Alla scoperta del Castello di Calatubo: storia, architettura e leggende

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Avete presente quei castelli che si ergono fieri su un’altura, dominando il paesaggio e sembrano custodire segreti millenari? Ecco, il Castello di Calatubo è proprio uno di questi. Chiunque attraversi l’autostrada A29, da Palermo a Trapani, all’altezza di Alcamo, ecco che lo incontra con la sua mole imponente, arrampicato su una rocca pietrosa. La prima impressione è di un vecchio monastero o una antica masseria, e intanto la strada scorre e la sagoma è già lontana. Ma quanti conoscono davvero la sua storia? Pochi, ahimè, perché oggi giace in uno stato di abbandono e di disinteresse, nonostante gli sforzi del Comune di Alcamo e dell’Associazione “Salviamo il Castello di Calatubo” per recuperarlo. 

Ma non lasciamoci scoraggiare! Cerchiamo di riportarlo alla memoria, immaginando di tornare indietro nel tempo, di percorrere le sue stanze, di scoprire le sue trasformazioni architettoniche e di lasciarci intrigare dalle leggende che lo avvolgono. Sei pronto?

Iniziando il nostro viaggio nel passato, dobbiamo andare nel periodo in cui  la Sicilia era terra di conquista e di scontri tra culture diverse. Infatti, prima ancora dell’arrivo dei Normanni, il sito di Calatubo era abitato, come testimoniano i reperti archeologici ritrovati nell’area circostante: ceramiche risalenti al VI-V secolo a.C. e tombe di una vasta necropoli, segno di un insediamento antico, forse un gruppo di Elimi legato alla potente Segesta.
Ma per vedere sorgere il nostro castello dovremo aspettare ancora qualche secolo…

castello di Calatubo di notte
castello di Calatubo di notte immagine by Enzocanon – Opera propria CC BY-SA 3.0

L’enigma delle origini del castello di Calatubo: tra Bizantini e Arabi

Le origini del castello sono avvolte nel mistero, già a partire dal nome “Calatubo”, di cui non si conosce il significato da cui deriva, ma che certamente doveva essere quello della rocca e del suo comprensorio.

Probabilmente, il primo nucleo fortificato venne edificato in epoca islamica, ma le informazioni precise scarseggiano. È possibile che questa rocca calcarea, che emerge nella vasta pianura circostante, fosse già da allora scelta come punto strategico per la difesa del territorio. Era un hisn, cioè un insediamento fortificato tipico dell’architettura islamica. Un sistema di recinti murari, disposti a livelli diversi, garantiva una difesa progressiva, rallentando l’avanzata degli eventuali nemici.

Ma non dimentichiamo l’influenza bizantina! La Sicilia, prima di essere conquistata dagli Arabi, era stata parte dell’Impero Bizantino, e le sue tecniche di fortificazione erano ancora vive nella memoria delle maestranze locali. Ecco allora comparire a Calatubo elementi architettonici tipici di entrambe le culture: torri di fiancheggiamento, strutture in legno a sbalzo sulle sommità delle torri, per accogliere i difensori (gli hourds), cisterne per la raccolta dell’acqua. Insomma altri elementi che suggeriscono contaminazioni di stile e rendono questo affascinante castello unico e prezioso.

Castello di Calatubo vista panoramica
Vista del Castello di Calatubo – foto di FGanci – Opera propria via wikimedia commons CC BY-SA 4.0

L’arrivo dei Normanni e la nascita di un nuovo linguaggio architettonico

Il 1093 è una data fondamentale per la storia di Calatubo. In quell’anno, il conte Ruggero, condottiero normanno, fondò la diocesi di Mazara del Vallo, includendo nei suoi possedimenti anche “Calatubo con tutte le sue dipendenze”. Il castello, da semplice fortezza araba, si trasformò così in un importante avamposto difensivo del territorio normanno.

Ma non solo! I Normanni, abili strateghi e costruttori, apportarono significative modifiche all’architettura del castello, fondendo la loro tradizione nordeuropea con gli elementi bizantini e islamici preesistenti. Nacque così un nuovo linguaggio architettonico, originale e ricco di fascino.

L’ingresso, inizialmente protetto da una sola torre, venne rinforzato con la costruzione di un antemurale e di un barbacane, una torre avanzata tipica dell’architettura islamica.
Successivamente, venne aggiunta una seconda torre di fiancheggiamento, creando l’imponente ingresso che ancora oggi possiamo ammirare. Il cuore della fortezza si arricchì di un imponente donjon, una torre mastra a pianta quadrata, sviluppata su più livelli, tipica dell’architettura normanna. Da qui, i signori del castello potevano controllare l’intero territorio circostante.

Il castello di Calatubo divenne così un esempio tangibile della fusione di culture che caratterizzava la Sicilia normanna. Un luogo in cui l’architettura militare si arricchiva di elementi residenziali, segno di un potere che si consolidava e si apriva a nuove influenze.

Da fortezza a residenza signorile: l’evoluzione continua del castello di Calatubo

La storia di Calatubo non si ferma qui. Nei secoli successivi, il castello continuò a trasformarsi, adattandosi alle nuove esigenze. Alla fine del XIII secolo, il donjon venne inglobato in un piccolo palazzo fortificato, segno di una crescente attenzione per gli aspetti residenziali. La fortezza si apriva alla vita di corte, ai suoi fasti e alle sue comodità.

Fino a che nel XVI secolo, il castello assunse definitivamente il carattere di residenza baronale. Venne costruita una chiesa, simbolo di un potere non solo militare ma anche religioso, si aggiunsero magazzini, stalle e altre strutture utilizzate per l’amministrazione agricola di quella che ormai era solo la masseria del feudo di Calatubo. 

Torre del Castello di Calatubo
Torre del castello di Calatubo – foto by Di Maria Rimi – Opera propria – via wikimedia commons CC BY-SA 4.0

Il fascino delle leggende: cunicoli segreti, fantasmi e re prigionieri

Ma un castello con una storia così lunga e travagliata non può che essere avvolto da un alone di mistero. Ecco allora comparire le leggende, tramandate di generazione in generazione, che alimentano la fantasia e ci trasportano in un mondo di segreti e di incanti.

Si narra che lunghi cunicoli sotterranei colleghino il castello di Calatubo al Castello dei Conti di Modica e alla torre dei Ventimiglia sul Monte Bonifato. Un intreccio di passaggi segreti che permettevano di spostarsi da un luogo all’altro senza essere visti.
E poi c’è la storia della torre di “lu re biddicchiu”, in cui sarebbe stato rinchiuso un figlio illegittimo del re Martino. Un fantasma del bambino che si aggirerebbe ancora tra le sue mura, alla ricerca di una libertà negata.
O la leggenda più inquietante è quella del giovane garzone del castello che, spinto dalla curiosità, si avventurò in una galleria segreta. Ne uscì muto per sempre, traumatizzato dalla visione di scheletri umani, probabilmente provenienti dalla vicina necropoli. Un monito per chi osa sfidare i misteri del castello.

Queste ed altre leggende, vere o false che siano, contribuiscono a rendere il Castello di Calatubo ancora più affascinante e misterioso. Incoraggiano la nostra immaginazione e ci invitano a esplorare non solo le sue rovine, ma anche i segreti che si celano dietro le sue mura.

Un patrimonio da riscoprire: un appello alla curiosità e alla tutela

Oggi, purtroppo, il castello è in stato di abbandono. I crolli, gli scavi di frodo e un incendio nel 2013 hanno segnato profondamente la sua struttura. Ma non tutto è perduto! Il Comune di Alcamo si sta impegnando per il suo recupero, e il Fondo Ambiente Italiano (FAI) ha finanziato un intervento di consolidamento nel 2019.

Il Castello di Calatubo merita di essere riscoperto e valorizzato. È un patrimonio storico e architettonico di grande valore, testimone di un passato ricco di incontri e di scontri tra culture diverse. È un luogo che parla di noi siciliani, della nostra identità, della nostra storia.

E allora, speriamo di poterlo presto visitare lasciandoci emozionare: un castello è molto più di un insieme di pietre, è un custode di storie, di leggende, di emozioni. E il Castello di Calatubo, con il suo fascino unico e misterioso, merita senz’altro di essere riscoperto.

Fonti:

Immagine di copertina di Vincenzo Michele Ceraso – Opera propria D CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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