Becco di Rame

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Becco di RameOggi e domani, Becco di rame, si racconta nei disegni dei bambini, e si fa favola in volo- Immaginare l’impossibile e renderlo possibile- A questa richiesta, secondo Rudolf Steiner, ” può dare soddisfazione soltanto chi prima si sia educato a desiderare ciò che è possibile, e così facendo, si sia reso capace di trattare l’impossibile mediante una forte volontà, in modo da ‘renderlo possibile.”
E cosi accade nella storia dell’oca “Becco di Rame” e del geniale dott.Alberto Briganti(1): Una storia vera, che nasce nella valle del cuore, di quegli uomini ,in cui tutti gli esseri della terra, hanno pari dignità.
Alberto Briganti, racconta con l’antico narrare delle favole, una storia realmente accaduta, e con leggerezza e semplicità, porta in volo, il cuore dei bambini e degli adulti. Le Immagini tra fantasia e realtà, incontrano l’anima nell’immaginario individuale e collettivo.
Sintonia e scintille, suggestioni di un sussurro interiore, che a volte, si fa nuovo racconto, per chi entra con emozione nella storia
Cosi difatti afferma Janette Winterson(2) “Quando scriviamo, offriamo una storia ed un silenzio, le parole sono la parte del silenzio che può essere espressa”
Questo silenzio si fa storia nelle storie, per chi ascolta, vede, o legge; per chi apre il sipario di una narrazione ed entra nel mondo, del racconto, della fiaba, della favola o altro evento narrativo. Se la storia evoca contenuti a livello simbolico densi, ed energeticamenti forti, questi, risuonano come eco nella valle dell’anima.
E quando come in Becco di Rame o in altre storie, si incontrano, azioni cariche di significati profondi, pregni di valori universali, è possibile riconoscersi attori in quegli accadimenti, di vita e di morte, di gioia e di paura. E’ possibile ritrovare la naturalezza, nei gesti armonici, in unione con gli animali, e la natura.
Una spontanea consapevolezza, di essere parti interdipendenti e connessi nell’amore e nel rispetto delle diversità della vita.
Le suggestioni e azioni di questa narrazione, risuonano nell’ ascolto, rispecchiano e a volte suggeriscono una possibile ricostruzione personale interiore.
Eventi, immagini reali, tanto reali da apparire fantastici; fuori dalle dimensioni del tempo e dello spazio.
Una narrazione tessuta con i fili di una realtà luminosa, dove come nelle fiabe è possibile immaginare e realizzare l’impossibile.
Una storia cosi reale, che appare immaginifica, e che come tale, può fare affiorare sia nei bambini che negli adulti aspetti di se, del proprio racconto, da raccontare e da incontrare, con emozione e attenzione, con cura del cuore e dell’anima.
La storia narra di un incidente realmente accaduto in una fattoria , sulle colline che dominano il Valdarno in provincia di Arezzo. In una notte terribile un’oca Tolosa, tenta di difendere il pollaio da una volpe, ma viene aggredita mortalmente e perde il becco in pezzi. I padroni della fattoria dopo vani tentativi di cura per alimentarla, porteranno l’oca, presso la clinica del dott Alberto briganti. Qui il dott. interviene costruendo ed inventando una protesi speciale ,un becco di rame che renderà all’oca una nuova vita, a cui si è ben adattata, divenendo più forte ed indipendente.
E l’oca prima di nome Ottorino, oggi super star Becco di Rame, in collina ha incontrato l’oca Smeralda e ha messo al mondo, una bella famiglia con tre piccoletti.
La storia continua e si scrive di nuove pagine nelle scuole e nei cuori dei bambini, e degli adulti, del nord e del sud dell’Italia.
E oggi e domani, Becco di rame, si racconta nei disegni dei bambini, e si fa favola in volo. Immagini, parole che come le favole e le fiabe, con il vento volano, su dall’aia, libere come aquiloni colorati, tra i bimbi e gli adulti, di sorriso in sorriso ,e attraversano da nord a sud i cortili, le campagne, le città.
Storia che continua, nel succedersi degli eventi educativi; negli incontri nelle scuole, nelle biblioteche , negli ospedali, nelle librerie, e tanto altro, che fluisce e fluirà, dalle risorse valoriali emergenti dalle azioni della storia. Il racconto di Bècco di Rame, è arrivato nel mese di maggio anche, nella piccola, ma grandissima biblioteca G.Vernaci, del comune di Altofonte,(3) dove ogni nuovo giorno, il libro è sempre aperto. Vivo, carico del mistero della sua storia tutta da scoprire, da svelare, sia per gli adulti che per i bambini.
Sul luogo, in quei giorni di maggio(4), erano in corso in collaborazione con il portale “Palermoviva.it” escursioni e appuntamenti tematici, tra fantasia e realtà nel mare dei libri con alcune classi delle scuole del paese.(5) E dunque il sipario si è aperto ed è andata i scena la favola vera di Becco di Rame.
La narrazione, evento primario nei percorsi di elaborazione della conoscenza, si è fatta spettacolo con la drammatizzazione della favola agita in un piccolo teatrino costruito artigianalmente e con tanto amore. Un contro canto tra la voce narrante fuori campo che racconta, e i volti e le forme dei personaggi costruiti e dipinti di vari colori.
Il pensiero del cuore, tiene stretti i legami con la dimensione immaginaria delle fiabe e delle favole, muove gli attori sul siparietto, che si alternano , con la voce recitante, creando attesa e meraviglia e cosi si avvia il racconto.(6)
“Cari piccoli miei vi racconto una incredibile storia che inizia in una tranquilla fattoria in mezzo al verde delle colline della toscana. Io sono Becco di rame un’oca speciale che ha vissuto una avventura straordinaria e la mia storia, ha come fondamento il rispetto, la serenità e l’amore tra uomo e animale” (7),via, via gli attori, con gesti e parole, raccontano e assumono sempre più, sembianze simili ad eroi, da imitare, poiché, compiono gesti semplici, puri, magici, ricchi di volontà, pazienza entusiasmo e passione.
Una magia che sprigiona meraviglia , attenzione ed emozione, ascolto empatico, sia nei bambini, che nelle insegnanti presenti, con condivisioni di disegni e parole su gli aspetti valoriali e sugli interrogativi che la storia incanala e suggerisce.
Tra scintille di riflessione in unione nell’immaginale creativo lievitano in molte domande: Ma al dott. Piace la vita che fa, curare gli animali e incontrare i bambini per raccontare questa storia? E becco di rame ora dove vive con i suoi piccoli? Ottorino ora becco di Rame si trova bene con questo becco, diverso, con gli altri? Il dott porta sempre con sè Ottorino? lo cura?
Se pure in presenza di una storia reale, questo racconto come le fiabe e le favole, da risposte ai cammini del pensiero del cuore e dell’anima, attraversando le domande essenziali della vita, chi sono..? cosa farò da grande nella vita? Lo scarto fra la fantasia e la realtà si riduce nello spazio e nel tempo, dell’immaginario creativo della favola e le domande dei bambini, incanalano riflessioni che aiutano a mettere ordine nel mondo interiore.
La narrazione della storia, ha visto attivare con entusiasmo, nella biblioteca Vernaci, persone insieme per la prima volta, ma unite da sempre, nei comuni obbiettivi educativi. E la favola, a cascata è stata riprodotta in altri luoghi del paese di Altofonte, nella parrocchia e nelle case; e i bambini, la cercano con entusiasmo in biblioteca e vogliono vedere, il libro per sfogliarlo e leggerlo.
La storia appassiona, ed è oggetto di curiosità e conoscenza e verrà riprodotta in molte altre scuole siciliane, di fatto pur nella sua semplicità, veicola un messaggio di educazione alla convivenza ed al rispetto dell’impegno dell’uomo nel curare e salvare gli animali ancora oggi tristemente destinati all’alimentazione umana.
Inoltre con la leggerezza del linguaggio delle storie in favola, sollecita attenzione a riconoscere ,come dalle avversità ed anche in condizione di difficoltà sia possibile con pazienza, rinascere più forti in una differenza che unisce.
Valori preziosi dell’essere e di un pensare rispetto ad una convivenza su questa terra, rispettosa delle differenze della natura nelle sue diverse espressioni.
Scriveva Giodano Bruno, “Tutti gli esseri viventi, sono fenomeni diversi di un’unica sostanza universale; traggono dalla stessa radice metafisica, e la loro differenza è quantitativa, non qualitativa.”
E necessario, dunque sperimentare buone pratiche didattiche educative, sia rivolte agli adulti che ai bambini, che veicolino la coscienza su queste connessioni energetiche e culturali; la fiaba la favola ed il teatro, sono canali fortemente adeguati e possibili.
Difatti ritrovarsi nei gesti puri distillati con sapore antico sia nella favola di Becco di Rame o in altre storie possibili di condivisione di pazienza e buona volontà semplicità e rispetto, è armonia per superare le difficoltà della vita.
Raggio di colori dei diritti e doveri che si amplifica nell’entusiasmo e nell’energia del cuore.
Sintonia dell’esserci in presenza di creatività e spontaneità. Leggerezza del fare quotidiano in cui ognuno coglie il suo essere con se stesso, in silenzio ed in unione con quel pezzetto di cielo che ci unisce alle stelle.

Silvana Lino

NOTE:
(1) Alberto Briganti, Fondazione Becco di Rame, beccodirame@gmail.com.
(2)Jeanette Winterson; Perché essere felice quando puoi essere normale?, Ed Mondadori,2012
(3) Biblioteca comunale G.Vernaci di Altofonte (fondata nel 1888 come Biblioteca pedagogico-popolare circolante)
(4)Incontri del Mese : Il Maggio dei libri
(5) Rappresentazione della favola di Becco di Rame Presenti alle attività gli insegnanti: Benedetta Di Frisco, Giusy La Torre classe: IV E primaria dell’ ICS “E.Armaforte” di Altofonte-
(6) Si apre il sipario sulla favola :
Voce narrante: Silvana Lino – Animatori dell’azione teatrale: le volontarie amiche della biblioteca G.Vernaci ;Aurelia Vassallo e Giusy Di Noto –
(7)Alberto Briganti Op.Cit.

Progetto organizzato in occasione de: ” Il Maggio dei Libri”, del CEPELL.
Si ringraziano l’I.C.S. E. Armaforte di Altofonte e la parrocchia S. Maria di Altofonte
.

Un ringraziamento particolare alla professoressa Silvana Lino, docente di psicologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Palermo.

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