Questa fiaba popolare siciliana, racconta la storia di una giovane di umili origini, che si imbatte in un mistero.
Il suo lavoro, la sua astuzia ed un tocco di magia, le faranno guadagnare un marito, un castello ed una grande fortuna.
Leggiamo insieme questa storia.
La favola delle tre corone (o i figli dell’Imperatrice)
C’era una volta, una lavandaia che aveva una giovane figlia. Un giorno, dopo una giornata passata al lavatoio, la donna si sentì salire la febbre. Non sentendosi bene, prese un pane ed una bottiglia d’olio e le consegnò alla figlia dicendole: «Vado in ospedale, qui hai del pane e dell’olio per mangiare».
Detto ciò uscì chiudendo la figlia dentro casa e portò la chiave con sé all’ospedale.
Mentre si trovava lì, alla donna salì la febbre, al punto che chiamarono il prete per darle l’estrema unzione.
Sentendosi sul punto di morire, la lavandaia diede la chiave al prete, chiedendogli di occuparsi della sua unica figlia.
Il prete la rassicurò, dicendo che l’avrebbe presa nella sua casa, dove avrebbe vissuto con sua madre e sua sorella.
Poco dopo la donna morì, ma il prete, tra mille faccende, si dimenticò di andare dalla ragazza. Solo qualche giorno dopo, mentre gli lavava i vestiti, la madre gli trovò la chiave in tasca e gli chiese spiegazioni, così il prete, ricordandosi della promessa, corse alla casetta ed aprì la porta.
Sentendo la chiave nella serratura la ragazza subito chiamò la madre, ma il prete, aprendo la porta, le disse:
«Tua madre è a casa mia, vieni con me».
Arrivata alla casa del prete, la ragazza di nuovo chiamò la madre, ma solo allora il prete le disse che la madre era in paradiso.
Sentendosi triste ed ingannata, la giovane corse fuori e cominciò a vagare per le campagne. Mentre camminava si imbatté in un grande castello, tutto scuro, sporco e abbandonato.
Entrando, vide le grandi sale, le cucine e le camere, tutte sporche e in disordine, così presa una scopa, cominciò a pulire l’ingresso, poi riordinò le camere, mise biancheria pulita sui letti e fece splendere ogni cosa. Poi andò in cucina, prese una gallina e mise a fare un po’ di brodo.
Alla sera, sistematasi in una camera, la ragazza sentì la voce di una donna che si lamentava: «Oh, le mie tre belle corone!». Con il passare dei minuti la voce si avvicinava al castello, fino a quando non entrò.
Una volta dentro al castello, la donna misteriosa, sporca e vestita di stracci, iniziò a guardarsi intorno, meravigliata di trovare tutto pulito ed ordinato. Iniziò a benedire l’ignota benefattrice, che sentendosi al sicuro, decise di uscire allo scoperto.
Vedendo la giovane, la donna la benedisse ancora, ringraziandola per il servizio ricevuto. Poi le disse: «Io esco la mattina a cercare le mie tre belle corone, ma tu se vuoi puoi rimanere qui, le chiavi sono appese alla porta e tu sei padrona di sentirti a casa».
Così la ragazza rimase a vivere al castello. Una mattina, dopo che la signora era uscita, la ragazza iniziò ad esplorare le cento stanze del castello, finché non trovò una porticina nascosta. Aprendola, vide che all’interno della stanza si trovavano tre letti con tre bellissimi giovani distesi sopra. Nonostante avessero gli occhi aperti, erano completamente immobili, con lo sguardo fisso sul soffitto.
Spaventata la ragazza richiuse in fretta la porta e tornò nella sua stanza. Capì che dovevano essere i figli della signora. Ecco cosa erano le tre corone che andava cercando!
Pensando all’accaduto, la ragazza si affacciò tristemente al balcone, non sapendo come risvegliare i tre giovani. Poi guardando giù nel giardino, vide una scena singolare.
Una lucertola stava camminando con tre lucertole più piccole, quando un serpente li attaccò. Morse dalla serpe, le tre lucertoline rimasero immobili per terra. La lucertola grande, che doveva essere la madre, all’inizio si contorse dalla disperazione, poi però andò a raccogliere una certa erba e la strofinò sul ventre dei figli, che uno ad uno ripresero vita.
Meravigliata da quanto visto, la ragazza decise di fare lo stesso con i tre giovani. Lanciò un sasso dal balcone per poter riconoscere l’erba magica poi, preso un cestino, corse in giardino a raccoglierne un po’.
Quando ne ebbe preso a sufficienza, la giovane riaprì la porticina nascosta e cominciò a strofinare l’erba sui ragazzi immobili, che pian piano ricominciarono a muoversi, fino a riprendersi completamente.
La ragazza li rifocillò con del brodo caldo e gli risistemò i letti. Una volta ripresi, i giovani iniziarono a chiedere notizie dell’Imperatrice, allora la ragazza capì che la donna misteriosa era in realtà la sovrana, che aveva abbandonato tutto per cercare i figli perduti.
Disse ai tre di rimanere a letto e di non muoversi, perché dovevano rimettersi in forze. Avrebbe pensato a tutto lei.
Quando alla sera la donna rincasò, la ragazza le chiese: «Cosa sono queste tre corone che andate cercando?». E lei le rispose: «Quando c’era mio marito, avevo tre figli maschi che ora ho perduto, così passo la mia vita a cercarli».
Allora la ragazza le disse: «Fatemi un favore, da ora in poi non uscite più a cercarli, ci penso io a farveli ritrovare. Datemi otto giorni e preparatevi, fate gli inviti e date una grande festa».
L’Imperatrice si meravigliò della promessa, ma alla fine si convinse e disse alla ragazza che se avesse mantenuto la parola, l’avrebbe data in sposa al figlio più grande.
Così per otto giorni la donna pensò ai preparativi. Si imbellettò, prese i sui abiti migliori e invitò amici vicini e lontani. Nel frattempo i tre giovani riprendevano le forze e seguivano i preparativi di nascosto dalle fessure della porta.
All’ottavo giorno tutto fu pronto, il castello pieno di gente e l’Imperatrice fece il suo ingresso con la ragazza a braccetto. Ad un certo punto la porticina si aprì ed i tre figli si ricongiunsero con la madre. Tutti piansero dalla gioia, la banda intonò una marcia trionfale e vi furono grandi feste e celebrazioni.
Rispettando la parola data, dopo la festa l’Imperatrice organizzò le nozze tra la giovane ed il suo figlio più grande che, essendo morto il padre, era in effetti l’Imperatore ed il padrone di tutte le terre.
Così si celebrò un grande matrimonio, a cui parteciparono principi, re ed imperatori provenienti dai quattro angoli del mondo.
E vissero per sempre insieme, felici e contenti.
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