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GAM Palermo

“Biondo d’estate”: il Teatro Biondo di Palermo si trasferisce al Chiostro della GAM per una stagione ricca di spettacoli e appuntamenti

QUANDO
Dal 12 al 28 giugno 2026
DOVE
Chiostro della GAM – Galleria d’Arte Moderna “Empedocle Restivo”
COSTO
vedi interno

Il Teatro Biondo di Palermo propone anche quest’anno Biondo d’estate, una rassegna di spettacoli en plein air che avrà luogo nel Chiostro della GAM – Galleria d’Arte Moderna “Empedocle Restivo” presso il complesso monumentale di Sant’Anna.

In programma sette spettacoli di generi e linguaggi diversi, dalla commedia al teatro-canzone, dai classici alla sperimentazione. Parallelamente alla rassegna, la stagione estiva del Biondo proporrà cinque letture sceniche dei testi finalisti della seconda edizione del “Premio Nazionale Teatro Biondo per la nuova drammaturgia”, da seguire durante l’aperitivo servito nella buvette della GAM.

Si comincia il 12 e 13 giugno, alle ore 21.00, con SPARIAMO! (contro ogni mefitica mediocrità), uno spettacolo in forma di intervista che rivela gli aspetti pubblici e personali di Filippo Tommaso Marinetti, geniale inventore del Futurismo. Scritto e diretto da Corrado Veneziano, lo spettacolo è interpretato da Marco Prosperini e Francesca Barbi Marinetti, critica d’arte e nipote del padre del Futurismo, le musiche originali eseguite dal vivo sono di Oscar Bonelli.

Il 14 e 16 giugno andrà in scena La belvathriller sentimentale scritto e diretto da Giuseppe Moschella, che sarà in scena insieme ad Emanuela Mulè; le musiche di Diego Spitaleri saranno eseguite dallo stesso autore (pianoforte) e da Riccardo Lo Bue (contrabbasso) e Marcello Cinà (sassofono). La belva e un viaggio nell’ambiguità dei sentimenti, dove l’umano e l’animale convivono nello stesso respiro. Lo spettacolo racconta l’incapacità di amare come terreno di scontro tra fragilità. Il protagonista maschile è segnato da un legame totalizzante che si traduce in una barriera emotiva nei confronti le donne. Dentro di lui agisce “la belva”, una forza fatta di dipendenza, paura e bisogno di controllo che pregiudica ogni possibilità di relazione autentica.

Il 18 e 19 giugno sarà la volta di Cuore di porco, uno spettacolo della compagnia Carrozzeria Orfeo scritto da Chiara Arrigoni, Filippo Capobianco e Francesco Petruzzelli con la supervisione drammaturgica di Gabriele Di Luca, che lo dirige insieme a Massimiliano Setti; in scena Matteo Berardinelli, Massimiliano Setti e Federico Bassi. Cuore di porco intreccia diversi linguaggi: teatro, drammaturgia, poesia performativa, musica elettronica, arte visiva e animazioni dando forma a un’opera polifonica e stratificata. Una gravidanza prolungata oltre i limiti, il cuore di un maiale trapiantato dentro un essere umano, l’apoteosi di un idolo sportivo: trasformazioni individuali, collettive, fisiche e perfino spirituali compongono la trama di questo originale spettacolo, che parla del bisogno umano di credere in qualcosa di rassicurante fino alla costruzione di una propria illusoria divinità.

Il 20 e 21 giugno Massimo Popolizio interpreta La caduta di Troia dal Libro II dell’Eneide, un testo forte e allusivo, che pone al centro del racconto il tema dell’inganno. Le musiche, eseguite da Stefano Saletti e Barbara Eramo, sono arricchite dalla presenza del musicista iraniano Pejman Tadayon che suona il kemence, il daf e il ney, antichi ed evocativi strumenti della tradizione persiana. Le lingue del canto sono il ladino, l’aramaico, l’ebraico e il sabir, antica lingua del Mediterraneo. Saletti suona strumenti come l’oud, il bouzouki e il bodhran per evidenziare le atmosfere evocate da Massimo Popolizio e dalla voce limpida di Barbara Eramo, che si muove tra melismi e scale di derivazione mediorientale.

Il 23 e 24 giugno, Lello Giulivo, Gianni Lamagna, Antonella Morea, Anna Spagnuolo e Patrizia Spinosi interpreteranno Paese mio bello, un concerto a cinque voci per cantare Napoli, l’Italia e il mondo, tra tradizione colta e popolare: dalle villanelle al ’700 napoletano, dalle canzoni degli anni ’40 e ’50 a nuove composizioni. Cinque voci che hanno condiviso, a partire dal 1979, una irripetibile esperienza formativa e artistica con il grande Roberto De Simone, che è stato il loro maestro fino alla fine degli anni ’90.

Il 25 giugno William Cochart sarà il protagonista di UnchildedGiocare alla guerra di Alessandro Ienzi, un viaggio teatrale potente e immersivo nel mondo dell’infanzia violata. Attraverso un linguaggio poetico e paesaggi scenici in continua trasformazione, lo spettacolo esplora il fragile confine tra innocenza e violenza, tra memoria e sopravvivenza, raccontando storie tragiche e dolorose di soldati-bambino.

Infine, il 27 e 28 giugno andrà in scena Happyless – Apologia dell’infranto, uno spettacolo interamente scritto, interpretato e diretto dagli allievi diplomandi della “Scuola di recitazione e professioni della scena” del Teatro Biondo di Palermo con la supervisione di Rosario Palazzolo. Un ragazzo tenta di togliersi la vita e invece la vita gli si appiccica addosso: da questa suggestione gli allievi e le allieve del Biondo realizzeranno uno spettacolo che si preannuncia emozionante perché intimamente legato alla loro vita e al loro immaginario.

Gli stessi allievi, il 13, 16, 19, 21 e 24 giugno, alle ore 19.00, si alterneranno nella lettura di alcuni brani tratti dalle opere finaliste della seconda edizione del “Premio Nazionale Teatro Biondo per la nuova drammaturgia under 40”. Il 27 giugno la giuria del Premio, presieduta dal direttore Valerio Santoro, proclamerà il vincitore; il presidente onorario della Giuria, Giovanni Puglisi, assegnerà il premio, che si concretizzerà nella messa in scena del testo nel corso della stagione teatrale 2026-2027.

Biondo d’estate 2026

GAM Palermo / Chiostro del Complesso monumentale di Sant’Anna

12 > 28 giugno 2026

12 e 13 giugno ore 21.00

SPARIAMO!

(contro ogni mefitica mediocrità)

di Corrado Veneziano

con Marco Prosperini e Francesca Barbi Marinetti

musiche composte ed eseguite da Oscar Bonelli

regia Corrado Veneziano

produzione TDO – Associazione Culturale

Contro ogni mefitica mediocrità è un’intervista-spettacolo che rivela gli aspetti pubblici e quelli più intimi e personali del geniale inventore del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti.

Lo spettacolo è diviso in quattro sezioni: nella prima, le domande vertono sull’infanzia di Marinetti e sugli ultimissimi anni della sua vita, quando, quasi settantenne, decide di arruolarsi come volontario nella guerra contro “i Bolscevichi”. Ne viene fuori un senso di dolcezza e allo stesso tempo di orgoglio nell’affermazione di un concetto di esistenza che non ammette titubanze e regressioni. Nella seconda parte, le domande sono incentrate sulle basi fondamentali del Futurismo e soprattutto sui concetti di “paroliberismo” e di “dinamicità-velocità-simultaneità”. Grazie alle domande dell’intervistatrice, Marinetti esprime con grande chiarezza la straordinaria tensione verso una dimensione ludica, creativa, libera, felice, impegnata però sempre a connettersi con una responsabilità etica.

Nella terza parte, l’artista ripercorre i suoi lavori drammaturgici, poetici, letterari, filosofici, politici. Li enumera, li descrive, li chiosa. In tal modo realizza un excursus completo della sua produzione intellettuale, toccando aspetti artistici ed editoriali ma anche momenti legati alle figure con cui aveva avviato i suoi scambi più profondi, da D’Annunzio a Mussolini, tanto nelle luci quanto nelle contraddizioni e prese di distanza.

L’ultima parte è la più prorompente: cinque minuti di lettura del celebre Manifesto del febbraio 1909, resa come una fiera affermazione di identità e una lucida dichiarazione di intenti. La lettura restituisce anche il senso di un passaggio di testimone alle nuove generazioni: a noi che ci immergiamo-ascoltiamo-vediamo le sue parole.

14 e 16 giugno ore 21.00

La belva

thriller sentimentale

di Giuseppe Moschella

omaggio a Il nido di Enzo Consoli

regia Giuseppe Moschella

musiche Diego Spitaleri

con Giuseppe Moschella ed Emanuela Mulè

musicisti Diego Spitaleri (pianoforte), Riccardo Lo Bue (contrabbasso), Marcello Cinà (sassofono)

costumi Momu

editing video Cammelli Cinema

assistente alla regia Elisabetta Loria

direttore di compagnia Rino Pitruzzella

produzione Cammelli Productions

La belva e un reading in motion nel quale parola, corpo, musica e immagini si fondono per indagare ciò che nell’essere umano resta nascosto, pulsante, indomabile. Racconta l’incapacità di amare come terreno di scontro tra fragilità. Il protagonista maschile è segnato da un legame totalizzante che si traduce in una barriera emotiva nei confronti le donne. Dentro di lui agisce “la belva”, una forza fatta di dipendenza, paura e bisogno di controllo che pregiudica ogni possibilità di relazione autentica. Ma anche le donne che accoglie nel suo “nido” non sfuggono alle dinamiche perverse dell’istinto: ognuna di loro porta dentro di sé la propria belva interiore. Uomo e donna sono sempre in bilico tra istinto di sopravvivenza e desiderio di intimità, attrazione e paura. Accanto a loro, tre musicisti jazz costruiscono un paesaggio sonoro vivo e imprevedibile: la musica non accompagna ma respira insieme ai corpi, li attraversa, li provoca, diventa battito, istinto, vertigine. È con essa che la “belva” prende forma, non come figura definita, ma come energia che invade, trasforma, espone. Tra parola e movimento, il reading in motion si fa dunque esperienza fisica: i gesti si deformano, i ritmi si spezzano, la tensione cresce. I confini tra amore e sopraffazione, tra desiderio e perdita di controllo, si assottigliano fino a dissolversi. La belva e un viaggio nell’ambiguità dei sentimenti, dove l’umano e l’animale convivono nello stesso respiro.

18 e 19 giugno ore 21.00

Cuore di porco

uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo

autori Chiara Arrigoni, Filippo Capobianco, Francesco Petruzzelli

supervisione drammaturgica Gabriele Di Luca

regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti

con Matteo Berardinelli, Massimiliano Setti, Federico Bassi

illustrazioni e animazioni Federico Bassi, Giacomo Trivellini

musiche Massimiliano Setti

costumi Stefania Coretti

consulenza tecnica Dario Andreoli

produzione La Corte Ospitale | Centro Teatrale MaMiMò | Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival

in collaborazione con Cartoon Club Rimini

Una gravidanza prolungata oltre i limiti, il cuore di un maiale trapiantato dentro un essere umano, l’apoteosi di un idolo sportivo: trasformazioni individuali, collettive, fisiche e perfino spirituali compongono la trama di Cuore di porco, una performance che intreccia diversi linguaggi: teatro, drammaturgia, poesia performativa, musica elettronica, arte visiva e animazioni video convivono in un’esperienza immersiva, nella quale immagini e suoni si generano e si contaminano in tempo reale, dando forma a un’opera polifonica e stratificata.

Corpi in trasformazione, vasi comunicanti che si influenzano a vicenda, diventano il centro di un racconto che indaga il rapporto tra individuo e collettività, tra umano e non umano. Cuore di porco è concepito come uno spettacolo live set, in cui la creazione sonora e visiva avviene sotto gli occhi del pubblico.

Chiara Arrigoni, Filippo Capobianco e Francesco Petruzzelli sono i tre giovani autori individuati da Carrozzeria Orfeo nel corso di un lavoro pluriennale di insegnamento, confronto e dialogo con le nuove generazioni. I loro tre testi, brevi e autonomi, sono connessi in un unico disegno che si ispira al tema delle metamorfosi: un tema universale e antichissimo, già presente nella mitologia greca, che qui si cala nella contemporaneità, e talvolta la oltrepassa, fino a immaginare nuovi mondi possibili. A partire da questo nucleo, lo spettacolo attraversa ulteriori traiettorie tematiche: il bisogno umano di credere in qualcosa di rassicurante, fino alla costruzione di un proprio dio; il rapporto, spesso contraddittorio o utilitaristico, tra essere umano e animale; il corpo indagato nel mistero delle sue trasformazioni (gravidanza, invecchiamento, malattia). Infine, entra in gioco la tecnologia, capace di intervenire sui cambiamenti “naturali” e di aprire nuove prospettive, non prive di dilemmi etici.

20 e 21 giugno ore 21.00

La caduta di Troia

dal Libro II dell’Eneide

adattamento e interpretazione Massimo Popolizio

musiche Stefano Saletti

eseguite dal vivo da Stefano Saletti (oud, bouzouki, bodhran, você), Barbara Eramo (voce, percussioni), Pejman Tadayon (kemence, ney, daf)

produzione Compagnia Orsini

La voce magnetica e inconfondibile di Massimo Popolizio racconta La caduta di Troia. Il tema è quello dell’inganno: l’immenso cavallo, dono dei Greci, viene trasportato dentro le mura di Troia e si trasforma in una macchina di morte e distruzione. Alla corte di Didone, Enea narra, descrivendola con “indicibile dolore”, quella notte di violenza e di orrore. Le parole di Virgilio sembrano uno storyboard, una sorta di sceneggiatura ante litteram. «Attraverso quelle parole – spiega Popolizio – ho cercato di creare vere e proprie immagini, di far vedere ciò che è scritto».

Le musiche, realizzate da Stefano Saletti e Barbara Eramo, sono arricchite dalla presenza del musicista iraniano Pejman Tadayon che suona il kemence, il daf e il ney, antichi ed evocativi strumenti della tradizione persiana. Le lingue del canto sono il ladino, l’aramaico, l’ebraico e il sabir, antica lingua del Mediterraneo. Saletti usa strumenti come l’oud, il bouzouki e il bodhran per evidenziare le atmosfere evocate da Massimo Popolizio e dalla voce limpida di Barbara Eramo, che si muove tra melismi e scale di derivazione mediorientale. Una vera e propria “partitura” che fa di questa pièce un’opera totale, dove la voce dell’attore si fa corpo e materia.

23 e 24 giugno ore 21.00

Paese mio bello

con Lello Giulivo, Gianni Lamagna, Anna Spagnuolo, Patrizia Spinosi

e con Antonella Morea

chitarre Michele Boné, Paolo Propoli

produzione Sipario Rosso Sipario

Paese mio bello è un concerto a cinque voci per cantare Napoli, l’Italia e il Mondo, tra tradizione colta e popolare: dalle Villanelle al ’700 napoletano, dalle canzoni degli anni ’40 e ’50 a nuove composizioni. Cinque voci che condividono una irripetibile esperienza formativa e artistica: erano giovanissimi quando, nel 1979, si incontrarono per la prima volta in uno spettacolo con la regia del grande Roberto De Simone, che sarebbe stato il loro maestro fino alla fine degli anni ’90. Alla sua scuola si sono formati partecipando alla gran parte dei suoi spettacoli e delle sue composizioni musicali. Poi ognuno ha percorso la propria strada con scelte diverse tra musica, teatro e cinema.

Il titolo Paese mio bello si ispira a una raccolta di canzoni popolari composte da immigrati italiani negli Stati Uniti d’America tra il 1911 e il 1939. Un programma variegato, che viaggia tra generi e sonorità diverse: un “ripasso” di storie, viaggi, emozioni, successi e delusioni condivise.

25 giugno ore 21.00

Unchilded

Giocare alla guerra

di Alessandro Ienzi

con William Cochart

produzione Raizes Teatro

Unchilded è un viaggio teatrale potente e immersivo nel mondo dell’infanzia interrotta. Attraverso un linguaggio poetico e paesaggi scenici in continua trasformazione, lo spettacolo esplora il fragile confine tra innocenza e violenza, tra memoria e sopravvivenza. Joseph, figura archetipica dell’infanzia, emerge come memoria e mito. La sua storia, ispirata a narrazioni antiche di tradimento ed esilio, diventa la prima eco di un ciclo destinato a ripetersi nel tempo e nello spazio. Da questa origine mitica, la scena si trasforma nel paesaggio vivo dell’infanzia: un luogo di gioco, sogno e ricordi in continuo mutamento. Seguiamo dunque la storia di Issa, un bambino dei nostri giorni, assistiamo al suo passaggio dal gioco al trauma, dalla scuola e dalla leggerezza alla costrizione, alla militarizzazione e alla perdita brutale dell’identità. Gli oggetti dell’infanzia si trasformano in strumenti di guerra. Il gioco diventa addestramento. La parola diventa comando. Al centro di Unchilded si impone una domanda: cosa resta di un bambino quando gli viene sottratta l’infanzia?

27 e 28 giugno ore 21.00

Happyless

Apologia dell’infranto

​testo di Simona Adele Buscemi, Giuseppe Castelli, Simone Mignosi, Riccardo Romeo, Riccardo Maria Sangiorgi, Maria Laura Turturici

con Emilia Bruno, Simona Adele Buscemi, Giulia Candiloro, Alessandro Caporali, Andrea Castronovo, Lavinia Coniglio, Viviana Francesca Costanza, Martina Frazzetta, Antonella Galati, Francesca Gennuso, Gabriele Greco, Noemi Migliaccio, Carlotta Pernicone, Giuseppina Perrotta, Riccardo Romeo, Riccardo Maria Sangiorgi, Maria Laura Turturici, Manuela Tuzzolino

​regia Simona Adele Buscemi, Giuseppe Castelli, Simone Mignosi, Riccardo Romeo, Riccardo Maria Sangiorgi

​aiuto regia Emilia Bruno, Giulia Candiloro

coreografie Francesca Gennuso, Giuseppina Perrotta, Manuela Tuzzolino

​scene e costumi Lavinia Coniglio, Carlotta Pernicone

​responsabile maestranze Alessandro Caporali

supervisione Rosario Palazzolo

Happyless – Apologia dell’infranto è il saggio conclusivo del triennio di studi degli allievi e delle allieve della “Scuola di recitazione e professioni della scena” del Teatro Biondo di Palermo, interamente realizzato da loro con la supervisione di Rosario Palazzolo: dalla scrittura del testo alla regia, dalle scene ai costumi, dalle coreografie a tutti gli altri aspetti della messa in scena.

«È risaputo – scrivono gli allievi e le allieve – che ogni storia che si rispetti abbia bisogno di una rottura per avere il coraggio di esistere davvero. La nostra storia, però, ve la raccontiamo a partire da una rottura già compiuta, che forse è diventata pure uno squarcio in cui siamo caduti dentro e da dove osserviamo il mondo, come il nostro personaggio. È qui che comincia la nostra storia: un ragazzo ha tentato di togliersi la vita e invece la vita gli si è appiccicata addosso, per appartenergli così come solo i fallimenti ti possono appartenere. Nel fallimento, che è questo suo restare in vita, il nostro personaggio, per ritrovare il suo “Io”, deve scavare nei frammenti del “Noi”, che sono ricordi spaventosi, straordinari, disperati, lotte che si travestono come danze inquiete tra personaggi che mutano forma e volto, che cambiano i connotati del tempo pur di continuare ad esistere ancora. Le memorie si intersecano, si divorano a vicenda per ridarsi nel presente, diventando incontri di estasi e ferocia, dove tra i cocci rotti, ancora una volta, l’Amore imperterrito, oltraggioso, famelico, dissacrante, sobbolle per darci addirittura la presunzione che esista il futuro… ma come fa? Come può ancora lui, infame, resistere in tutta questa nostra infelicità? Allora, ci siamo detti: ecco di cosa parlerà la nostra storia e così la racconteremo, a cuore squarciato e aperto, finché ci sarà ancora tempo, per noi, per poterci credere fino in fondo in una storia».

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Premio Nazionale Teatro Biondo

per la nuova drammaturgia under 40

Seconda edizione – 2026

Cinque appuntamenti per scoprire i nuovi talenti della scrittura teatrale. Gli allievi della “Scuola di recitazione e professioni della scena” del Teatro Biondo leggono i testi finalisti dell’edizione 2026 del “Premio Nazionale Teatro Biondo per la nuova drammaturgia under 40”.

Il 27 giugno la giuria del Premio, presieduta dal direttore Valerio Santoro, proclamerà il vincitore. Il presidente onorario della Giuria, Giovanni Puglisi, assegnerà il premio, che si concretizzerà nella messa in scena del testo.

L’ingresso alle letture comprende un drink alla buvette della GAM.

Letture/aperitivo

sabato 13 giugno ore 19.00

martedì 16 giugno ore 19.00

venerdì 19 giugno ore 19.00

domenica 21 giugno ore 19.00

mercoledì 24 giugno ore 19.00

Cerimonia di premiazione

sabato 27 giugno ore 19.00 – ingresso libero

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Ingresso al singolo spettacolo euro 12 – ridotto euro 10

Ingresso all’aperitivo/lettura e allo spettacolo seguente euro 15

Ingresso all’aperitivo/lettura euro 6

Card per l’ingresso a 7 spettacoli euro 60 – ridotto abbonati stagione 2026/27 euro 50

Card per l’ingresso a 5 spettacoli euro 45

Prevendite su www.vivaticket.com

e al Botteghino del Teatro Biondo, via Roma 258,

aperto da martedì a domenica dalle 9:00 alle 13:00

e dalle 15:00 alle 19:00

chiusura lunedì

la biglietteria alla GAM apre un’ora prima

dell’inizio degli eventi

tel. 091 7434345 – 091 7434331

botteghino1@teatrobiondo.it

Ufficio Promozione Teatro Biondo

aperto da lunedì a venerdì dalle 9:00 alle 13:00

martedì e giovedì anche dalle 15:00 alle 18:00

tel. 091 7434332 – 091 7434333 – 091 7434334

WhatsApp 3351611567

promozionale@teatrobiondo.it

Galleria d’Arte Moderna Empedocle Restivo (GAM)

durante la rassegna il Museo resta aperto fino alle 20:30

È possibile ricevere informazioni e acquistare

i biglietti tramite QRcode anche presso la

biglietteria del Museo

info: tel. + 39 335 5453277

info@gampalermo.it

Via Sant’Anna, 21 Palermo

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