L’Isola delle Femmine

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L’Isola delle Femmine è un fazzoletto di terra adagiato sul mare, sovrastato da una torre diroccata che lotta perennemente contro le forze della natura e che fin dall’antichità ha influenzato col suo fascino intenso e particolare, la fantasia popolare, tanto che attorno alle sue origini hanno preso vita numerose leggende….isola delle femmine
Isola delle femmine è un comune in provincia di Palermo, situato sulla costa settentrionale della Sicilia, nel mar Tirreno, fra Capo Gallo e Punta Rais. Antico borgo marinaro e oggi considerevole centro turistico e di villeggiatura nonchè meta preferita dei surfisti locali, con una singolare riserva naturale marina e terrestre, deve il suo nome alla piccola isola che le sta di fronte.
Già sulle origini  del nome sono molte le controversie, c’è chi pensa che deriva da Isola di Eufemio, detta Insula Fimi, dal nome del governatore bizantino della Sicilia, mentre forse la storia vera del nome è da ricercarsi nel termine Fim (bocca o imboccatura in arabo), che venne tradotto letteralmente nel latino Fimis, parola alterata poi dal dialetto siciliano che la trasformò in fimmini, ed infine italianizzato in Femmine.
Oltre alla torre presente sull’isolotto, realizzata verso la fine del 1500 e che comunemente viene chiamata “torre di fuori”, esiste un’altra torre posta sulla terraferma detta “torre di dentro” e conosciuta anche come “torre del Senato di Palermo”,  quest’ultima eretta intorno al ‘400, facevano entrambe parte del sistema di avviso delle torri costiere della Sicilia.
Il paesino nacque come porto adibito alla pesca del tonno, e proprio per la sua notevole produzione ittica, nel 1831 fu motivo di contesa fra il conte di Capaci e l’arcivescovo di Monreale, e solo nel 1859 la borgata denominata Tonnara fu staccata da Capaci e resa comune autonomo col nome di Isola delle Femmine.
Le leggende, e sono tante , ruotano tutte attorno all’ isolotto e alla sua torre. Quella più conosciuta parla di un carcere femminile che sorgeva appunto sull’isola in tempi antichissimi, ma dagli scavi archeologici fatti, non sono mai emersi resti di vita carceraria. C’è un’altra leggenda però che parla di un gruppo di donne, tredici fanciulle turche, che essendosi macchiate di colpe gravi, furono imbarcate dai loro congiunti in una nave e mandate alla deriva. Dopo giorni di vagare in balia dei venti e delle tempeste, l’imbarcazione approdò su un isolotto nella baia di Carini. Qui le donne vissero per sette lunghi anni fino a quando i parenti pentitisi non le cercarono, e trovatele decisero di stabilirsi sulla terraferma formando una cittadina che chiamarono Capaci, (da CCa-paci) ovvero qui la pace, e dando il nome di “isola delle femmine” all’isolotto dove avevano abitato le donne. Ma la storia più suggestiva è certamente quella di Lucia, una bellissima fanciulla del paese innamorata di un suo giovane compaesano, e che per questo rifiutò le offerte amorose di un ricco e prepotente signore il quale, vistosi respinto, per rabbia la fece rapire e rinchiudere in quella torre. La ragazza piuttosto che arrendersi preferì lasciarsi morire di fame e di dolore. Si narra che ancora oggi nei giorni di tempesta, si ode il suo lamento disperato echeggiare fra le rovine della sua prigione con un’infinita struggente malinconia.
Di un’altra leggenda invece si trova traccia in uno scritto di Plinio il Giovane, e racconta che l’isola fosse la residenza di fanciulle bellissime che si concedevano, per la durata di una luna, cioè un mese, ai giovani guerrieri che si erano distinti in battaglia…
Leggenda e storia si fondono e si confondono, coesistono, e spesso non si sa dove finisce la favola e dove comincia la realtà di questa piccola isola abbracciata dal mare.

 

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Maria Floriti
Maria Floriti
Donna eclettica e versatile, dai fornelli alle ricerche sulle storie e tradizioni più curiose della nostra città.

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