La meridiana nella Cattedrale di Palermo

Una meridiana costruita per il decoro del duomo e la comodità dei palermitani che potevano uniformare il tempo alla "europea"!

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Avete mai notato nel pavimento della cattedrale di Palermo quella barra metallica incastonata nel pavimento, obliquamente, davanti al presbiterio? Si tratta di una meridiana a camera oscura che è stata collocata durante i restauri intorno al 1800.

Cosa è e una meridiana a camera oscura

La meridiana a camera oscura è un orologio solare realizzato all’interno di un edificio ed è costituito da un’unica linea oraria: le 12 del “tempo locale vero”. Ecco come funziona: Da un piccolo foro ricavato nella parete o nel soffitto entra un raggio di luce solare e colpisce una linea solcata nel terreno, nell’attimo esatto in cui il Sole è nel meridiano, cioè nel punto più alto. Ogni mezzogiorno, attraverso il foro gnomonico, il raggio solare si posa lungo l’asse della meridiana, spostandosi durante i periodi dell’anno e determinando in questo modo l’avvicendarsi dei mesi e delle stagioni con i corrispondenti simboli zodiacali.

Come è fatta una meridiana a camera oscura: occorrono dunque un quadrante, rappresentato dallo stesso pavimento con la linea delle ore 12 del Tempo Vero Locale (in direzione Nord-Sud) e lo gnomone che in questo caso è il foro disposto in modo da “proiettare” l’immagine solare sulla linea meridiana solo al momento della culminazione. Per una misurazione corretta,  la dimensione del foro e la sua altezza dal pavimento devono essere proporzionate (circa 1:1000).

La meridiana della cattedrale di Palermo: la storia

Pianta della meridiana della cattedraleFu voluta per volontà dell’arcivescovo Filippo Lopez y Royo e realizzata durante la ristrutturazione dell’edificio nell’ultimo ventennio del 1700. Il motivo è sono scritto su una lapide murata in un pilastro: che al “pubblico comodo servisse, ed insieme fosse ornamento al Duomo”. Il fine era fornire ai cittadini uno strumento preciso e semplice per misurare il tempo “all’europea“. Nel Regno delle Due Sicilie e in quasi tutti gli stati italiani veniva invece utilizzato il sistema cosiddetto “all’Italiana“, in cui il giorno era diviso in 24 ore uguali, ma contate a partire da mezz’ora dopo il tramonto del Sole, con una piccola differenza giornaliera che nel corso dell’anno accumulava differenze sensibili.

L’incarico venne affidato nel 1794-95 al padre teatino Giuseppe Piazzi, professore di Astronomia dell’Università di Palermo e direttore dell’Osservatorio Astronomico nel Palazzo Reale.
Non fu una progettazione semplice per diversi problemi che subito furono evidenti: la meridiana doveva essere collocata in una zona facilmente accessibile ai visitatori, senza comunque arrecare disturbo allo svolgimento delle funzioni sacre e poi, secondo gli intenti dell’ideatore doveva avere un’estensione abbastanza notevole. La zona ideale sarebbe stata quella vicino l’ingresso, ma l’orientamento della Cattedrale e la disposizione delle colonne che dividono le navate, non consentivano la realizzazione dell’opera secondo i criteri desiderati. Così, alla fine, la meridiana fu collocata nella posizione più infelice possibile, cioè nella zona immediatamente antistante l’altare maggiore. E dovendo collocare lo gnomone nella cupoletta di una navata laterale, che non era non abbastanza elevata, le dimensioni della meridiana risultarono piuttosto limitate. Comunque fu fatta!
L‘inaugurazione ufficiale avvenne durante solennità del Corpus Domini, il 4 giugno 1801, in occasione delle riapertura al culto della Cattedrale.

La meridiana della cattedrale di Palermo: descrizione

meridiana della cattedrale di PalermoLa meridiana corre in direzione Nord-Sud dalla Cappella di San Francesco di Paola a quella del Crocifisso, attraversando obliquamente la navata centrale davanti all’altare maggiore. È costituita da una barra prismatica di ottone lunga 21 metri, 81 centimetri e 2 millimetri, incastonata nel pavimento e rifinita con un orlatura di marmo bianco. Dei piccoli buchi segnati nella barra indicano l’entrata del sole nei vari segni dello Zodiaco, segni che sono rappresentati sul pavimento con tarsie di marmi policromi.
La direzione astronomica esatta fu tracciata servendosi dei calcoli che si facevano nel vicino Osservatorio del palazzo Reale con lo “strumento dei passaggi,” che assicurava la determinazione abbastanza  precisa del Mezzogiorno solare che veniva comunicato dall’assistente del Piazzi, Nicolò Cacciatore, con segnali acustici.

Il secondo elemento della mediana è lo gnomone, uno stilo nelle meridiane esterne, un foro in quelle a camera oscura. Nella cattedrale, lo gnomone venne realizzato praticando un foro in una pietra calcarea compatta situata nella cupola antistante alla cappella di San Francesco di Paola. Il foro è rivestito da una piastrina metallica che delimita il contorno con il diametro di 11 mm, pari ad un millesimo circa dell’altezza dello gnomone, a 11,79 metri.

Lapide della meridiana della cattedraleIn un pilastro vicino ai piedi dello gnomone è incastonata una lapide di marmo bianco con l’iscrizione in latino che precisa la data del completamento della meridiana, nell’anno 1801, la latitudine del sito e l’altezza dello gnomone espressa in palmi. All’interno della stessa lapide è incastonata una piccola verga che esprime la misura dell’antico palmo siciliano. Misura però precedente all’introduzione del sistema metrico siculo avvenuta nel 1810 che ricondusse il palmo a cm 25,818.

Nonostante la realizzazione di questa meridiana per introdurre la misurazione del tempo “all’europea” a Palermo si continuò ad usare il tempo “all’italiana“, fin dopo la riforma operata nel 1861 in seguito all’Unità d’Italia.

Saverio Schirò

Fonti:

  • R.La Duca, Il peccato di “fare” e altre storie palermitane, Palermo 2004
  • G. Mesturini, Meridiane a camera oscura, in Astronomia nova, n.13 maggio 2012
  • cattedrale.palermo.it
  • immagini: palermodavedere.it – cattedrale.palermo.it

 

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Staff member. Appassionato di Arte e Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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