La visita di Carlo V a Palermo

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Nell’agosto 1535, Palermo era in gran fermento. L’imperatore Carlo V d’Asburgo era appena sbarcato a Trapani e si preparava ad uno storico giro della Sicilia, che aveva ufficialmente lo scopo di celebrare i trionfi nella guerra contro i turchi di Solimano (nello specifico la riconquista di Tunisi).

In realtà era anche un modo per riprendere le redini di una porzione strategicamente fondamentale del suo vasto impero, che da sempre aveva dato problemi a causa delle pretese e dell’orgoglio della sua nobiltà.

Ecco come fu accolto.

L’arrivo di Carlo V

Il 20 agosto 1535, reduce dalla vittoria nella battaglia contro i tunisini di Ariadeno, Carlo V decise di congedare gran parte della sua flotta per concedersi un soggiorno in Sicilia. Tale decisione fu presa in modo abbastanza improvviso, visto che la notizia suscitò subito un gran fermento tra i siciliani che iniziarono immediatamente i preparativi.
Tuttavia non era cosa da poco.

Per rendere l’idea, Carlo V d’Asburgo, oltre che essere re di Sicilia, era anche Imperatore del Sacro Romano Impero, Re di Spagna e delle Indie, Re d’Italia, Arciduca d’Austria, re di Germania, insomma, governava mezzo mondo ed era senza dubbio la personalità più influente della sua epoca.

L’accoglienza per un ospite di tale levatura avrebbe necessitato mesi e mesi di preparativi, per questo motivo il suo arrivo quasi all’improvviso, mise la capitale Palermo in grande difficoltà.

Sbarcato a Trapani, dopo un giro della città e una serie di incontri formali con le autorità e la nobiltà locale, l’imperatore si mosse alla volta di Alcamo, dove si fermò per un paio di giorni, prima di ripartire per raggiungere Monreale e da lì “scendere” a Palermo. Se non che, durante il tragitto, Carlo V fu intercettato da una delegazioni di nobili ed autorità palermitane. Non volevano solo rendergli omaggio, volevano anche pregarlo di fermarsi più a lungo a Monreale, perché la città non era ancora pronta ad accoglierlo. Malgrado il contrattempo, al sovrano non dovette dispiacere godere appieno della magnificenza del Duomo e del chiostro, lontano dalla canicola che attanagliava una Palermo brulicante di frenetici preparativi.

Il soggiorno a Palermo

Carlo V d'Asburgo

Parecchi giorni dopo, il 13 di settembre, l’imperatore Carlo V poté finalmente fare il suo ingresso nella capitale. Sul dorso di un cavallo bardato a festa, dono del Senato cittadino, il sovrano oltrepassò l’arco trionfale innalzato a tempo di record, presso l’attuale Porta Nuova (che verrà poi realizzata appunto in onore dell’Imperatore, a memoria della sua storica visita).

Dopo una lunga sfilata lungo il Cassaro, addobbato con drappi e fiori in abbondanza, il corteo arrivò a piazza San Francesco, dove era prevista la conclusione della festante cerimonia.

Per l’occasione furono anche organizzati dei giochi cavallereschi, durante i quali alcuni nobili scelti si misurarono in prove di forza, eleganza ed abilità con le armi. I cavalieri più famosi e valorosi parteciparono al torneo, con grande ammirazione da parte del pubblico e del sovrano.

Il vincitore fu Gian Pietro Ribera, che fu premiato con una pesante catena d’oro, ma la gara fu talmente avvincente che uno dei presenti, un tale Marcon Guazzo, la raccontò in un libro, pubblicato a Venezia qualche anno più tardi.

Al termine della sfarzosa cerimonia, Carlo V si ritirò negli alloggi che erano stati preparati per lui. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il sovrano non fu ospitato nel Palazzo Reale o in una delle dimore più blasonate della città. Questo immenso onore spettò invece a Pietro Ajutamicristo, erede di una stirpe di mercanti pisani che in Sicilia aveva fatto fortuna, tanto da diventare una delle famiglie più ricche del Regno.

Proprio in virtù della ricchezza di questa famiglia e del potere che ne derivava, il re fu dunque alloggiato a Palazzo Ajutamicristo, dove dimorò per tutto il suo soggiorno palermitano.

Dopo circa un mese ricco di udienze e visite ai monumenti cittadini, Carlo d’Asburgo alla fine ripartì alla volta di Messina.

Il lungo viaggio proseguì via terra, per scongiurare il rischio legato ai pirati, che minacciavano il mare e le coste. Il sovrano visitò così gli impianti termali di Termini Imerese, alcuni paesi delle Madonie come Polizzi, Petralia e Gangi. Passò poi da Troina, Randazzo, dalla Valle dell’Alcantara e da Taormina, per poi arrivare finalmente a Messina, dove si concluse quel suo lungo e ricco itinerario, un evento destinato a restare impresso nella storia della Sicilia.

Fonti: S. Spoto – I Gattopardi – Roma 2007 – Newton Compton Editori
VisitSicily.info – Carlo V in Sicilia
Wikipedia.org – Carlo V d’Asburgo

Immagini: Carlo nella battaglia di Mühlberg (Ritratto di Carlo V a cavallo, Tiziano, 1548)

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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