Lo scomparso (brutto) monumento a Carlo III

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Quando nel 1734, dopo 14 anni di famigerato dominio austriaco, la Sicilia tornò in mano alla Spagna, i governanti locali vollero tributare la loro sudditanza al nuovo sovrano Carlo III di Borbone, dedicandogli un pomposo monumento da collocare a Palermo sul Piano della Misericordia (odierna Piazza Sant’Anna).

Questo sfarzoso complesso, fu disegnato dall’architetto del Senato Palermitano Francesco Ferrigno in pieno stile barocco, con un pesante basamento di forma triangolare collocato su cinque gradini, sovrastato da uno zoccolo marmoreo, sul quale posavano 3 statue genuflesse rappresentanti l’Eresia, l’Islamismo e lo Scisma Greco, ovvero i 3 principali nemici della cattolicità del Regno di Spagna. Al centro del già ingombrante monumento, svettava un alto piedistallo adornato di emblemi e lapidi, in cima al quale una statua di Carlo III brandiva uno spadone, nell’atto di sottomettere i nemici sottostanti.

Il 25 luglio 1736, il monumento fu inaugurato in pompa magna, alla presenza dell’allora viceré Pietro de Castro Figueroa, accompagnato da colpi di cannone, fuochi d’artificio ed una grande folla.

Tuttavia la gioia popolare durò poco. Il grande impianto scultoreo era decisamente troppo ingombrante per una piazza che già allora svolgeva un ruolo vitale nel commercio palermitano, con i suoi magazzini, le sue attività commerciali ed il continuo transito di carri. Oltretutto l’opera, realizzata da Lorenzo Marabitti, fratello meno dotato del più famoso Ignazio, non era propriamente un capolavoro, anzi già all’epoca fu classificata come piuttosto mediocre.

Dopo qualche anno di malcontento dunque il monumento fu smantellato dall’amministrazione civica. La statua di Carlo III venne collocata vicina a quella del suo lontano parente Carlo II, su un nuovo piedistallo della Strada Colonna, l’odierno Foro Italico, nei pressi della Porta dei Greci. Le tre statue “di contorno” furono ribattezzate Rabbia, Ira e Invidia e poste all’interno della Villa Giulia, al cospetto del Genio di Palermo (del già citato Ignazio Marabitti).

Ironicamente queste tre sculture sono le uniche ad essere sopravvissute oggi, dato che durante i moti del 1820 la figura del povero sovrano fu fatta a pezzi, insieme a quelle dei suoi predecessori e successori.

Foto copertina Source: http://es.wikipedia.org/wiki/Imagen:Carlos III Real Jardín Botánico de Madrid.jpg De: Enciclopedia Libre.
Autor: Pablo Alberto Salguero Quiles.

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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