” siciliano

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Curiosa e interessante è la storia del beato Agostino Novello, membro di una nobile famiglia siciliana che ad un certo punto abbandonò il suo ruolo nella corte del re di Sicilia per abbracciare la vita religiosa.

Ancor più curiosi sono gli episodi miracolosi a lui attribuiti, nei quali è spesso rappresentato mentre arriva in soccorso di una persona nei guai… volando; con buona pace dei fumetti di Superman che sarebbero stati inventati solo molti secoli dopo.

Scopriamo la storia di questo personaggio.

La storia del beato Agostino Novello

La vita da nobile

Agostino Novello, nacque intorno al 1240 da una famiglia nobile e battezzato con il nome di Matteo. Sul luogo di nascita non vi sono indizi chiari e molti ne vorrebbero condividere le origini. Secondo una popolare versione della storia sarebbe nato a Termini Imerese, mentre alcuni studiosi, tra cui il Mongitore, affermano che in realtà questa sarebbe solo un’interpretazione errata del suo vero nome Matteo de Termine, dunque appartenente alla nobile famiglia di origine catalana che avrebbe ricoperto i ruoli più importanti nella Palermo del periodo medievale.

Altre rivendicazioni sulle origini che lo vorrebbero proveniente da Catania, Taormina, Trapani e persino dal Lazio, appaiono meno avvalorate dal soprannome “Panormitano”, con cui il beato era conosciuto.

Qualunque fossero le sue origini, sappiamo che il giovane Matteo intraprese gli studi umanistici in Sicilia, per poi specializzarsi in diritto civile ed ecclesiastico a Bologna, dove sarebbe stato compagno di studi di Manfredi, figlio naturale dell’imperatore Federico II. Fu proprio il suo amico, una volta incoronato re di Sicilia, a richiamarlo alla sua corte come esperto in diritto e fidato consigliere.

Era al suo fianco quando, nella battaglia di Benevento contro i guelfi di Carlo d’Angiò, re Manfredi fu ucciso. Lo stesso Matteo riportò ferite gravissime, tanto da essere dato per morto e abbandonato nel campo di battaglia.

Dopo essere miracolosamente sopravvissuto, il nobile decise che avrebbe cambiato vita, abbandonando gli agi, la politica e la professione, per diventare un umile frate agostiniano. Proprio in questa occasione cambiò iconicamente il suo nome in Agostino Novello, ed iniziò così la sua nuova avventura religiosa.

Agostino Novello il religioso

Dopo aver preso i voti, frate Agostino decise che per cambiare davvero la sua vita e la sua identità, avrebbe dovuto lasciare la Sicilia, fu così che si trasferì in Toscana, nei pressi di Siena. Qui si presentò con grande modestia e accettò di svolgere i lavori più umili per il suo convento, tanto che i tutti confrati lo credettero un uomo analfabeta e di bassa estrazione sociale.

Il “Panormitano” visse così in anonimato per alcuni anni, fino a quando un evento inaspettato scosse la tranquilla quotidianità del monastero.
Un nobile del luogo rivendicava la proprietà dell’appezzamento di terreno sul quale il convento era stato costruito, così aveva deciso di intentare una causa davanti al magistrato locale. I monaci, incapaci di difendersi giuridicamente e di affrontare il processo, si stavano già rassegnando a lasciare quel luogo, quando inaspettatamente frate Agostino Novello si fece avanti, chiedendo al priore di poter scrivere una memoria difensiva per provare a vincere la causa.

Fu grande lo stupore quando i confratelli videro quel povero monaco sedersi alla scrivania e vergare la pergamena con grande perizia ed eleganza.
Per di più, leggendo l’articolato ed impeccabile documento, il giudice Giacomo de’ Pagliaresi riconobbe lo stile della scuola giuridica bolognese, presso la quale lui stesso aveva studiato, così decise di far visita al convento, dove con grande sorpresa riconobbe in frate Agostino il suo vecchio amico e compagno di studi Matteo.

Il convento vinse così la causa, ma il frate perse il suo pacifico stile di vita.

Scoperta la sua vera identità, i vertici dell’ordine lo trasferirono a Roma, per affidargli degli incarichi di maggior prestigio e così, suo malgrado, la sua carriera politica ricominciò, seppur in ambito ecclesiastico. Agostino fu nominato Penitenziere Apostolico e confessore dei papi Niccolò IV, Celestino V e Bonifacio VIII. In seguito divenne anche Priore Generale dell’Ordine degli Agostiniani, fino a quando, nel 1300, non decise di dimettersi per ritirarsi di nuovo in Toscana, in eremitaggio.

Morì nel 1309. In seguito a numerosi miracoli riconosciuti per sua intercessione, il suo corpo fu esposto nella chiesa di Sant’Agostino, a Siena, dove fu subito oggetto di venerazione popolare. Nonostante ciò la sua beatificazione ufficiale avvenne solo nel 1759.

Nel 1620 un braccio del beato Agostino Novello fu donato dal Granduca di Toscana alla comunità di Termini Imerese, che lo riconobbe come patrono della città. Nel 1977 arrivò nel comune siciliano anche il resto del corpo, che da allora è esposto in una cappella della chiesa di San Nicola.

Il beato “Superman”

Le cronache ci dicono poco sui miracoli attribuiti ad Agostino Novello, quasi tutto quello che sappiamo è rappresentato in una tavola del 1328, opera del pittore senese Simone Martini, oggi conservata alla Pinacoteca Nazionale di Siena.

Qui, oltre che in una figura centrale, caratterizzata dalla presenza di un angelo che gli parla all’orecchio, simbologia dell’ispirazione divina, i pannelli laterali raccontano quattro miracoli attribuiti alla sua intercessione. Qui, l’agostiniano è spesso raffigurato come una sorta di Superman volante, che accorre in aiuto dei bisognosi, d’altronde per quei tempi santi e beati erano un po’ come dei supereroi ai quali appellarsi in caso di bisogno.

Il primo episodio rappresenta il miracolo del bambino azzannato da un lupo, dove si vede un bimbo sanguinante riverso per terra, attaccato dalla belva, poi l’intervento del beato, che scaccia l’animale e risana le ferite.

Nel secondo episodio si vede il miracolo del bambino caduto dal balcone. Qui in una scena plastica viene rappresentata la caduta del bimbo in seguito al distacco di una tavola di legno da un parapetto. Quando tutto sembra perduto, il beato Agostino arriva in volo, salvando la creatura da una tragica fine.

Nel terzo episodio il monaco arriva, sempre volando, in soccorso di un cavaliere precipitato in un dirupo e schiacciato dal suo cavallo, morto durante la caduta.

Nella quarta tavola si racconta infine il miracolo del bambino caduto dalla culla, dove si vede un neonato ferito a causa di una caduta dalla culla, causata dal distacco di una delle funi che la teneva in posizione. La disperazione ed il pianto della madre vengono interrotti dall’arrivo del beato Agostino Novello, che con il suo intervento risana le ferite del piccolo e riporta la pace nella famiglia.

Occhio ai prossimi film sui supereroi, potrebbero contenere alcune di queste storie.

Leggi anche: San Corrado, patrono di Noto (che santo non è)

Fonti: N. Basile – Palermo Felicissima vol. 2
Wikipedia.org – Agostino Novello
G. Errante – Delle azzioni eroiche, virtù ammirabili, vita, morte e miracoli del Beato Agostino Novello terminese – Messina 1713
G. Liotta – Il beato Agostino Novello – Palermo 1977

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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