Che fine ha fatto la “Sfera d’Oro” del Palazzo Abatellis?

Un capolavoro dell'oreficeria del Barocco siciliano nel Museo Regionale Abatellis di Palermo

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La Sfera d’Oro è un ostensorio, uno splendido manufatto d’arte sacra realizzato in oro, smalti, coralli e diamanti. È considerato un capolavoro dell’oreficeria siciliana del XVII secolo e si trova nella collezione permanente del Museo Regionale Abatellis di Palermo. In realtà è conservato nel Museo, ma per ragioni sconosciute non è esposto al pubblico.

Andiamo a scoprire la straordinaria storia che lo ha reso famoso.

Storia della Sfera d’Oro

Come abbiamo detto, la “Sfera d’Oro” è un ostensorio, e per chi non lo sapesse, si tratta di un arredo sacro utilizzato nella liturgia cattolica per esporre l’ostia consacrata all’adorazione dei fedeli. Realizzato in metalli nobili e decorato con pietre preziose, l’ostensorio può essere considerato un’opera d’arte, infatti molti di quelli antichi sono esposti nei musei: appunto, come la “Sfera d’Oro” di Palermo.

Un ostensorio come la sfera d'oro
Un ostensorio cattolico

La preziosità di questo manufatto, oltre alla cifra tecnica di chi lo ha creato, è legata alla sua singolare storia

L’ostensorio fu realizzato probabilmente da Leonardo Montalbano, un maestro orafo palermitano attivo nella seconda metà del Seicento.
Gli fu commissionato tra il 1640 e il 1641 dalla Contessa Anna della famiglia dei principi Graffeo di Gangi e marchesi di Regiovanni. Questa nobildonna che visse tra Palermo e Gangi, ebbe una vita piuttosto travagliata. A vent’anni venne data in sposa ad un nobile milanese trasferito in Sicilia, Don Francesco conte di Majno, Cavaliere dell’abito di San Giacomo della Spada, col quale ebbe probabilmente tre figli: purtroppo, persi prematuramente. Dopo la morte del terzo figlio, anche il marito scomparve in breve tempo e donna Anna, decise di ritirarsi nel Monastero di Tutte le Grazie in San Vito a Palermo, un convento di clausura  francescano. 

Molti dei suoi beni li lasciò in eredità alla Congregazione palermitana dei Padri Filippini all’Olivella, nella cui chiesa di sant’Ignazio c’era la cappella di famiglia dove erano stati tumulati il marito e il figlioletto.
Con le stoffe preziose dai ricami raffinati vennero realizzati paramenti liturgici, i numerosi gioielli d’oro e d’argento, insieme a centinaia di pietre preziose, vennero affidati al maestro orafo palermitano perché ne realizzasse un ostensorio per la chiesa.  

Ne venne fuori un capolavoro di oreficeria: un’opera di straordinaria bellezza e complessità. La sua forma richiama quella di una sfera, con elementi decorativi che si intrecciano armoniosamente. L’oro è lavorato con grande maestria e impreziosito da smalti colorati, coralli e diamanti. La Sfera d’Oro è un esempio emblematico dell’abilità degli orafi siciliani del Seicento e della ricchezza artistica del Barocco siciliano.

Durante le leggi eversive del 1866 che abolivano le congregazioni ecclesiastiche e religiose incamerando i loro beni, la Sfera d’oro venne sottratta ai padri filippini ed esposta nel Real Museo di Palermo (l’odierno Museo archeologico A. Salinas).

Nella notte del 25 dicembre del 1870 o 71 (secondo la Relazione del Real Museo di Palermo di Salinas) l’opera venne trafugata dal Museo insieme ad alcune monete ed altre opere antiche di valore. Per renderne più agevole il trasporto, gli ostensori e le opere di oreficeria vennero rotte e schiacciate, separando le pietre preziose dalla loro sede. Ed è in questo stato che circa tre mesi dopo, la “Sfera d’Oro” venne ritrovata, smembrata in almeno 300 pezzi! Senza più una forma né un decoro integri. 

L’opera sembrava irrimediabilmente perduta e per più di un secolo è rimasta conservata in almeno venti cofanetti, fino a quando Vincenzo Abbate, direttore della Galleria Regionale della Sicilia, nel 1999 si è rivolto all’Opificio delle pietre dure di Firenze della direttrice Clarice Innocenti. Mari Yanagishita insieme al restauratore Giorgio Pieri, in tre anni di minuzioso lavoro, sono riusciti a ricostruire pezzo per pezzo ogni singola parte del prezioso manufatto restituendola alla pubblica fruizione.

La Sfera d’Oro oggi

Oggi, la Sfera d’Oro è una delle opere più importanti del Museo Regionale Abatellis di Palermo, simbolo della storia e della cultura della Sicilia ma purtroppo non è visibile al pubblico. È conservata nella sala verde da un pezzo chiusa.
Speriamo che al più presto questo capolavoro torni ad essere esposto ai visitatori, rievocando con la bellezza del manufatto anche i momenti di spiritualità, quando al suo interno era custodita la Santa Eucaristia offerta all’adorazione del popolo. 

Saverio Schirò

Informazioni supplementari

  • Un approfondimento sull’opera è disponibile nel saggio “La sfera d’oro di Palazzo Abatellis e gli ostensori con smalti, gemme, coralli del Barocco siciliano” di Maria Concetta Di Natale, pubblicato in “Eredità d’arte. Palazzo Abatellis” (2018).
  • Le foto dell’articolo si riferiscono a Ostensori generici tratti da Depositphotos.com
  • L’opera originale si può vedere in foto nella pagina Facebook del Palazzo Abatellis
  • Il palazzo Abatellis si trova in via Alloro ed è visitabile con il pagamento di un ticket (Gratis la prima domenica del mese)

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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