Santa Maruzza, la chiesa dei Beati Paoli

La chiesa di Santa Maria di Gesù al Capo, è da sempre legata alla storia dei Beati Paoli, che proprio da qui potevano accedere al loro tribunale segreto.

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Nel quartiere Capo di Palermo, nella piazza che porta il nome dei Beati Paoli, si trova la piccola chiesa di Santa Maria di Gesù, anche nota come Santa Maruzza, indicata da Luigi Natoli come quartier generale della misteriosa setta. Secondo il romanzo, ma anche secondo le varie voci che riguardano i famosi giustizieri mascherati, proprio dai sotterranei di questa chiesa si poteva accedere al loro tribunale segreto e ai cunicoli sotterranei che utilizzavano per spostarsi segretamente in giro per la città.

Ma cosa c’è di vero in queste leggende?

La chiesa di Santa Maruzza

Santa Maruzza
Cripta della chiesa di Santa Maria di Gesù al Capo

Le origini di questa chiesa, in realtà chiamata Santa Maria di Gesù al Capo, non sono ben note. Le prime notizie che la riguardano risalgono al 1489, in un documento in cui si concede il “beneficio della chiesa di S. Maria di Gesù Cristo, sita nel quartiere Seralcadio” ad un certo Giuliano Minolfo.

Negli anni successivi l’edificio, insieme ad alcune delle abitazioni circostanti, fu utilizzato prima dalla confraternita “dei Negri”, poi dall’Opera dei Fanciulli Orfani, ai quali è intitolato anche il vicoletto che si snoda alla destra della chiesa.

Quando nel 1577 gli Orfani si spostarono nella vicina chiesa di San Rocco (oggi S.S. Cosma e Damiano), il Senato Palermitano concesse Santa Maruzza ad una congregazione di canceddi, ovvero i pastori di asini, buoi e altri animali da soma, così chiamati per via di un singolare arnese biforcuto (chiamato appunto “canceddu”) che utilizzavano per condurre più comodamente gli animali per le strade e le campagne di Palermo.

Preso possesso dell’edificio, la nuova confraternita lo ricostruì completamente nel 1610, salvando dalla vecchia chiesa solo alcuni elementi strutturali e gli affreschi, che furono rimossi e poi ricollocati nella nuova struttura.
Tuttavia la modifica più rilevante riguardava i sotterranei della chiesa, nei quali fu ricavata una cripta che si estendeva sotto l’intera superficie dell’edificio soprastante, da utilizzare come luogo di sepoltura per i confrati.

Come puntualizza il La Duca, ricavare questo spazio sotterraneo non dovette essere una grande impresa, visto che l’intera zona è ricca di cunicoli e cavità sotterranee, una volta probabilmente parte del grande complesso cimiteriale delle Catacombe di Porta D’Ossuna.

Il tribunale dei Beati Paoli

Tribunale beati paoli
Il Tribunale dei Beati Paoli

Quando si parla di Beati Paoli, le fonti storiche lasciano irrimediabilmente spazio alle numerose leggende che li riguardano.
Secondo queste ultime proprio qui, in una vasta cavità situata alle spalle della chiesa di Santa Maruzza, si trovava il temibile tribunale dei Beati Paoli, nel quale la misteriosa setta emetteva le sue sentenze, punendo chi commetteva ingiustizie a scapito dei più deboli.

In effetti questo ampio spazio sotterraneo esiste ed è oggi visibile dal vicolo degli Orfani. Si presenta come una caverna, oggi scoperta, con dei sedili scavati lungo le pareti, come si faceva di solito nelle camere dello scirocco (scopo per il quale è stata molto probabilmente utilizzata dai proprietari del Palazzo Baldi, situato proprio al di sopra).

I svariati secoli di abbandono, ma ancor di più i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, hanno reso praticamente impossibile risalire alla precisa conformazione dei cunicoli che da questo luogo dovevano snodarsi in diverse zone della città.
Apparentemente, uno di questi doveva partire proprio dalla cripta della chiesa, attraverso una nicchia seminascosta ed in seguito occlusa, alimentando ancor di più la leggenda sul reale utilizzo di questo luogo e sul suo effettivo legame con i misteriosi Beati Paoli.


Fonti: R. La Duca – Giornale di Sicilia – 2 Gennaio 1985
Wikipedia – Chiesa di Santa Maria di Gesù al Capo

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile, redattore e fotografo di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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